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Gli Aperion sono una band della provincia pavese, che nel 2002 ha prodotto questa prima demo, "Endeternity", confezionata con professionalità come un gruppo già affermato; e i cinque musicisti lombardi hanno tutte le possibilità di emergere dall'underground nazionale, poiché riescono a riprendere ottime tematiche progressive, contorte e distorte, unendo l'aggressività del Death Metal melodico in stile Dark Tranquillity. La scelta del nome Aperion, i testi e le concezioni del gruppo sono connessi al pensiero del filosofo greco Anassimandro, che ipotizzò l'esistenza di un principio primo indeterminato, l'Aperion appunto.
"Stone Gazed" preannuncia il sound potente e incisivo delle composizioni, in cui il tempo spesso è irregolare, scandito da numerosi cambiamenti di ritmo, proprio come nei primi lavori dei Dark Tranquillity di Friden/Stanne. La voce in growl purtroppo non è ancora convincente e deve essere migliorata per aumentare l'approccio timbrico verso gli ascoltatori: troppe le sfuriate continue, senza momenti di pause riflessive.
Ma i riffs di ciascuna delle quattro tracce che costituiscono "Endeternity" sono estremamente efficaci, capaci di coinvolgere il pubblico attraverso l'intreccio delle chitarre e la batteria veramente ben studiata. "The Chant" è forse il pezzo più valido, dove la voce, pur se grezza, si inserisce alla perfezione sul muro delle chitarre: è un brano molto diverso dal precedente "Stone Gazed", poiché gli arpeggi della chitarra acustica e un buon assolo finale permettono un impatto più immediato e diretto. Il tipico sound svedese di celebri gruppi quali Edge of Sanity e primi-In Flames si combina con elementi progressivi ma oscuri al tempo stesso.
Le ritmiche descritte anche nella terza "Wavespell" lasciano trasparire idee ben congegnate, ma che spesso si perdono durante il trascorrere dei minuti: chitarre che disegnano temi sempre nuovi e variati, batteria che si esibisce in un accompagnamento aggressivo e violento, pregevole nell'esecuzione e piacevole all'ascolto.
Viene lasciato spazio anche ad una parte strumentale e più sinfonica nel finale, con "Engarved in Eternity", nella quale svaniscono momentaneamente le chitarre, liberando degli archi di sottofondo che costruiscono il tema principale: successivamente vengono inserite nuovamente, presentando piccoli assoli di sottofondo, notevoli ma coperti dalla voce feroce e rabbiosa.
In conclusione, "Endeternity" può significare un passo importante per la band pavese, un tassello di grande interesse per le composizioni successive, ma non costituisce certamente il lavoro di svolta con cui gli Aperion finalmente riusciranno ad emergere. Pone però ottime basi per il raggiungimento di questo scopo e sono sicuro che, modificando alcuni aspetti rilevanti del proprio registro compositivo, la band potrà godere di un buon successo non solo a livello nazionale.
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