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Fear Factory

(Treviso New Age 20-03-2006)
 

Sono le 22.30 quando i Fear Factory si apprestano a solcare il palco lasciatogli dai Misery Index (che purtroppo mi sono perso per cause indipendenti dalla mia volontà…) e l’aria si fa subito torrida… sample elettronici sono stati preparati per l’occasione, a introduzione del pezzo più incisivo della loro ultima fatica Transgression: “540.000 Degrees Fahrenheit” apre le danze. E che danze!! Il combo californiano mette a ferro e fuoco il locale trevigiano con la loro ricetta a base di ritmiche al fulmicotone e inserti industrial, dimostrando di essere veramente in forma: il cantante Burton C. Bell tiene il palco in maniera egregia, incitando la gente a fare casino, bestemmiando come uno scaricatore di porto (con tanto di cori denigratori della madonna) e concedendosi anche dei siparietti ironici con Christian Olde Wolbers (il quale si vede sottratto il microfono da sotto al naso mentre si accingeva a cantare nei cori). La voce di Bell ha inoltre tenuto per praticamente tutto il concerto, il prode Raymond Herrera è stato una drum machine vivente e tutti i brani sono stati eseguiti con perizia chirurgica, lasciando la platea annichilita da cotanta perizia assassina. La setlist ha pescato dall’ intera discografia della band, non disdegnando neanche il primo disco Soul Of A New Machine (da cui hanno tratto “Martyr” e “Scumgrief”) anche se si è visto dalla reazione della gente quali siano i dischi preferiti: se i brani tratti da Obsolete e Demanufacture erano acclamati e cantati da buona parte del pubblico (durante il tetris “Machines of Hate” – “Zero Signal” – “Shock” – “Edgecrusher” ho temuto che il New Age crollasse per le vibrazioni che 300 persone scatenate producevano saltando), quelli tratti da Transgression o Digimortal lasciavano la platea relativamente fredda…
Unica pecca è stata forse la scelta di chiudere il concerto con “Timelessness”, cantata da un Bell non più in forma, con svariati errori e strozzature di voce, ma nel complesso quello che si è visto ieri sera è stata una grande prova da parte di una delle band più importanti per il metal degli anni 90.

 

Nothing you say matters to us… FUCK YOU!!

Setlist:

  • 540.000 Degrees Fahrenheit
  • Transgression
  • Slave Labor
  • Demanufacture
  • Machines of Hate (Self Bias Resistor)
  • Zero Signal
  • Shock
  • Edgecrusher
  • Descent
  • Drones
  • Martyr
  • Contagion
  • Scumgrief
  • Linchpin
  • Acres of Skin
  • Cyberwaste
  • Archetype
  • Replica
  • Timelessness

 

(Commenta nel Forum)

 

By Skeja.

 

 
 

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