Versione Uno:
Ci siamo!! ARE YOU READY FOR GODS OF METAL 2007 PART1? Una ventina di Km mi separano dall'Idroscalo di Milano la location che per la seconda volta consecutiva e' stata destinata ad accendere gli animi di migliaia di fans scatenati per accogliere le Metal Stars che calcheranno il prestigioso palco del GODS OF METAL 2007. Nessuno slittamento di orario nella scaletta dei gruppi! Forse e' il primo gods of metal che fila via così liscio come orari di esibizioni. Devono aver messo ai vertici qualche organizzatore proveniente dalla vicina Svizzera!Questo anno c'e' anche una novita' assoluta nell'organizzazione provvista di braccialetti come del resto si fa in tutti i festival di rilievo del globo terrestre! Era ora!!! Le piogge abbondanti della giornata del sabato, lasciavano presagire lo stato del fondo del "prato" che era piu' simile a una distesa di fango e melma!! Per fortuna il tempo fin dalle prime ore del mattino lascia ben sperare con ampi spazi di sereno...Gli organizzatori del Festival per questa giornata hanno veramente chiamato dalle nuove proposte del panorama prog metal alle band attuali fino ad arrivare alla fine della giornata con incontrare la storia del metal dove tutto ebbe inizio. Il bill della seconda giornata del Gods of Metal (domenica 3 giugno 2007) prevedeva nell'ordine di nome:

SINESTESIA (10.30 - 11.00)
www.sinestesiaband.com
Nonostante sia arrivato verso le 9:45 all'Idroscalo di Milano non sono riuscito ad assistere all'esibizione degli opener italiani Sinestesia per cause da attribuire solamente all'organizzazione del Gods!! Purtroppo una delle critiche che devo sollevare all'organizzazione e' il fatto di far iniziare la prima band del Gods in concomitanza dell'apertura dei cancelli. Essendo a metà coda non ho potuto entrare ed essere sotto il mitico stage prima delle 11:15. Infatti ho dovuto fare tutta la coda con il pubblico pagante non senza poter passare a ritirare l'accredito e proiettarmi sotto il palco per tempo. Penso che gli addetti stampa dovrebbero essere i primi dopo gli organizzatori del festival a poter accedere !!! Spero che per l'anno prossimo o anche per il 30 giugno provvedano ad organizzare un' accesso alternativo per gli addetti stampa che devono raccontare il festival nella loro integrità!!! Il fatto di sentirli in lontananza e non poterli vedere per recensirli mi ha fatto parecchio imbestialire. Mi fermo qui perchè sono una persona educata! Comunque per rimediare a questa mancanza ho provveduto a farmi inviare via mail la scaletta della loro performance milanese e farmi dire che il loro nuovo disco uscirà a breve per Immaginifica la label di Franz Di Cioccio (PFM)
Scaletta:
-rush
-mankind's addiction
-immune
-venus
DGM (11.30 - 12.00)
www.dgmsite.com
Sono le 11:30 e i proggers romani DGM ad un giorno distanza dall'uscita del nuovissimo cd Different Shapes prodotto da Scarlet /Audioglobe fanno il loro ingresso sul palco degli dei del Metal. La band dimostra subito carattere e grinta da vendere e fa subito capire di voler scatenare ai non ancora moltissimi spettatori dato l'orario.La scenografia e' inesistente e neanche uno striscione con il loro logo capeggia alle loro spalle... Tecnicamente preparati ci propongono brani nuovi tra i quali non possiamo dimenticare canzoni come A New Life”e “Signs Of Time”, brani che piacciono agli amanti del buon prog metal. Mi ha colpito in modo particolare il tastierista Emanuele Casali per la sua precisione e pulizia. I suoni invece hanno penalizzato la riuscita totale del loro show impastando in mal modo il suono del basso e rendendo troppo satura la chitarra di Simone Mularoni nuovo membro della formazione assieme al tastierista. Il frontman Titta Tani mi e' sembrato molto concentrato nell'esecuzione impegnativa delle songs; ottimo il rapporto con il pubblico che lo segue attentamente. L'unica nota negativa resta l'esecuzione degli acuti più alti che rimane non sempre brillante ma si sa che suonare al mattino per un cantante non e' mai l'ideale! Ma questo e' il business del festival che guarda alle vendite e poi qualcuno dovrà pure cominciare nelle prime posizioni. Non resta che vederli da headliner in qualche show dove possano avere più tempo e suoni migliori. Nel complesso hanno fatto uno show più che buono!

