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Dillinger Escape Plan
Valient Thorr
Fightcast
Several Union
Amia Venera Landscape

(Rimini, Velvet - 08-07-2009

 

Terzo concerto di spessore al Velvet di Rimini nel giro di appena quindici giorni, dopo le sfuriate hard core di Lamb Of God e Hatebreed e la serata all'insegna del thrash e del doom con Testament, Kreator e Cathedral è la volta del math core dei pionieri del genere, i Dillinger Escape Plan del palestrato Greg Puciato.
Visti i tanti guest che si sono via via aggiunti alla serata direi che nel caso di questo concerto si può parlare benissimo di una sorta di piccolo festival aperto dagli italiani Amia Venera Landscape l'ennesima band clone frangettata che si produce in un emo metal core banale e scontato seppur dall'impatto non indifferente che per circa quindici forse venti minuti tenta di scaldare (non riuscendoci) i quattro gatti presenti al Velvet in questo tardo pomeriggio di luglio.

 

La serata prosegue con i cesenati Several Union appena tornati dal loro piccolo tuor inglese. Purtroppo la band romagnola deve fare i conti con suoni ed una acustica veramente pessimi senza dimenticare i tempi strettissimi, la voce di Alessandro praticamente non si è quasi mai sentita ed il loro suono a metà strada fra nu metal e rock è stato purtroppo fortemente penalizzato da segnalare comunque la presentazione di un nuovo brano di cui però non sono riuscito a capire il titolo (maledetta acustica).Nei venti minuti di concerto i Several riescono nonostante tutto a scuotere almeno in parte un pubblico ancora non molto numeroso ed a fine esibizione si accaparrano qualche applauso.
Il testimone passa ad altri romagnoli e cesenati, i Fightcast che io ho ribattezzato i Soilwork di romagna, lo show dei Fight è energico e molto scenico, sul palco sembra di vedere tutti gli stereotipi classici del metal core, atteggiamenti, movenze e suoni sono quelli che ormai siamo abituati a sentire da anni, comunque questo nulla toglie alla qualità della band che riesce finalmente a sdoganare il pubblico del Velvet che comincia un pò alla volta a produrre un pò di mosh e pogo su invito del cantante Filippo Tellerini, che tra una canzone e l'altra apre anche qualche simpatico siparietto. Anche per i Fightcast la tempistica è quella che è, e così neanche il tempo di scaldarsi ed è già ora di lasciare il palco ai tecnici del suono per la band che seguirà.

Finalmente arrivano i Valient Thorr ma non il pubblico che sembra aver definitivamente disertato la serata, peccato, comunque le poche decine di persone presenti hanno il piacere di gustarsi quaranta minuti buoni di puro hard rock/southern esplosivo dove la presenza scenica di quel pazzo del barbuto cantante Valient Himself la fa da padrone.La band sembra incarnare lo spirito dei rocker anni 70/80 ed il pubblico (me compreso) si lascia coinvolgere dalla loro musica come se tutti quanti fossimo dentro ad un grande saloon texano in festa. "Mask Of Sanity", "Exict Strtegy" e "Goveruptcy" si susseguono dando vita ad un concerto true rock. Mentre Himself si spoglia e si annusa le ascelle il pubblico appare ormai in delirio, è incredibile quello che del rock ben suonato possa fare anche nel caso di questa serata che vede la presenza di ragazzi e ragazzini diciamo abituati ai trend molto più "estremi" del momento. I Valient si congedano tra una pioggia di applausi ed io urlo "Rock And Roll Rock And Roll Rock And Roll" a più riprese.

Dispiace vedere che a pochi minuti dal concerto dei DEP il Velvet è ancora semi vuoto (forse un centinaio i presenti) ma d'altronde i concerti concentrati nel mese di giugno/luglio sono stati veramente tanti ed i soldi non crescono sugli alberi, peccato. A questo punto mi saldo alla transenna della prima fila e mi gusto in un sol boccone quegli schizzati dei Dillinger Escape Plan che come sempre sul palco non si risparmiano saltando da una cassa all'altra confermandosi come i migliori emuli di Tarzan. Puciato è in forma e canta molto bene ma sembra essere quello che più risente della mancanza di pubblico infatti tra una canzone e l'altra gli leggo la delusione negli occhi ma da vero professionista quale è tenta comunque di intrattenere al meglio lo zoccolo duro dei suoi fun. Mentre Greg tenta di buttare a terra le casse e Ben Weinman e Jeff Tuttle si mettono in posa proprio sopra di me a ripetizione, abbiamo il piacere di ascoltare i classici "Panasonic youth", "Lurch" e "Setting fire to sleeping giants" andando via via a sentire un pò tutti i punti forti della discografia dei DEP che danno vita ad il classico concerto per cui vale la pena dire "peccato per chi non è venuto". Dopo un'ora di schizzofrenia la band si congeda volendo comunque sottolineare l'affetto dimostrato da quei pochi accorsi per vederli, lo stesso Puciato scende dal palco per stringere la mano un pò a tutti quanti e un pò a sorpresa me lo ritrovo davanti a braccia spalancate che mi invita ad abbracciarlo. Gran bel concerto.

Setlist:

  • New song intro
  • Panasonic youth
  • 43% burnt
  • The mullet burden
  • Milk lizard
  • Sugar coated sour
  • Lurch
  • Horse hunter
  • Setting fire to sleeping giants
  • When good dogs do bad things
  • Weekend sex change
  • Destro’s secret
  • Come to daddy
  • Mouth of ghosts
  • Fix your face

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By Underdestroy