| Quando arrivo al Rolling Stone di Milano l’affluenza non è proprio tra le migliori.. è sabato, sono le 19 passate, sinceramente speravo in qualcosina in più, ma anche durante tutta la performance dei francesi Demians la situazione non cambia di molto. La band ci propone un progressive rock che però personalmente non mi ha entusiasmato un granchè.

Non me ne vogliano né loro né i loro fans ma la band non spicca di certo di originalità o personalità perché, a mio avviso, nonostante il genere che lascia ampi spazi alla creatività e all’originalità, i Demians hanno ascoltato un po troppo gli ultimi lavori dei Porcupine Tree tanto per intenderci. La performance tutto sommato non è niente male, la band si muove bene sul palco e sembra totalmente a suo agio ma come ho già avuto occasione di dire, niente di nuovo sotto il sole.

Dopo la performance dei Francesi tocca ora al quintetto di Liverpool. Parisienne Moonlight fa da intro a quella che si rivelerà poi una delle migliori performance degli Anathema che io abbia mai visto. Vincent e soci salgono uno ad uno e salutano un Rolling Stone che ha avuto il tempo di riempirsi (fortunatamente tradendo le mie aspettative). La scaletta si districa su tutta la discografia da The Silent Enigma ed Eternity fino ad arrivare agli ultimi A Natural Disaster e Hindsight.

I 5 sul palco trasmettono emozioni a raffica, riproducono atmosfere avvolgenti ed accarezzano i padiglioni auricolari dei presenti passo dopo passo, minuto dopo minuto. In scaletta appaiono pezzi come “Hope”, “Far Away”, “Sleepless” un’estremamente emozionante “One Last Goodbye” via via fino ad arrivare alla sempre più acclamata e richiesta “A Dying Wish” che pur non comparendo in scaletta, trova spazio nella performance e ci lascia tutti a bocca aperta (soprattutto quando Jamie, improvvisa al vocoder una citazione da Another Brick in the Wall).

La band non si è mai fermata, a parte per uno scambio di parole con il pubblico in visibilio. Lo show si prolunga per 2 ore, in scaletta non manca nulla e ce ne andiamo tutti più che soddisfatti, come del resto accade sempre dopo un concerto degli Anathema.
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By Jay |