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Mi
sono incontrata con Gabriele "Vincent"
Pala, chitarrista dei Karnak.
E' alla fiera del disco di Trieste
che ho deciso di "martoriarlo" con le mie domande,
e questo è ciò che ne è uscito: |
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| Annalisa
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Con
l'uscita di "Melodies Of Sperm Composed" per la
12th Planet Records siete finalmente approdati all'uscita
discografica ufficiale. Potete raccontarci alcuni pregressi? |
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| Gabriele : |
I Karnak nascono
nel lontano 1993 sotto il nome di "Subtraction"
per idea del batterista Stefano Rumich. Poco dopo mi sono
aggiunto io alla chitarra. Io e Stefano siamo gli unici
membri originali della band. Nel corso degli anni abbiamo
subito una miriade di cambi di formazione, e anche di genere.
Siamo passati da episosi stile Voivod (specialmente agli
inizi) a estremi brutal stile Suffocation, cercando comunque
di mantenere la nostra personale visione della musica. Nel
1994 abbiamo registrato il primo demotape intitolato "Eternal",
poi nel 1995 "Beyond" e nel 1997 il primo full
lenght "Perverted" che per motivi interni al gruppo
purtroppo è rimasto a casa nostra. È comunque
un album a mio avviso stupendo, a cui sono ancora molto
personalmente affezionato. Da segnalare sempre in quegli
anni il supporto dal vivo ai tedeschi Pyogenesis. |
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| Annalisa
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Ho
potuto notare le lusinghiere recensioni che avete ottenuto
sulle principali testate e siti specializzati, dove vi hanno
paragonato a mostri sacri del genere come Death, Cynic,
Atheist e Pestilence. Come ivete il "peso" di
una così grossa responsabilità? |
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| Gabriele : |
Tutte quelle
lusinghe hanno stupito anche me! Non ho intenzione di fare
false modestie sulla nostra preparazione musicale. Studiamo
tutti musica e la nostra ambizione è quella di farne
il fulcro della nostra vita, sia a livello di gruppo che
a livello di competenze dei singoli. La reparazione musicale
è indispensabile, il gusto del musicista sta nel
sapere usare la propria conoscenza per esprimere se stesso.
In ogni caso i paragoni fatti nelle varie recensioni si
trasformano per noi in un ulteriore stimolo a crescere e
migliorare.
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| Annalisa
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Com'è
stata la vostra esperienza in studio per quel che riguarda
"Melodies..."? |
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| Gabriele : |
Per me assolutamente
indimenticabile. Ci siamo preparati moltissimo prima per
poter registrare in meno tempo possibile (sai, i soldi...).
Avevamo già avuto la fortuna di lavorare con Gabriele
Ravaglia ai Fear Studios già per i mixaggi di "Perverted",
così al momento di scegliere un posto dove poter
registrare qualcosa di serio, non abbiamo avuto dubbi. In
effetti il prodotto finale è stato decisamente soddisfacente,
considerando anche il fatto che è stato registrato
tutto buono alla prima in soli 2 giorni, più 2 ulteriori
giorni per il mixaggio. |
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| Annalisa
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Qualcosa
sulla strumentazione usata? |
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| Gabriele : |
Per quel che
mi riguarda, utilizzo una Ibanez RG 7 corde equipaggiata
con il pickup esafonico Roland GK2 (essendo un patito dei
Pestilence, il guitar synth non poteva mancare!), il segnale
va nel GR-50, da lì a una testata ART DST8080 e una
cassa Peavey 4x12. IL nostro attuale bassista ha il basso
Yamaha TRB6 modello Patitucci. Il tastierista ha tre tastiere
Roland e Yamaha. Stefano ha una Mapex di un curioso colore
che sfuma dal bianco al fucsia e un sacco di piatti strani!
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| Annalisa
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"Melodies..."
sia per le atmosfere che per i testi è decisamente
orientato all'horror e al sex splatter. Come mai la scelta
di abbinare immagini così truculente con il vostro
genere? |
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| Gabriele : |
Per quel che
riguarda la musica non ci poniamo particolari limiti: le
nostre influenze, oltre al metal, nascono tanto dal progressive
italiano anni 70, King Diamond, e musica sperimentale in
genere, tipo John Zorn e Frank Zappa.
Le atmosfere "tetre" nascono dalle sapienti zampe
di Marco Colella, il nostro tastierista... quell'uomo ha
la magia nelle mani, riesce a trasformare qualsiasi melodia
in una marcia funebre!
I testi di Melodies sono frutto della mente malata di Seby,
il cantante di allora, una grandissima voce, a mio avviso.
Lui era patito del gore e del sesso estremo e ciò
rifletteva le liriche di allora. Attualmente la principale
ispirazione per i testi sono i film horror italiani degli
anni 70, tipo Zeder di Pupi Avati. |
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| Annalisa
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Cosa
ne pensate della scena metal italiana? |
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| Gabriele : |
A dire il
vero, non la conosco troppo. Ammiro molto i Sadist e i Necrodeath.
Per il resto, penso che esistano un sacco di gruppi validi,
penalizzati purtroppo dallo scarso interesse delle stesse
etichette che dicono di portare avanti il discorso metal,
ma che invece non lo fanno come dovrebbero. Le potenzialità
secondo me sono molto elevate, bisognerebbe solo che il
sistema musicale desse valore agli innovatori, o comunque
a coloro che possono fare la differenza, invece che a quelle
bands che vanno avanti su un carrozzone trainato da altri
solo perchè "assomigliano" a qualcosa di
già sentito. |
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| Annalisa
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Una
domanda di rito: progetti futuri? |
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| Gabriele : |
Al momento
stiamo sistemando un po' la formazione, siamo alle prese
con un nuovo bassista e un nuovo cantante. Abbiamo appena
finito di registrare un promozionale di 6 pezzi e adesso
lo spediremo in giro a giornali e etichette. Abbiamo già
qualche contatto e un po' di nome grazie a Melodies, speriamo
con questo nuovo lavoro di trovare un contratto decente
e far arrivare il nostro messaggio musicale a quanta più
gente possibile. Per il resto, ognuno continua a studiare... |
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Edited
by Annalisa.
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