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Dimmu Borgir
Amon Amarth
Engel


(Alcatraz, Milano 14-10-2007)
 

Il 14 ottobre vede Milano soccombere impotente sotto il pugno metallico (e perverso) del metal di stampo nordico. Il trittico Engel (al posto dei ben più quotati Hatesphere), Amon Amarth, Dimmu Borgir entra in scena e spazza ogni dubbio di stampo cristiano o pseudotale. Perciò iniziamo questo report dicendo un fatto assodato: Engel a parte, il duo Amon Amarth-Dimmu Borgir ha preso Milano per gli attributi e l'ha lasciata senza fiato.
Dicevo, Engel a parte... esatto... perchè il gruppo di rimpiazzo degli Hatesphere è qualcosa di estremamente penoso. Prendete un insieme di generi di tendenza (un pò di metal-core, un pò di vecchio swedish, un pò di power (!!!! che c'azzecca poi?), il ritornello pulito) e shakerateli fino a produrre un pastone indigesto a chiunque abbia anche solo ascoltato qualcosa di abbastanza passabile in ambito estremo (ehi, non sto dicendo che dovete conoscere gli In Flames... prendete un altro gruppo se la band svedese è troppo "old-style"). Dopo un set decisamente troppo lungo, con un apice (basso) nell'assolo del chitarrista (di chiaro stampo power... e qua molte sopracciglia si sono alzate), questo gruppo di musicisti non di primo pelo (gente che ha suonato come session-guitarist degli In Flames) lascia il palco. In prigione, senza passare dal VIA.
Fortunatamente le orecchie vengono prontamente bastonate e rese sanguinanti dall'untume sonoro e dalla possenza musicale degli svedesi Amon Amarth. Guidati dal monumentale (nel senso di enorme, non di fermo!) e barbuto Johan Hegg, il gruppo si dedica al massacro come solo un gruppo di vichinghi riesce a fare. Ma è il sorriso quello che cresce, la consapevolezza di avere di fronte una vera band in palla, perfettamente a suo agio e conscia della propria potenza. Il death unito alle tematiche vichinghe scalda gli animi della folla e parte il mosh-pit, violento ma circoscritto. Gli inni ci sono, i pezzi "da fare" anche, e l'Alcatraz si riscopre filiale italiana dello sterminio svedese. I suoni sono perfetti, riescono ad essere puliti e, nello stesso tempo, anche veramente "onti" (=unti), sporchi, grassi e violenti. Il vocione di Johan guida le truppe attraverso tutto il concerto e non ha un attimo di cedimento, come anche l'approccio estremamente fisico del gruppo è decisamente un qualcosa di piacevole; da il senso del pericolo, dell'unione. Nota di merito: Johan che si vanta di bere "Nastro Azzurro" (spero per lui che fosse solo una mossa piaciona...). Se il concerto dovesse finire qua potrei dire di aver assistito a un gruppo che avrebbe meritato molto più minuti di quelli a disposizione e la posizione di headliner. Veri mattotori, veri bastonatori. Una band che, avendo trovato il suo stile, l'ha capito a tal punto da renderlo un vera mazza chiodata nelle gengive e nei gingilli della folla. Se persino i goth-metaller (ohhhhhh... tutto è noia...)si son divertiti, ci sarà un motivo. La faccia ringhiante del concertone.
Ed eccoci agli headliner, i norvegesi symphonic-black metaller Dimmu Borgir. Dopo un rapido cambio di palco, parte l'intro del gruppo e incomincia lo show, nel vero senso della parola. Il palco diventa una sorta di teatro, in cui arrivano le comparse (due tizi mascherati -si veda il video "The Sacrilegious Scorn") e gli attori principali (i pittati Dimmu Borgir). Dopo l'incenso e gli ultimi rintocchi dell'intro... parte la melodica e potente "Progenies of the great apocalypse", canzone che ha fatto conoscere il gruppo ad una fascia più ampia di pubblico. Le