| |
Recensire un disco cardine del black metal di stampo svedese come questo Opus Nocturne dei Marduk è operazione da compiere con tutte le precauzioni del caso. Il disco, per l'occasione, è stato rimesso in commercio con 4 bonus tracks, una nuova cover-art e, soprattutto, con un rimissaggio del suono. Uscito per la prima volta nel 1994 e diventato, in breve, uno dei capisaldi del modo di concepire il Marduk-sound, Opus Nocturne beneficia del "lifting" sonoro per presentarsi al pubblico con tutti i suoi (infernali) muscoli musicali perfettamente oliati e in evidenza. La potenza del disco non ne viene diminuita, la qualità sonora risulta leggermente migliorata, ponendo tutti gli strumenti ad un buon livello di definizione e di impasto sonoro. Il malefico maglio metallico inflitto dall'accoppiata B.War e Fredrik Andersson è un vero devasto, con il secondo che spara velocità incredibili accompagnate da rallentamenti in mid-tempo perfettamente efficaci al disco. La "grezzaggine" tecnica di Andersson è un fattore in più nella riuscita del Marduk-sound, spedendo le composizioni in orbita. Il tutto, ovviamente, aiutato dal riffing ficcante e a "sega circolare" di Morgan. Tutto il disco si assesta su composizioni aggressive e violente (tranne la maggiormente "melodica" Materialized in Stone e la title-track), con apici nella maligna Sulphus Souls (ottima prestazione di Joakim allo screaming), l'intricata From Subterranean Throne Profund, la veloce Autumnal Reaper e, ovviamente, l'anthemica song The Sun Has Failed (con un rifferema da ricordare). Le aggiunte del 2006 sono le versioni demo di 4 pezzi di Opus Nocturne. La succitata Suphur Souls, forse ancora più malefica della versione da studio, oltre ad un'introduzione leggermente differente e uno screaming di Joakim ancora più acido, il pezzo sfocia in un maelmstrom infernale. Segue una versione più "irrequieta" di Materialized in Stone, che perde leggermente quell'alone di "melodia" per diventare più "rock'n'roll" e perciò meno addomesticata (se si può usare questo termine con i Marduk). Opus Nocturne è completamente strumentale e la batteria, che nella versione di studio è bella presente, va e viene, con il classico sentore che venga registrata, a volte, in qualche altro posto rispetto a dove suona. Ultima traccia aggiunta è quella Autumnal Reaper che già in studio è un vero ferro infuocato nelle viscere, e la cui riproposizione in versione demo è l'apoteosi del black metal svedese con un Joakim che sputa disgusto velenoso nel microfono e Morgan scartavetra le orecchie con riff assassini, supportato dal duo B.War/Fredrik in pieno spolvero nel martellare i testicoli repidamente e sanguinariamente.
|