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Penso sia assolutamente superficiale spendere qualche parola per spiegare chi siano e cosa hanno fatto i Limbonic Art. pur militando nella scena underground, la loro bravura ha permesso al gruppo di guadagnarsi consensi a destra e manca tra i black addicted e non solo. Sebbene io non ami fare paragoni tra un disco e l’altro, quando sotto mano capitano “esperti del settore” e non gruppetti alle prime armi, mi permetto di fare questo genere di ragionamento. E ripensando ad un disco, che andrebbe tenuto su di un piedistallo, come “In Abhorrence Dementia”, ho pregustato gloriosi ritorni alla magnificenza. Ahimè, dalle prime note di “A Cosmic Funeral of Memories” tutto sembrava piuttosto ordinario, chiaramente riconoscibile lo stile Limbonic. La potenza dei riff graffiati condotti su sinfonie maestose ed cupe; la voce di Daemon, sempre grandiosa nel suo screaming stridulo e malefico. Molto più lenta e cupa “Grace By Torments”, definirla una ballata, in riferimento alla band suona come una bestemmia, ma potremmo dire che ha un’impostazione prevalentemente doom/black. Scorrendo le altre tracce non ci sono particolari che meritano di essere citati, è possibile però notare come sia stata ridotta sensibilmente la presenza delle sinfonie, lasciando più spazio a momenti brutale creati dal binomio voce/chitarre, ne è un buon esempio la cattivissima “Legacy of Evil”, title-track che ben potrebbe spiegare l’evoluzione che è seguita all’interno del gruppo in fase di reunion. Impossibile non citare la melodia d’apertura di “Twilight Omen”; sembra rubata dal mondo musicale di Danny Elfman. Lo stile vocale è ispirato alla migliore tradizione di cantati e canzoni che dei film di Tim Burton (dove le composizioni erano appunto affidate ad Elfman); il grazioso siparietto viene interrotto a circa metà del brano per riprendere il suo stile classico. Avevo esordito in questa recensione, lasciando intendere che c’era qualche vena negativa, eppure voi lettori dalle mie righe non avete letto di difetti o critiche. Bè in effetti è così. Ma allora cos’è che non va? Me lo sto chiedendo anche io. Il problema è che, è venuto a mancare quel fattore x, che regalava quel pizzico di magia ai precedenti lavori del duo norvegese. Questo non significa che il disco non merita, ma sono sicura che ci sarà una netta scissione tra i fans dei Limbonic; da una parte avremo gli affezionati che grideranno di gioia per il ritorno alle scene e per la cattiveria relegata nelle dieci tracce; dall’altra avremo gli ammiratori più esigenti che come me, guarderanno con occhio critico questa nuova incursione dopo anni di silenzi.
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Web: www.myspace.com/limbonicart
Lineup: Daemon: voce, chitarre, basso
Morfeus: chitarre, tastiere, voce, elettronica
Tracklist: 1. A Cosmic Funeral of Memories
2. A Void of Lifeless Dreams
3. Grace by Torments
4. Infernal Phantom Kingdom
5. Legacy of Evil
6. Lycanthropic Tales
7. Nebulous Dawn
8. Seven Doors of Death
9. Twilight Omen
10. Unleashed From Hell
By Bloody Marha. |