Dopo il set di tre quarti d'ora degli svedesi Astral Doors, band veramente valida che propone un metal classico dinamico e potente, e con un cantante che ricorda molto il grande Ronnie James Dio, entrano in scena i Blind Guardian. Sono le nove e un quarto. Le luci si spengono e la gente inizia a fare casino. L'intro è "War Of Wrath" , recitata da tutti i presenti, per poi partire nel migliore dei modi con una grandiosa "Into The Storm" e con "Nightfall". Il gruppo acquista subito la padronanza del palco e manda in delirio i presenti, con una set-list piuttosto prevedibile ed incentrata sui classici (solo 2 infatti sono le canzoni estratte dall'ultimo album, "A Twist In The Myth"). Peccato che manchi la mia canzone preferita dei Blind Guardian, ovvero "Welcome To Dying", che ha lasciato spazio a "I'm Alive" e a "Bright Eyes", di cui avrei fatto volentieri a meno.

Comunque, la band ha i fans dalla propria parte, e suona in modo impeccabile. Anche il nuovo batterista Fredrick Ehmke è decisamente convincente, e non fa certo rimpiangere il buon vecchio Thomen Stauch. Hansi invece si trova in difficoltà in certi passaggi, ma del resto si sa che non è perfetto dal vivo, a differenza dei due chitarristi che paiono precisi ed energici. Da ricordare una grandissima versione di "Valhalla", una "The Bard Song" cantata come da tradizione praticamente solo dal pubblico, e la degna conclusione "Mirror Mirror", precisa, potente, veloce, epica. Senza dubbio una serata da non dimenticare