tastiere di Mustis riescono a compensare abbastanza la mancanza dell'orchestra e il pezzo fila via veloce e pesante come da contratto (grazie anche ad un Tony Laureano, che sostituisce Hellhammer, in forma smagliante dietro le pelli). Neanche il tempo di fermare il capoccione e parte "Vredesbyrd". Un uno-due veramente enorme come inizio. Ma è il tour a supporto di "In Sorte Diaboli" e perciò eccoci al trittico di promozione: la pomposa e maligna "The Serpentine Offering" (rallentata da un sound molto impastato), la black-anthemica "The Chosen Legacy" (e l'Alcatraz ha intonato compiaciuto: ...In sorte diaboli...) seguita a ruota dall'altro chorus "Antichristus Spiritualis" di "The Sinister Awakening". Dopo aver pescato nell'ultimo (e acclamato) In Sorte Diaboli, i Dimmu riprendono a prendere a badilate nei denti gli ascoltatori con "Grotesquery Conceiled (Within Measureless Magic) da "Spiritual Black Dimension". I suoni, dopo un attimo di calo, son tornati su livelli ottimi e l'impasto tastiere-resto del gruppo si scioglie per diventare un amalgama perfetto. Non può mancare, ovviamente (anche al Gods of Metal 07 l'avevano eseguita), "Succubus in Rapture" dedicata a tutte le fanciulle in sala (non da andarci fieri di una dedica di tale tipo... ma...nda). E siamo alla prima pausa, parte "Fear and Wonder" e il gruppo va nelle retrovie per poi tornare incazzato come prima (nonchè con un Shagrath in versione Ozzy..si.. avete capito bene... aveva una stupenda camicia nera con le frangie, molto da cow-boy) e sparare fuori due proiettili come "Blessings Upon The Throne of Tyranny" e la lunga "Sorgens Kammer Del 33". Ma il concerto non si sta dirigendo alla fine, non ancora. C'è spazio per una violenta "The Insight and the Catharsis" e per la canzone del loro ultimo video "The Sacrilegious Scorn" (con sempre un ottimo ICS Vortex alle clean vocals). Laureano riesce a portare il gruppo in un dimensione diversa rispetto a Hellhammer, il batterista dei Mayhem è preciso e molto avvezzo alle sonorità di stampo black-metal e fornisce una sorta di glacialità al suono che Tony (visto il suo passato/presente da deathster) non riesce; ma Laureano ha decisamente un piede molto più pesante in altri ambiti (tanto da spaccare un microfono della batteria). Il concerto sta finendo e tutti sanno cosa c'è ad aspettarli... tutti aspettano solo di sentire l'organo e "Welcome....", invece il suono diventa più industrial, la distorsione aumenta e partono in una furente "Puritania" (grande pezzo poco considerato). Il finale, ovvio, è lasciato a quello che tutti vogliono, il rito orgiastico e spettrale del palazzo del lutto: "Mourning Palace". Il brano è sempre uno spettacolo, epico, maestoso e inquietante, da cantare (pardon, screamare) a piene tonsille. Il concerto è finito, parte l'outro e la messa nera è finita. Andate con odio e consci che avete assistito ad un ottimo concerto.

Stefano & Skan 

AMON AMARTH - Alcatraz, Milano, Italy - 14.10.2007
SETLIST
Valhalla Awaits
Runes to my Memory
Death in Fire
Blackbirds
Fate of Norns
Asator
Victorious March
Pursuit of Vikings

DIMMU BORGIR - Alcatraz, Milano, Italy - 14.10.2007
SETLIST
Intro
Progenies of the great Apocalypse
Vredesbyrd
The Serpentine Offering
The Chosen Legacy
The Sinister Awakening
Grotesquery Conceiled (Within Measureless Magic)
Succubus in Rapture
Fear and Wonder
Blessings Upon The Throne of Tyranny
Sorgens Kammer Del 33
The Insight and the Catharsis
The Sacraligious Scorn
Puritania
Mourning Palace
Fallen (outro)

 

(Commenta nel Forum)

 

By Stefano .

 

 
 

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