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È sempre acclamato come un evento un concerto dei Dream Theater in Italia. E anche questa volta i signori indiscussi del prog hanno registrato un notevole successo.
La data al Datch Forum di Assago (Mi) è stata la conferma di quanto bene i fan italiani vogliano al gruppo americano: pubblico numerosissimo e molto caloroso, come sempre per certi gruppi. Ma entriamo nei dettagli.

A scaldare i presenti che riempiono il Forum ci pensano i Symphony X. La band americana, pur non godendo dei suoni del gruppo che suonerà di lì a poco, riscuote consensi numerosi. Da applausi la prova del grande cantante Russel Allen, e non inferiore quella di Michael Romeo e degli altri musicisti.
Dopo la buonissima prova dei Symphony X, incentrata sui brani dell’ultimo album “Paradise Lost” (solo due le canzoni del vecchio repertorio, ovvero “Inferno” e “Of Sins And Shadows”, e grande assente “Sea Of Lies”), salgono sul palco i veri mattatori della serata. Forti di un’accoglienza calorosissima e di un’ottima scenografia (con tanto di maxischermo su cui vengono proiettate le immagini dei componenti del gruppo mentre suonavano), i Dream Theater offrono uno show tecnico, adrenalinico ed impeccabile, incentrato anche questo sull’ultima fatica “Systematic Chaos”, praticamente suonato da inizio a fine, salvo qualche eccezione.

Poco spazio è lasciato al vecchio materiale (sebbene da molti sia considerato il migliore) e così nella scaletta di questa data non entrano classici come “Metropolis”, “Pull Me Under”, “Beyond This Life”. Troppo spazio è invece affidato all’esibizione tecnica dei singoli componenti, come un inutile quanto privo di fantasia assolo di tastiera di Rudess, e un assolo di chitarra che effettivamente non ha aggiunto nulla a quello che già si sapeva su Petrucci. Inoltre quasi tutta la setlist è stata suonata di fila, senza interruzioni, il che ha reso alcune volte il concerto un po’ pesante. Nonostante questo, il pubblico ha apprezzato molto, e i Dream Theater hanno comunque dimostrato (se c’era ancora qualcosa da dimostrare) di essere un grande gruppo, magari a volte un poco esibizionista dal punto di vista tecnico (ma ormai è richiesto dal loro status), ma sicuramente valido, professionale, e capace di dare emozioni come pochi altri. Inutile ribadire quanto fossero accurati i suoni e quanta strumentazione fosse presente sul palco del Datch Forum quella sera. Un buon concerto, anche se forse non sarà quello che fra trent’anni racconterete ai vostri figli.

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By Somberlain .
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