Video link:
http://www.youtube.com/watch?v=3B5Pfm6BAgM
ANATHEMA (12.30 - 13.05)
www.anathema.ws
Non proprio felice e' la posizione degli Anathema che sono costretti a suonare sotto il sol leone come per l'80% delle band presenti al festival. Infatti per il loro genere fatto di sonorità doom metal lente e angoscianti sarebbe stato meglio farli suonare tardissimo! Parto subito col dire che anche loro come i DGM non hanno il benche minimo background scenografico! Male anzi malissimo visto che l'immagine ti colpisce ancora prima del suono! Il cantante Vinnie Cavanagh esordisce sul palco forse un po' brillo con un buon giorno Italia e campioni del mondo "storpiato all'inverosimile". Il loro look e' assolutamente anonimo e casuale, ma soprattutto un abbinamneto di colori che neanche un tedesco riesce a combinare! Passando alla musica suonata possiamo ricordare brani come l'opener Fragile Dreams ed altri come Closer e A Natural Disaster. L'intera esibizione e' accompagnata da fischi dell'impianto e suoni molto sbilanciati.... I brani si trascinano noiosi tra la perplessità del poco pubblico (ritiratosi sotto i pochi alberi in ricerca di un po' di frescura)C'e' il tempo anche per una cover dei mitici Pink Floyd “Comfortably Numb" e il concerto pian piano si spegne tra deboli applausi e tanta perplessità. Di gran lunga i peggiori della giornata però anche molto penalizzati dai suoni che risultano essere lontani anni luce da quelli presenti sui loro atmosferici e melodiosi cd!

Video link
http://www.youtube.com/watch?v=PhNRjj8Vj9g
http://www.youtube.com/watch?v=UN9WOG2CxO8
http://www.youtube.com/watch?v=FvZaX1Zt4NE
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SYMPHONY X (13.30 - 14.20)
www.symphonyx.com
Finalmente e' arrivata puntualmente l'ora della sinfonia X! La band piu' virtuosa di tutto il festival e' pronta a scaricare una tempesta di note e melodia sul pubblico che sta accorrendo sempre più numeroso al festival. Russel Allen e soci si catapultano sul palco dopo un glorioso intro con il brano che li ha resi piu famosi ovvero Of sin and Shadow tratto dal disco "The divine wings of tragedy".Quindi sbagliatissima la mia previsione che metteva il primo brano del nuovissimo capolavoro dal titolo Paradise Lost. Il sound risulta essere ricco e potente, ben mixato e senza intoppi tecnici di nessun tipo. Da segnalare soltanto una delle tastiere di Pinnella che aveva i suoni delle note basse pompati al max volume delle capacità dell'impianto del gods con il risultato di tremarella del mio stomaco! Gli americani Symphony X finalmente portano alle loro spalle uno striscione gigante e la loro scritta capeggia al centro dello stage!L'unico incidente di percorso e' accaduto a metà della prima canzone quando il mastodontico frontman Russel Allen inciampa all'indietro forse per colpa di una spia non vista e cade rovinosamente per terra. Solo pochi secondi per terra e lo rivediamo in piedi per terminare la canzone. La medesima cosa e' appena successa anche a Bruce Dickinson al Download festival in Inghiterra.... Solo il tempo di scattare qualche foto e Micheal Lepond lo strepitoso bassista della band parte da solo col suo basso ad introdurre Domination , primo pezzo veramente nuovo che propone la band! Il brano e' in pieno stile Symphony X con la tastiera di Micheal Pinnella che riprende poco dopo il riff del basso.La voce di Russel Allen e' veramente