| ToDieFor |
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Conosco i ToDieFor
da alcuni anni, ed ho sempre avuto la voglia di intervistarli
un, giorno! La band pordenonese attualmente è formata da
Alain
(voce), Tommy
(batteria), Nicola
(chitarra), Danielino
(chitarra) e Stefano
(basso)
Eccomi qua a chiacchiarare con loro sui loro sogni
e sulle loro esperienze!
A dire la verità mi sono incontrato con Nicola Milanese,
chitarrista, non che uno dei membri fondatori della band!!!
Parlandoci mi sono reso conto dell' energie che essi dedicano
alla musica, e vedendoli suonare di quanta ne diano al pubblico!! |
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Beh,
per cominciare potresti introdurvi, magari facendo
anche una breve cronologia dei vostri lavori, anche
commentandoli.
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OK,
allora, il progetto TODIEFOR
è attivo dal 97 dall'unione di Nicola Alain Tommaso
e Ricky. da quell anno la line up è stata mutata parecchie
volte. Si è aggiunta una seconda chitarra.Ora ci siamo
consolidati in maniera migliore, non cambiamo componenti
da 3 anni! Un record. Per quanto riguarda le uscite.
beh, per cominciare abbiamo inciso un demo nel 97,
dopo solo 4 mesi di attività, e successivamente nel
98 l'esordio con "still searching for answer".Un prodotto
decisamente più maturo anche se registrato in maniera
economica, conserva ancora un certo fascino e una
certa carezza brutale, che mi stuzzica ancora a 4
anni dall'uscita. Nel 2000 esce lo slpit con i tedeschi
ENGRAVE, un bel lavoro sotto ogni aspetto, d'altronde
curato dalla DEFIANCE Recs., non poteva che essere
ben cagato. Grazie a questo split siamo partiti per
il nostro primo ed indimenticabile tour europeo per
Svizzera Olanda Belgio e Germania. Quest'anno (2002)
è uscito il nostro primo cd piena lunghezza. "virusinfectioncontrol",
un lavoro studiato nei particolari, estremizzato
al limite delle nostre pissibilità. Musicalmente molto
più maturo e diciamo "sperimentale". Diciamo che è
come una montagna russa che alterna momenti di delirio
schizofrenico a ondate di paranoia insistente.conservando
naturalmente una grande vena Metal che è ovviamente
radicata in ognuno di noi.
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Credo
che un gruppo estero susciti, comunque, molta piu
curiosità di un gruppo locale, che hai la possibilità
di vederlo più volte. Durante i nostri 3 tour europei
abbiamo imparato davvero un sacco di cose, guardando
anche alle persone che ci sapevano fare decisamente
piu di noi. In Italia la scena musicale, intendo quella
presa per quello che dev'essere.non le seratine da
sagra, che spesso ti lasciano in bocca una gran frustrazione,
penso sia presa sotto un occhio diverso e forse molto
più ignorante che in paesi come la Svezia la Germania
e il resto dell'Europa. Dire ad un italiano che sei
in tour con il tuo gruppo è al limite dell'inconcepibile
, come riferirgli una sequenza di parole a caso. In
Svezia è del tutto normale!
Credo anche che in Italia ci sia la più grande controagevolazione
nei confronti dei musicisti di tutta Europa...e poi
si lamentano che le band italiane fanno cagare. Qui
esiste solo il lavoro e il calcio, il musicista è
un farfallone buono a nulla, che non ha voglia di
combinare una sega. Credo anche che ci sia uno stile
di vita diverso per ogni paese d'Europa e questo cambia
e amplia parecchio il discorso.
- Mamma
mia non ti basterebbe l'harddisk per parlarne a fondo.Beh
riguardo alla strumentazione
utilizzata ci terrei a sottolineare che siamo abbastanza
poveri e quindi cerchiamo di tappare al
meglio le falle di suono che ci afflliggono.
