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Darkest
Hour
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Gonna fall hard
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Suppression
23/10/03 La Gabbia (Bassano) |
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| La prima notizia della serata, appresa durante il viaggio
da Padova a Bassano, dove si trova il luogo del concerto, è
che The Great Deciever non suoneranno,
avendo dato forfait per non precisati motivi… e vabbè,
non eravamo là per loro, ma vedere il vecchio Tomas
Lindberg in azione fa sempre bene al morale. Pazienza,
ci consoliamo pensando agli inevitabili mucchi umani che si creeranno
sotto il palco durante la serata… eh no!! Il colpo d’occhio
appena entrati nel locale non è il massimo... poca gente, resa
ancora meno ai nostri occhi dalla grandezza della sala… decisamente
non si parte con il piede giusto! |
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La serata viene aperta dai Suppression,
duo grind – noise – sperimentale in cui milita anche il
batterista dei Darkest Hour… hanno suonato davanti a una decina
di persone, ma hanno fatto la loro figura, considerata anche la difficile
digeribilità della proposta (solo basso più o meno effettato,
voce e batteria con tempi convulsi e ipercinetici).
A me sono piaciuti…
Subito dopo, Venezia Hardcore in full effect: Gonna
Fall Hard! Al solito, hc old school thrasheggiante
(nel senso di bandana thrash, che avete capito!) potente e trascinante,
corredato dall’ignorante sagacia del buon Dudu alla voce…
non una delle loro serate migliori, ma solo perché il pubblico
era poco e nessuno faceva il coro alla cover di Step
on it… dai, andateli a vedere quando passano dalle vostre
parti, che meritano assai. |
| Infine, le star della serata…Darkest
Hour e qua si vede la professionalità. I (pochi)
presenti si radunano sotto al palco, gli yankees iniziano e sfoderano
uno show di gran classe, pochi cazzi, hanno suonato benone e dato
spettacolo nonstante la serata “minore”… solite
prese in giro dei luoghi comuni del metal (mitraglia del chitarrista
alla Steve Harris, assoli interminabili e tamarri, accoppiate degli
axemen – eheheh – con piede sulla spia… mi hanno
riferito che di solito fanno anche la piramide umana, sto giro niente,
ma insomma, si sono comportati più che egregiamente!), suoni
ottimi, grande tecnica; magari l’originalità non è
il loro punto forte (diciamolo, At the Gates e Dark Tranquillity hanno
già detto tutto in questo campo), ma dal vivo meritano assai.
E’ bello poi vedere il contrasto tra il loro look da semplici
hc kid (il cantante sfoggiava anche una spilla dei Born Against, vorrei
segnalare…) e il loro suono, che di hc non ha più niente…
ma del resto il loro modo di stare sul palco chiarisce subito anche
una certa dose di (auto)ironia, che propria del metal non è
sicuro! |
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| Gran finale con proiezione di “Attila
flagello di Dio” su un megaschermo, graditissima
da un gruppetto che ha recitato per i primi 20 minuti tutte le battute
a memoria. Mi sfugge il senso di questo finale cinefilo, ma ringrazio
sentitamente la direzione del club in ogni caso. Diego
Abatantuono è quindi il vincitore morale della serata,
seguito a ruota dal merchandise degli americani che sfoggiava solo
magliette xs (avevano già finito tutte le altre taglie in giro
per l’Europa… negli altri paesi la gente va ai concerti!)
e donava un tocco di stile a chi voleva comprarsene una. Olè! |
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By
Ezio.
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