impressionante sotto tutti i punti di vista! Un cantante cosi carismatico e modulare e' difficile da trovare per la sua versatilità. Micheal Romeo infiamma il suo plettro sparando assoli e ritmiche a velocità da ritiro della patente, perdendo talvolta la pulizia totale che ritroviamo solo sul disco. Tra le songs eseguite dal quintetto statunitense viene molto apprezzata dal pubblico la complicatissima INFERNO che esalta le qualità della sezione ritmica in particolare Jason Rullo (batteria) che come un cuore pulsante scandisce colpo dopo colpo il brano. Tra le altre songs da segnalare le daltre due nuove canzoni Set The World On Fire (The Lie Of Lies) e The Serpent's Kiss e le piu' storiche Communion And The Oracle, Smoke And Mirrors e Sea Of Lies. Performarce ottima da parte di tutti tranne qualche piccola sbavatura di chitarra e un fuori tempo evitabile. Li aspettiamo quando avranno più tempo a disposizione e appuntamento quindi ad ottobre con ben 5 date pianificate di supporto ai Dream Theater
DREAM THEATER + Symphony X
25.10 Bologna, Land Rover Arena (Paladozza)
26.10 Roma, Palalottomatica
27.10 Andria (Ba), Palasport
29.10 Milano, DatchForum
30.10 Padova, Palasport

Setlist:
Of Sins And Shadows
Domination
Inferno
Communion And The Oracle
Smoke And Mirrors
Set The World On Fire (The Lie Of Lies)
The Serpent's Kiss
Sea Of Lies
Video link
http://www.youtube.com/watch?v=j-6S-1XPrqU
http://www.youtube.com/watch?v=hCzcIeVySGE
http://www.youtube.com/watch?v=iJjQwPr-HSs
http://www.youtube.com/watch?v=_BsIK7rfIIo
http://www.youtube.com/watch?v=qqRDvyfiaw0
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DARK TRANQUILLITY (14.45 - 15.35)
www.darktranquillity.com
Dopo i tempi tecnici sempre rispettati per il cambio palco, viene fissato un bandierone grigio inquietante con la scritta Dark Tranquillity! E' il turno di una delle due band piu' cattive che assieme ai Dimmu Borgir scatenano gli animi dei black metallers accorsi solo per loro! Certo i Dark e i Dimmu non sono le due band piu' attese data la stragrande partecipanza al festival di band con cantato melodico! I Dark iniziano nel peggiore dei modi avendo il piu’ dell’amplificazione generale a metà del volume! Suoni sporchi e indecifrabili fanno da biglietto da visita per gli scandinavi che forse non si accorgono di nulla e vanno avanti imperterriti! I tecnici del suono si trovano in difficoltà a trovare un equilibrio omogeneo di suoni. Pian piano i suoni migliorano ma non arriveranno mai come li ho sentiti io al live di Trezzo d'Adda dove avevano veramente impressionato!Irrompono con Terminus che ha chiare influenze progressive negli stacchi iniziali che poi si ripetono all'interno del brano. Certo non rende come da cd causa impianto anomalamente tenuto basso!! Tra le altre nuove songs canzoni possiamo ricordare : anche “Blind At Heart” e “Focus Shift”. Poi via via in ordine sparso: “The Treason Wall”, “The Wonders At Your Feet”, “Final Resistance”, “My Negation”, “Punish My Heaven ( stupenda quest'ultima ). Speriamo di rivederli in condizione sonore migliori per poterli giudicare meglio anche alla luce del nuovo disco messo su mercato dal titolo Fiction. Band di buon spessore tecnico, certo non gli ultimi arrivati ma in parte penalizzati da problemi tecnici su e giù dal palco. Li aspettiamo sicuramente in una location nella quale li si possa ascoltare da headliner con tutta la loro potenza!!!

