| In romagna il metal core è ormai di casa come il san giovese (un vino per chi non lo sapesse), i vip a Milano Marittima e le turiste tedesche sulle spiagge della riviera e a testimonianza di tutto ciò in questa nuvolosa serata di marzo non poteva mancare la ormai consueta data dei Chimaira (è il loro terzo gettone in quattro anni da queste parti) in giro per l’europa per promuovere il nuovo album “Resurrection” uscito ormai quasi un anno fà.
Alle ore 21:00 il Rock Planet fornisce già un buon colpo d’occhio, pochi minuti di attesa e sul palco compaiono gli apri serata The Shape Figure, gruppo finlandese autore di un discreto thrash core che nel riffing ricorda maledettamente da vicino Slayer e Testament e nelle parti vocali i Lamb Of God. Il pubblico dimostra di gradire la prestazione e così si parte quasi subito con un timido pogo.
I The Shape Figure si dimostrano anche molto simpatici e giocherelloni nonostante qualche problemino tecnico ai microfoni, con Gazli (il cantante) che corre cantando tra il pubblico come se fosse presso da un raptus di follia, mentre il chitarrista vaga tra il pubblico come un normale spettatore se non fosse per gli assoli mozzafiato che nel frattempo sforna con estrema disinvoltura. Dopo venticinque minuti di concerto i T.S.F si congedano sudati ed esausti ma con il pieno appoggio del Rock Planet.

(The Shape Figure)

(The Shape Figure)
Alle 21:40 tocca agli austriaci The Sorrow anche loro come i Chimaira in fase di promozione del nuovo album “Blessing From A Blackened Sky” dal quale vengono estratte canzoni come “From This Life” o “Death From A Lovers”. Il cantante Matze sembra più preoccupato di mettersi in posa per le tante ragazzine che gli stanno sbavando sul palco piuttosto che per la prova non certo trascendentale della band che con il loro metal core fortemente influenzato dagli Unearth di “The Oncoming Storm” con un taglio leggermente più melodico non riescono mai ad incidere più di tanto. Poi a sorpresa Matze annuncia l’imminente cover “Fuel For My Hatreed” degli italianissimi Slow Motion Apocalypse ed invita tutti al pogo collettivo……ovviamente invito accettato al volo. Anche per i The Sorrow scadono i canonici venticinque minuti in cui hanno perfettamente dimostrato quello che è il metal core attuale, ossia: scontato, ripetitivo e privo di nuove idee. Da segnalare la continua coda al bar nel dopo concerto alla caccia di Matze da parte delle tante teen agers arrapate presenti al Rock Planet ahahahhah.

(The Sorrow)
Dopo un sound check forse un po’ più lungo del previsto ecco arrivare i tedeschi Maroon che ci rendono partecipi di una prestazione un po’ tirata via e frettolosa a causa dell’imprevisto ritardo che ha un po’ castrato la loro esibizione facendola durare venti minuti scarsi in cui hanno privilegiato i pezzi dell’ultimo “The Cold Heart Of The Sun” come “Fear The Most Them Who Protect” o “Reach The Sun”. Peccato per la breve durata ma la miscela tra metal core e death proposta dal combo tedesco è molto apprezzata dal pubblico, forse perché come per i Chimaira anche per i Maroon la romagna è meta di frequenti capatine (ad esempio negli ultimi anni hanno supportato Downset e Heaven Shall Burn) e la loro musica da queste parti è ben conosciuta. Dopo un concerto con gli occhi sull’orologio Andre Moraweck (il vocals) si scusa con i presenti per il contrattempo e lascia il palco allo staff dei Chimaira.
(Maroon)

(Maroon)
Alle 23:45 le luci si abbassano per lasciar spazio ad un’illuminazione rossastra (evvai è arrivato il momento dei Chimaira finalmente) che preannuncia l’arrivo sul palco di Mark Hunter & C. Il Rock Planet è decisamente pieno anche se forse non sold out. Parte un ronzio di fondo che fà da intro alla band e finalmente eccoli, in azione, neanche il tempo di salutare che si parte subito a mille con un trittico mozzafiato che vede inanellarsi “Pure Hatred”, “Worthless” e “Power Trip” che mandano in disibiglio tutta la pista del locale che si produce in un pogo sfrenato ed a un aggrovigliamento di corpi da fare invidia allo sbarco in Normandia. Hunter è in forma smagliante e il suo growl devastante ti entra fin dentro lo stomaco, il resto della band suona precisa e compatta senza sbavature dimostrando di aver aquisito dopo quasi dieci anni di live una sicurezza disarmante. La performance vede coinvolti almeno un paio di brani per ogni album del gruppo americano con un occhio di riguardo per l’ultimo Resurrection ed il fortunato The Impossibility Of Reason. Circa a metà concerto Hunter annuncia un ospite che canterà un suo pezzo accompagnato dai Chimaira. Mi piacerebbe tanto dirvi il nome e la provenienza di questo simpatico, panciuto, barbuto e peloso individuo ma nessuno lo ha effettivamente capito (sembra sia un membro dello staff dei chimaira), comunque indipendentemente da questo il nostro caro Bud Spencer (così l’ho ribattezzato) si lascia andare ad un paio di minuti di growl gutturale alla Brujeria con il resto della band che lo accompagna con il proprio classico stile ma con una evidente risata pronta a partire. Finiti i cinque minuti di teatrino Hunter ritorna sul palco e giusto per far capire chi è il leader della serata ti scaraventa nelle orecchie le liriche di “Let Go” e Severed”. Il pogo è sempre più violento e proprio mentre cominciano a contarsi i nasi rotti delle prime file viene annunciata “Resurrection” come canzone di chiusura che rivede sul palco il simpatico sconosciuto alle prese con la chitarra, Hunter lo abbraccia e gli ride quasi in faccia creando un clima di totale complicità tra band e pubblico davvero molto piacevole. Il concerto è durato poco meno di cinquanta minuti, forse un po’ pochini visto che quella del Rock Planet è l’unica data italiana dei Chimaira ma tutto sommato la delusione viene soffocata da una prestazione superlativa di una band che il movimento thrash core o metal core (ditelo come vi pare) ha contribuito a farlo nascere e non a mangiarci sopra come chi ha suonato prima di loro. Alla prossima guys.
- Pure Hatred
- Worthelles
- Power Trip
- Cleansation
- Featuring con sconosciuto
- Let Go
- Severed
- Nothing Remains
- Pleasure In Pain
- Save Ourselues
- Resurrection

(Chimaira)
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By Underdestroy .
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