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Nella Bay Area di San Francisco, un silenzio durato nove anni viene violentemente interrotto da un’esplosione il cui boato si ode in tutto il mondo. Questa esplosione ha un nome: ‘The Formation Of Damnation’.
I Testament sono tornati e guai a chi solo osa mettere in dubbio la loro onestà artistica, il loro ventennale credo nell’Heavy Metal e la potenza del loro sound.
L’estate del 1999 ci aveva regalato il potente ‘The Gathering‘, nel quale troviamo Dave Lombardo alla batteria, James Murphy alla chitarra e Steve Di Giorgio al basso, mentre il 2008 ci regala questo attesissimo ‘The Formation Of Damnation’, in cui possiamo assaporare il ritorno di due membri storici, tali Alex Skolnick e Greg Christian, rispettivamente chitarra e basso.
L’unica pecca sono questi nove anni d’attesa durante i quali la sfortuna si era impossessata della band e le uscite discografiche erano principalmente delle raccolte.. Ricordiamo in primis la dura lotta di Chuck Billy contro il cancro, dal quale possiamo vedere che ne è uscito vincitore e con la voglia di spaccare il culo a tutti. Vederlo On Stage è veramente eccezionale sapendo quello che ha passato.
L’ultima sfortuna sono stati i problemi burocratici dell’ex drummer Nick Barker che non potendo entrare negli States ha dovuto mollare le redini rallentando ulteriormente l’uscita dell’album. Fortunatamente è subentrato il buon Paul Bostaph e quindi possiamo stare contenti in quanto i Testament hanno regalato ai loro fan una formazione da sogno ma soprattutto una release che fa parte della scuderia Nuclear Blast e che al suo interno racchiude le sonorità Thrash tipiche del loro stile unite a sfumature moderne che la portano quasi ad essere la fusione di ‘The Legacy’ e ‘The Gathering’.
Si parte con una breve intro strumentale, ‘For The Glory Of’, e subito veniamo travolti dalle trascinanti ‘More Than Meets The Eye’ e ‘The Evil Has Landed’ che ci riportano alle sonorità di opere quali ‘The New Order’ e ‘Practice What You Preach’. Veniamo quindi catapultati nella title track dove è la voce in growl di Chuck a fare da padrone, accompagnata da qualche screaming di Eric. Degna di nota è anche la successiva ‘Danger Of The Faithless’ il cui chorus non può fare a meno di restare impresso nella mente di ogni Testament fan. Arriviamo quindi alla velocità di ‘The Persecuted Won’t Forget’ e possiamo tranquillamente affermare che l’ultima fatica dei Testament ci soddisfa e l’abbiamo ormai fatta nostra. Stupendo l’assolo che ci piazza dentro il buon Alex e bisogna proprio dire che l’accoppiata Skolnik-Peterson è veramente fantasiosa in questa release.
Altro pezzo da tiro è ‘Henchmen Ride’ con la quale si prevedono futuri pogos sotto palco e veniamo accolti dalle note di ‘Killing Season,’, un pezzo in cui l’headbanging regnerà sovrano. Arriviamo quindi ad ‘Afterlife’ e ‘F.E.A.R.’, nelle quali si può sentire la fusione tra il Thrash e l’ Hardcorepunk degli ’80. Conclude l’opera ‘Leave Me Forever’ che ci regala le clean vocals di Chuck e in cui il basso di Greg in pulito può riportare alla mente collegamenti ai Megadeth.
E siamo arrivati alla fine. Sicuramente l’attesa è stata lunga ma n’è valsa la pena. Avere tra le mani un lavoro come questo è sicuramente una soddisfazione.
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