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Evolution Festival 2008

(Milano, Idroscalo- 11-12 Luglio 2008)
 

Quarta edizione per l’Evolution Festival, anche quest’anno ottimo per la scelta dei gruppi chiamati ma carente di pubblico (cosa peraltro prevedibile, data la vicinanza ad altri festivals, come Gods Of Metal e Rockin’ Fields). Veniamo quindi ai gruppi che si sono esibiti:

 

VENERDI 11 LUGLIO

I primi ad esibirsi sono gli italiani Illogicist, che col loro death metal articolato riscaldano i pochi spettatori giunti fino a quel momento. Dopo una quarantina di minuti è la volta dei Dark Lunacy, gruppo che gode di un discreto numero di fans affezionati, e che nel tempo concesso regala una prova soddisfacente.
Finita la performance del gruppo di Parma, ecco salire sul palco un’altra band italiana: si tratta degli storici Sadist, che si mostrano subito in gran forma e offrono come da tradizione un ottimo show. Tommy è sempre molto abile a barcamenarsi tra chitarre e tastiere, e Trevor è un mattatore sorprendente. Dopo l’esibizione del quartetto genovese è la volta dei finlandesi Korpiklaani, che aprono letteralmente le danze con l’ottima “Wooden Pints” e continuano a far ballare i presenti con il resto della loro scaletta, soprattutto con la conclusiva “Beer Beer”.
Performance differente, ma non meno riuscita, quella degli svedesi Evergrey, che col loro metal tradizionale ma dai tratti progressivi intrattengono i (pochi) presenti nonostante il caldo atroce del pomeriggio. Nella loro esibizione trova spazio anche una canzone che comparirà nel prossimo album “Torn”, che uscirà in autunno.
A seguire ecco un’altra band svedese, i Dark Tranquillity, uno dei gruppi più attesi della giornata, che propongono una scaletta abbastanza classica, fra cui citiamo “Punish My Heaven”, “Focus” e “Lost To Apathy”, e che, verso la fine dello spettacolo, annunciano l’intenzione di filmare un dvd nella loro data italiana del 31 ottobre al Rolling Stone di Milano, suscitando l’ovvia reazione entusiasta da parte dei presenti. Che aggiungere sul loro show? Un concerto nella norma, preciso e adrenalinico, anche se i suoni non erano perfetti (e soprattutto, chitarre poco grintose).
Poco prima del tramonto è il turno dei Sonata Arctica, i quali offrono uno show discreto seppure non privo di sbavature, e dai suoni veramente curati; tra le canzoni proposte ricordiamo “Full Moon”, “Tallulah” e la conclusiva “The Cage”.
Il ruolo di headliner della prima giornata spetta invece ai Cavalera Conspiracy, il nuovo gruppo dei fratelli brasiliani, che vuole recuperare l’eredità dei Sepultura. Moltissime sono infatti le canzoni tratte dal vecchio gruppo, tra cui “Refuse Resist”, “Policia”, “Roots Bloody Roots”. Lo show è stato poi arricchito da ospiti di eccezione, come il figlio di Igor Cavalera alla batteria sul classico “Troops Of Doom” e quello di Max che ha cantato su “Black Ark”. Concerto adrenalinico a degna chiusura della prima giornata del festival.

 

SABATO 12 LUGLIO

La seconda giornata vede accorrere più gente rispetto alla prima, ma l’affluenza di pubblico rimane comunque piuttosto bassa. Ad aprire la giornata ci pensano gli Idols Are Dead e i Necrodeath, che scaldano i fans mentre il sottoscritto è alla conferenza stampa dei Gamma Ray (di cui leggerete fra qualche giorno l’esito, ndS). Dopo i Necrodeath, ecco il terzo gruppo italiano della giornata: si tratta dei capitolini Novembre, che offrono uno spettacolo buono e supportato da molti fans, nonostante per il loro tipo di musica un ambiente più chiuso e meno estivo, come invece era quello che c’era all’Idroscalo all’orario della loro esibizione (primo pomeriggio e un’afa terribile), sarebbe stato meglio.


Si continua coi Pain Of Salvation, che dal vivo dimostrano tutta la loro bravura, peraltro già largamente mostrata su disco. Buoni i suoni, buona l’originalità e la voglia di stupire anche in sede live (più di una persona è rimasta un poco turbata dalla canzone “Disco Queen” , proveniente dall’ultimo “Scarsick”), e ottima la tecnica.
Dopo i Pain of Salvation è la volta dei Death Angel, che col loro thrash metal energico scatenano il pogo per tutta la durata della loro esibizione e vengono apprezzati da praticamente tutti i presenti. Buona la scaletta, che per una volta ci ha risparmiati del noiosissimo classico “Bored”; conclusione affidata alla “solita” “Thrown To The Wolves”, cantata da tutto il pubblico.
Il terzultimo posto in scaletta spetta ai maestri del power metal tedesco, i Gamma Ray; la band di Hansen & soci viene osannata dai primi secondi dell’intro fino all’ultima canzone; si parte con la prima traccia del nuovo album, “Into The Storm”, seguita subito da una riuscitissima “Heaven Can Wait” e dalla storica  “I Want Out”, ovviamente accolta in maniera a dir poco entusiasta dai fans. Il concerto continua sugli stessi toni con cui è iniziato, con un gruppo in gran forma e padrone sia dei propri mezzi sia del palco; dal repertorio helloweeniano viene riproposta anche l’ottima “Ride The Sky”, per poi giungere alla triade finale, composta da “Somewhere Out In Space”, “Valley Of The Kings” e dalla conclusiva “Send Me A Sign”. Concerto memorabile in tutti i sensi, che lascia soddisfatti tutti i fans del gruppo tedesco.
L’ultima band a esibirsi in questa edizione dell’Evolution Festival sono gli svedesi Opeth che, forti di un disco abbastanza fresco d’uscita e dalle ottime vendite, si presentano all’Idroscalo in una forma smagliante: il loro concerto è un concentrato di progressive, death metal e ironia sottile da parte del cantante Åkerfeldt; ottima la scelta della scaletta, che passa da “Demon Of The Fall” fino a “Wreath” (suonata per la prima volta in Italia), per concludere con la splendida “The Drapery Falls”, suonata con una scenografia d’eccezione: un cielo che cambiava colore ogni minuto, passando da tinte rossastre a colori più scuri, abbagliato continuamente da lampi; tempo di finire la canzone e di ritirare gli strumenti, e sull’Idroscalo si abbatte una violenta grandinata che porterà all’annullamento del concerto degli headliner In Flames. Che altro aggiungere? Un buon festival, che però ha visto accorrere meno gente del previsto, e una serata sfortunata per molti quella di sabato 12 luglio, che, oltre a determinare l’annullamento del concerto degli In Flames, ha anche portato molti danni (a macchine, tende, ecc…).

 

 

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By Somberlain.

 

 
 

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