Video link
http://www.youtube.com/watch?v=U_DdWEYPxUI
http://www.youtube.com/watch?v=dlrfc5Zuqek
http://www.youtube.com/watch?v=SY9-kE8SCfU
http://www.youtube.com/watch?v=J92S31tIY5E
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DIMMU BORGIR (16.00 - 17.00)
www.dimmu-borgir.com
Certo non so come abbiano potuto passare indenni al metal detector dell’aeroporto con le tonnellate di borchie indossate dai norvegesi Dimmu Borgir! Le macchine del fumo innondano lo stage che assume sempre più un’aria spettrale anche se come scenografia i Dimmu deludono molto non portando assolutamente nessun background scenografico. Giusto il tempo di sentire l’intro del disco “In Sorte Diaboli” e altre 2 songs e l’organizzatrice di Roadrunner Italia mi chiama per l’intervista con i Dream Theater. Per quel poco che ho sentito il sound sembra veramente cambiato dai Dark Tranquillity con finalmente l’impianto che funziona bene e i suoni abbastanza definiti. Le facce bianche inquietanti divorano il pubblico presente che segue attento la performance della band scandinava con attenzione anche se i primi sintomi di stanchezza cominciano ad affiorare tra i presenti complice il fango che rende il terreno insicuro sotto i piedi e costringe ad una lotta continua con l’equilibrio. Insomma per quel poco che ho visto ho notato una piena padronanza del palco e fedeltà nell’esecuzione dei brani. Non a caso si ritrovano nelle ultime posizioni come ordine di apparizione in un festival di livello mondiale.

Video link
http://www.youtube.com/watch?v=PrtYKz50GyI
http://www.youtube.com/watch?v=hOWFELIH_bs
http://www.youtube.com/watch?v=8UevbDtInks
http://www.youtube.com/watch?v=5aYf7WvYwQA
http://www.youtube.com/watch?v=5aYf7WvYwQA
http://www.youtube.com/watch?v=XgsVaBmfVcU
http://www.youtube.com/watch?v=hBySMFj9C1g
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BLIND GUARDIAN (17.30 - 18.50)
www.blind-guardian.com
Ore 17:30 e il pubblico presente si prepara con emozione ad accogliere i bardi teutonici che hanno fatto molto successo in Italia e sono amati dalla stragrande maggioranza di metal fans! I preparativi procedono meticolosi e più si va verso i gruppi importanti e più tecnici salgono sul megastage del gods! Tutto e’ pronto e dopo l’intro di guerra eccoli sul palco con Intro The Storm osannata da una metal standing ovation che riempie di energia il sestetto germanico! Hansi Kursch voce storica della band presenta come sempre qualche problema con lo screaming alto graffiante e non sempre centrata tonalita’. Per fortuna che il pubblico sostiene a suon di cori la band che procede potente e precisa tra ritmiche power/prog/epic e assoli incrociati di livello sopraffino. I due chitarristi non sbagliano nulla offrendo un ping pong di riff paurosi rimanendo pressochè immobili sul palco. Tra i brani storici suonati ricordiamo Nightfall The Script For My Requiem Valalla… Il tempo a loro disposizione risulta essere perfetto senza stancare e riuscendo a fare sia pezzi storici che le ultime novità come Fly eThis Wil Never End che a mio parere non sono ancora entrati nella mente dei presenti. Sezione ritmica veramente solida con basso che fa il suo e il giovane batterista che martella sulle pelli ad una velocità impressionante. C’e’ tempo ancora di rituffarsi nel passato con Imaginations From The Other Side identica al cd e una The Bard’s Song lasciata cantare quasi interamente dal pubblico e confermando di essere forse l’unica metal songs al mondo che non necessita del cantante ufficiale per eseguirla! Fantastico!!! Si chiude in bellezza con Mirror Mirror diventata una sorte di inno per la band paragonabile a the number of the beast per i vecchi Maiden! Grande show dei musicisti e da segnalare solo qualche defezione per il frontman mai identico al cd! Posizione nel festival di sicuro azzeccata per una band di tale calibro!