Cmq io uso un abbinamento classico testata cassa con
alcune modifiche di perfezionamento.ora come ora sto
usando una peavey 5150 II head che mi rende davvero
soddisfatto, e una 4 x 12 marshall con coni maggiorati
e fra le mani ho una Gibson les paul studio con Emg
attivi.ultimamente mi sono ricreduto molto sui pick
up attivi.per un muro di suono sono indispensabili,
creano un attacco e un sustain davvero particolari,
mostruosi! L'altra chitarra
identica alla mia, con pick up originali, cassa
come la mia versione vintage, e come testata una ENGL
screamer 100. Una testata molto meno metal della mia
ma con una timbrica valvolare molto gustosa. Per il
basso ci affiadiamo ad una buona e vecchia ampeg 18
x 1 e una swr goliath 10 x2, testata SWR sm-400 watt
e una classico e caldo Jazz bass della Fender, i bassi
a volte sono insopportabili per quanto decorano l'aria
che ti sta attorno.
Il batterista picchia su una mapex mars series.i piatti
sono in continua sostituzione, partono come fossero
di cioccolata...
ahahahha!
Credo anche che il tocco di un musicista conti molto
di più della sua strumentazione, puoi trovare chi ti
fa ruggire un combo da 50 watt, ma anche chi non fa
uscire niente da un testata cassa da 300 w!!! Il tocco....
nella musica è la parte più artistica perché ti viene
in maniera naturale e spontanea, definisce il 99% di
quello che fai.
-
Beh
diciamo che oggi come oggi anche i più piccoli studi
sono attrezzati per non farti incontrare nessun tipo
di problema.con l'avvento del digitale si è arrivati
a soluzioni molto più comode e veloci, facendo ovviamente
risparmiare un sacco di tempo lavoro e quindi soldi
a chi
ce li deve mettere, anche se purtroppo il digitale
non raggiunge
livelli di suono come li può raggiungere l'analogico.
Questo è stato un punto a nostro sfavore.avendo registrato
in uno studio completamente digitale. Problemi di
tipo psicologico , a parte rimanere rinchiusi otto
ore al giorno per 15 gg senza un raggio di sole e
con gente che scoreggia , penso non ce ne siano stati.forse
un'po per la scelta dei suoni, sai spesso le idee
di 5 cranei
non coincidono perfettamente, ma ora come ora
non mi lamento siamo abbastanza sulla stessa linea.
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Beh
parli con uno che si limita a suonare uno strumento,
non sono un fonico.
Più che materiali e sistemi, cambierei i prezzi
e a volte anche il personale (non nel nostro caso)!
In uno studio hai bisogno di concentrazione massima
e di essere a tuo agio come se fossi nella tua sala
prove, se succede che ti trovi un coglione che ti
sbuffa ad ogni tua richiesta non credo riusciresti
ad ottenere un buon lavoro. Come per tutte le cose.,
per fortuna abbiamo sempre trovato persone disponibile
ad ascoltare ed a sperimentare le nostre idee.
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Beh
l'idea del virus è stata "cagata" dal nostro Cantante
che ha una particolare passione per i film di serie
b, quindi l'idea di insetti, invasioni, virus, controllo
della mente umana deriva un'po da quello. Credo che
ci sia anche una grandissima metafora che tende a
descrivere la nostra società, il nostro sistema di
vita.Speriamo di rimanere il più
lontano da questo virus, ma credo sia una cosa
molto difficile. Ognuno cerca di fare ciò che gli
è possibile.
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Per
concludere in maniera tradizionale, vi chiederei di
raccontarci i vostri progetti, date interessanti,
speranze/sogni di una band così fuori dagli schemi
come voi siete!!
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Per
il momento siamo tornati dal terzo tour europeo, ci
stiamo riprendendo dalla fatica! Penso che presto
ripartiremo in tour, ma nel frattempo abbiamo bisogno
di comporre materiale nuovo, sia per un esigenza nostra
che per un eventuale uscita futura. I sogni si fanno.tanti
criticano il contratto discografico, lo etichettano
come poco punk, ma d'altronde
anche "molto poco punk" e poco piacevole lo
è passare la giornata in fabbrica! Quindi, se avessi
la possibilità di vivere con la mia musica, la mia
passione, lo farei senza pensarci due volte, e poi
nella vita ci si deve buttare ogni tanto!
By
Webmurder .
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