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Dopo
uno show nella migliore tradizione THE
HAUNTED, vale a dire devastante, coinvolgente,
spietatamente affilato Jensen,
Pers
e Marco
gironzolano tra la gente sotto una pioggia di complimenti.
Colgo l’occasione per scambiare due chiacchiere
con il miglior vocalist del momento che, tanto per cambiare,
si mostra anche lui estremamente gentile e disponibile,
benché visibilmente provato dalla sua eccellente
prestazione. |
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Albi:
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Spaccate
il culo! Oltre a produrre degli album massacranti e allo
stesso tempo così ricercati, sapete ricreare sul
palco quello che veramente ci si aspetta da un live. Quanto
tempo c’é voluto per arrivare fino a questo
risultato?
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| Marco: |
Suoniamo assieme
con questa
formazione dal ‘99. |
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Albi:
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Infatti
tu sei entrato in formazione dopo l’uscita del primo
album. |
| Marco: |
Sì,
THE HAUNTED avevano suonato circa diciotto concerti prima
che arrivassi io. |
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Albi:
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Avete
anche un altro lavoro o riuscite a vivere di musica? |
| Marco: |
Possiamo vivere
di musica ma io ho ancora il mio lavoro perché tutte
le cose belle prima o poi finiscono e non hai certo voglia
di bruciarti tutto alle spalle. Non voglio fare la fine
di Ozzy Osborne. |
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Albi:
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Il
vostro suono é fortemente legato al thrash-metal
degli anni ‘80, alla Bay-Area, tuttavia riuscite ad
essere molto attuali ed innovativi. |
| Marco: |
Sicuramente.
Il fatto é che non hai voglia di chiuderti in un
angolo. Credo che la musica debba essere in continua evoluzione
altrimenti é come se lavorassi in fabbrica per dieci
anni facendo la stessa cosa, ed alla fine é naturale
che ti venga voglia di fare qualcosa di diverso, quindi,
per far sì che il tutto continui a coinvolgerci facciamo
ogni volta dei leggeri cambiamenti nella nostra musica,
quel tipo di cambiamenti che noti quando ti siedi ad ascoltare
e ti accorgi di queste nuove sfumature. Quest’album
é un po’ più brutale, mentre il precedente
era leggermente più melodico e Bla…. Bla….
Bla…, ma vogliamo dare mostra di tutto ciò
che conosciamo e canzoni come “Demon Eyes” e
³”Bloodletting” sono la prova di quello
che siamo in grado di fare. Penso che devi mantenere un
certo livello di coinvolgimento nella musica che fai, altrimenti
finisci per non essere che un’altra band noiosa. |
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Albi:
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Come
vocalist hai una vasta gamma di tonalità! |
| Marco: |
Sono un camaleonte
vocale! (risate) |
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Albi:
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In
questo album hai un approccio più brutale, usi
tonalità più basse e avete anche eliminato
il tipo di canzone alla “Hollow Ground”, non
avete più questo tipo di parti melodiche.
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| Marco: |
Il fatto é
che stando molto tempo in tour come stiamo facendo, vedi
altri cantanti ed apprendi alcune cose dal loro stile per
poi riprenderle a modo tuo. Amo i cantanti che hanno una
voce molto personale, che puoi riconoscere quasi immediatamente
quando li senti dici “oh! E’ lui!” |
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Albi:
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I
tuoi preferiti? |
| Marco: |
Chuck Billy,
Phil Anselmo li riconosci quasi immediatamente! “Sono
loro! Sono loro!!!” E’ per questo che cerco
di ottenere anch’io una voce che chi ascolta possa
riconoscere e dire “E’ Marco!” Inoltre
questo ti obbliga ad essere in grado di variare la tua voce,
altrimenti ti riduci come i cantanti black metal tipo “Bleahhh
Bleahhhhh” e quel tipo di voce potrebbe appartenere
a chiunque.
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Albi:
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Trovate
anche il tempo per comporre nuovo materiale mentre siete
in tour? |
| Marco: |
Partiamo con
l’idea che sarebbe giusto farlo, ma non lo facciamo
mai! E’ sempre così “Dai, portiamoci
anche il Pro Tools nel computer, così possiamo registrare”
e via dicendo, ma poi non lo facciamo mai, ci mettiamo pancia
all’aria e cazzeggiamo. |
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Albi:
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Tu
però vivi piuttosto lontano dagli altri membri del
gruppo. |
| Marco: |
Sì,
almeno 500 Km.
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Albi:
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E
come fate a fare prove? |
| Marco: |
No, quando
scriviamo nuovo materiale non proviamo mai tutti assieme,
a meno che non lo si debba provare o che ci sia bisogno
di prepararsi per un tour; in questo caso prendo la macchina
e li raggiungo. Solitamente, quando componiamo, loro registrano
tutto su un CD-R e me lo spediscono, io ci scrivo su i testi
e quando ho tre o quattro canzoni pronte vado giù
e proviamo. |
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Albi:
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Fammi
capire: tu lavori sui riff, scrivi i testi e poi finite
la canzone assieme o ti ritrovi sul CD-R il pezzo già
finito? |
| Marco: |
Di solito
mi mandano una “versione” finita del pezzo e
quando vado giù con il testo l’hanno già
cambiata. Quindi in ogni caso posso usare circa il cinquanta
per cento di quello che mi mandano (risate). Comunque il
grosso del lavoro é quando uniamo i cervelli e mettiamo
assieme tutto il pezzo con il testo e tutto il resto, quindi
lavoriamo sempre assieme. |
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Albi:
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Many THANKS
to Marco Aro and THE HAUNTED both for their music and for
being so special and friedly people and not just fucked-up
rock starz! Thumbs UP!!! |
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|
By
Albi.
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| Traduzioni
a cura di Albi. |
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