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Se aprire una parentesi solista consente di ricaricare le pile, esprimersi distanziandosi dal gruppo madre e poi rientrare nella band concentrato e creativo, ben vengano i progetti solisti. Warrell Dane "esce" dai Nevermore (insieme al suo compare Joff Loomis - chitarra) durante una pausa del quartetto americano e si cimenta nella sua prima prova in solitaria e il risultato è assolutamente positivo. Le potenzialità vocali, notevoli, che Dane metteva al servizio del power-thrash dei Nevermore, vengono lasciate a briglia sciolta in questo Praises To The War Machine, consentendo al singer di esprimere perizia e passione vocale. Supportato egregiamente da Peter Wichers, in multipla veste (chitarrista, bassista e produttore), Warrell affronta le dodici tracce presenti (di cui due cover) sfrondando la sua performance da possibili istrionismi vocali e andando dritto al nocciolo di costruzioni armoniche ed emozionali piene e vibranti.
Dall'iniziale When We Pray alla conclusiva Equilibrium (nella versione limitata c'è Everything is Fading come traccia conclusiva), i percorsi musicali intrapresi cangiano e si spostano da
riffing che rimandano alla prova dei Metallica nel Black Album a episodi elettro-acustici intimistici e atmosferici. Le riletture dei brani dei Sister of Mercy (Lucretia My Reflection) e di Paul Simon (Patterns) elettrizzano le partiture con irruvidimenti del tessuto sonoro, fornendo spunto a Warrell per sfoggiare un range vocale di tutto rispetto e, cosa quanto mai gradita nel caso di un cantante così protagonista in un album, caldo, passionale e screvo da inutili e vuoti virtuosismi.
Ospiti d'eccezione si riscontrano in Messenger (in cui l'assolo di Jeff Loomis riconduce immediatamente ai Nevermore) o alle prove superbe di Chirs Broderick in Let You Down (uno degli highlight del disco) e dell'ottimo James Murphy in The Day the Rats Went to War (uno degli episodi più veloci e rimembranti il genere della band-madre di Dane).
Praises To The War Machine è un disco che deve essere presente nella vostra discografia, una vera piccola gemma di brani dal perfetto equilibrio fra costruzione e nerbatura metallica ed aperture emozionanti ed intime.
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