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Poco si conosce su questa band, altrettanto difficile reperire on-line una biografia abbastanza completa; viene lasciata solo la notizia di un cambio di line-up precedente alla pubblicazione di “The Tree and the Rope”, in cui ha militato tra i vari anche Jari Pilati (componente della band Soul Takers). Questo purtroppo rende difficile sia chi ha il compito di presentare il gruppo, come il recensore e l’ascoltatore che vorrebbe farsi semplicemente un’idea su chi sta ascoltando. Chiudendo questa breve parentesi, inizierei subito a tirare le somme di questo primo demo della band milanese. Sono presenti tre tracce – correlate di lyrics che non brillano per originalità o contenuti, ma si presentano umilmente senza la pretesa di trattare ciò che nemmeno si conosce e in modo talvolta errato – di non lunga durata (siamo intorno ai 4:30 minuti in media circa). Il suono è ispirato al black sinfonico, stiepidito dalle tastiera tipiche di Dimmu Borgir e Cradle of Filth. I riff non vengono resi opprimenti e super-tirati come la tradizione vorrebbe, ma al contrario; come nei già citati CoF; viene lasciato ampio spazio all’espressione vocale e in alcuni punti addirittura alla melodia. Un esempio di questo modus operandi è la bellissima “Black Eve’s Drama”, accompagnata da tappeti di pianoforte. La musica degli Aedera si pone in modo sorprendentemente adulto e maturo; è già presente una forte consapevolezza di ciò che vogliono proporre e nonostante sia forte l’influenza delle succitate band, è interessante come il gruppo riesca comunque a mantenere una certa vena originale nella composizione dei brani. Pienamente promossi.
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