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Serata tutta dedicata all'estremo hardcore quella avvenuta al Pedro.
L'arduo compito di scaldare la freddissima atmosfera tocca ai The Secret, nuova ottima realtà italiana . Fautori di un post hardcore influenzato da Converge e Knut, dal vivo accentuano maggiormente rispetto al loro recente cd (Luce, per Goodfellows rec.) il loro lato "progressive", con aperture chitarristiche di scuola Isis. Dal vivo mancano un po' di affiatamento ma che chiaramente è dovuto alla loro recente attività live, ma le capacità per un notevole salto di qualità ci sono tutte, visto quello che è racchiuso nel loro cd.
Opposto giudizio per i Burst, che col loro ultimo album non mi avevano entusiasmato (una miscellanea di quello che è uscito nell'hardcore negli ultimi 10 anni) ma che dal vivo sono una macchina da guerra. Chiaramente non è gente alle prime armi (il bassista suonava nei Nasum), e le capacità tecniche vengono tutte dimostrate, soprattutto dai chitarristi e dal cantante.
Coi Poison the well il pubblico si dà finalmente una svegliata: forse spinto dal tipico e ruffiano stile dei nostri, molto catchy e prevedibile, ma che dal vivo rappresenta un invito al movimento. Personalmente non mi hanno entusiasmato. Ottima abilità di esecuzione (a parte il cantante, che nelle parti clean di voce dimostra proprietà "stonanti" non indifferenti), suoni devastanti, padroni del palco, ma i loro pezzi, soprattutto quelli più recenti con le loro parti melodiche imperversanti (a volte imbarazzanti tanto sono melense), non rappresentano più nulla di interessante e di stimolante alle mie orecchie.
Dillinger Escape Plan: ormai rappresentano un problema. Per chi ci suona di spalla, che viene regolarmente umiliato dalla maestria di questi musicisti, e per chi assiste allo spettacolo, che viene invece annichilito e immobilizzato dalla foga e violenza dei 5. Rimane ancora un mistero come riescano ad eseguire i brani con così tanta precisione nonostante non stiano fermi un attimo (esemplare il salto del chitarrista grancassa+frigo bassista+capriola, neanche al circo.). Il batterista sempre più votato al minimalismo (suona ora senza tom, ha riarrangiato tutti i pezzi vecchi-!-) ma non sembra essere un difetto, anzi; il feeling col bassista (ormai un sosia di Nanni Moretti in ecce bombo) è migliorato ulterirmente, e i chitarristi hanno del'incredibile.
Sorpresa ulteriore il cantante, che sfruttando al meglio le lezioni di un certo Mike Patton, è diventato uno dei più versatili ed ecclettici della scena estrema.
Peccato per chi non c'era.
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Edited by Ivo.
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