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“Un nuovo fottuto album Necrodeath” queste le parole di Flegias in fase di intervista e che io sottoscrivo in pieno.Sono passati tre anni dall’ultimo “Ton(e)s of hate”,anche se in mezzo c’è stata la pubblicazione di un “best of”,buon lavoro ma che lasciava alcuni dubbi…dubbi che sembrano scomparire in questa nuova uscita.
Ci sono alcune novità:in primis bisogna registrare la dipartita dal gruppo del chitarrista Claudio,per motivi già spiegati da Flegias nell’intervista,membro fondatore insieme a Peso (che ora si ritrova ad essere l’unico della line-up originale) e molto attivo come compositore nella storia della band ma c’è da sottolineare che il gruppo non ha subito molto “a livello musicale” questa perdita componendo canzoni all’altezza del loro passato.
Ben tre gli ospiti presenti anche se con minime parti a cominciare dal mitico Cronos che narra l’intro per proseguire con Sonya dei Theatres Des Vampires e Federica dei Soul Takers presenti in “Identity Crisis”.
Dopo “February 5th, 1984” ovvero l’intro troviamo due classiche Necro-songs “Forever Slaves” e “War Paint” veloci e potenti si avviano a diventare dei classici e a mietere vittime nel pogo.
La prima sorpresa arriva da “Master of morphine” introdotta da una chitarra acustica con poi l’aggiunta di elettrica (che come giro mi ricorda i Testament) alterna strofe veloci (anche se più lente dei classici ritmi Necrodeath) ad un ritornello cadenzato capace di coinvolgere subito.
Con “The Wave” e “Theoretical and artificial” torniamo nel campo del thrash anche se la seconda presenta momenti più rallentati e giri di chitarra melodici.
“Identity crisis” è un’altra sorpresa…aperto e chiuso da una voce femminile in francese si tratta di un pezzo molto cadenzato e cupo sostenuto dagli ingressi di archi e violini ed una prova maiuscola di Flegias per un risultato veramente affascinante.
“Beautiful brutal world” basterebbe già il titolo…momenti lenti e potenti alternati a fasi più veloci nel loro classico stile.ù
La breve “Hyperbole” 55 secondi di chitarra arpeggiata e voce narrata ci conducono alla conclusiva title-track “100% Hell”.
Dalla struttura quasi progressive (anche di questo si è parlato nell’intervista) è un pezzo dai frequenti cambi di tempo,accelerazioni e rallentamenti,effetti eco sulla voce,un mini assolo di batteria,c’è pure un momento con solo feedback di chitarra e batteria su cui poggia una voce malefica,una durata di 9 minuti e 38 secondi…insomma che volete di più ?
In conclusione: i Necrodeath sono un gruppo che ha fatto la storia del metal italiano e continua a farla oggi con uscite discografiche sempre all’altezza del loro nome e sempre di ottimo livello…fate vostro questo cd.
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