Set list:
War Of Wrath
Into The Storm
Born In A Mourning Hall
Nightfall
The Script For My Requiem
Fly
Valhalla
Time Stands Still
This Will Never End
And Then There Was Silence
Imaginations From The Other Side
The Bard’s Song – In The Forest
Mirror Mirror

Video links
http://www.youtube.com/watch?v=6N_95gXkGZI
http://www.youtube.com/watch?v=mjY4RwLnh58
http://www.youtube.com/watch?v=4kJDPnMegqI
http://www.youtube.com/watch?v=3hLOrRM3RU4
http://www.youtube.com/watch?v=_XAVGlZY6mw
http://www.youtube.com/watch?v=SMCJcW9xWHk
http://www.youtube.com/watch?v=ZrO1Wk2wnL4
http://www.youtube.com/watch?v=CnEr2TPUyLc
http://www.youtube.com/watch?v=lD0ZVBWv8r0
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DREAM THEATER (19.20 - 20.50)
www.dreamtheater.net
Dopo essere stata trasportata dei tecnici al centro del palco la batteria ancora coperta diviene subito il punto di maggiore attenzione! Le aspettative sono molteplici visto la prima esperienza assoluta come coheadliner della 1 parte del Gods of Metal 2007!
Il sole comincia a tramontare e all’alba delle 19:15 parte un intro registrato con una nota fissa e sovrapposto un mix di 10 secondi per ogni pezzo che ha reso la band celebre in tutto il mondo. Terminato l’intro con grande stupore perche’ ci aspettavamo una canzone dell’ultimo disco, Petrucci parte con il riff di Pull Me Under lasciando tutti a bocca aperta!
I Dream Theater in occasione del quindicesimo anniversario dalla pubblicazione hanno deciso di fare una sorpresona ai propri supporters proponendo nello stesso ordine del cd l’intero spettacolare album di Images and Words. Il quintetto appare come sempre in palla fin da subito e ci delizia con alcuni arrangiamenti degli stessi brani fatti al momento! La batteria di Pornoy e assolutamente mastodontica. Questa volta la Tama gli ha offerto un mostro di batteria a tre casse completamente trasparente e farcita di ogni ben di dio di piatti, tom, ecccc….. Il quintetto newyorkese appare leggermente invecchiato (gli anni passano per tutti) e nelle persone di Labrie e Petrucci anche con qualche chiletto in più! John Myung a sorpresa sfodera un basso Music Man bongo 5 corde di un bellissimo colore argentato e incendia le corde con passaggi davvero mozzafiato. Sentiamo anche another day suonata magistralmente dal maestro Jordan Rudess ottimo tastierista di enorme spessore tecnico ! Petrucci e’ in grande forma e sfodera assoli nobili e degni della sua fama! Il miglior arrangiamento secondo il mio parere e’ stato quello costruito attorno Surrounded eseguito con un intro bellissimo di chitarra e armonici che lasciavo solo trasparire l’immediato passaggio poi al pezzo originale. James Labrie e’ in gran forma e ci delizia con vocalizzi precisi e acuti graffianti ogni tanto abbassati per evitare qualche piccola stecca che aveva compiuto nei passati tour ! Molto maturi i ragazzi che ormai potrebbero veramente suonare a occhi chiusi. Si passa poi a Metropolis Pt.1,Under a Glass Moon (con all’interno il solito stacchetto da circo)Wait For Sleep, Learning To Live. John Petrucci ha un suono veramente perfetto e le sue distorsioni offerte dalle testate della Mesa riempono in modo magistrale i power chords. Il risultato e semplicemente straordinario tanto che la performance live rende a livello di suoni di più che sul cd ormai datato e con suoni piuttosto vecchietti! Gli ultimi brani invece sono più recenti: si tratta di Home e la potentissima as I Am tratta da Train of throught
Set list:
Pull Me Under
Another Day
Take The Time
Surrounded
Metropolis Pt.1
Under a Glass Moon
Wait For Sleep
Learning To Live
Home
As I Am

Video link
http://www.youtube.com/watch?v=MnimS-DTxJk
http://www.youtube.com/watch?v=metyzY9CwIQ
http://www.youtube.com/watch?v=mJPujpdZN9k
http://www.youtube.com/watch?v=tzqu7Wk1zi4
http://www.youtube.com/watch?v=hR1My-SRmwk
http://www.youtube.com/watch?v=tNd5acIxx8w
http://www.youtube.com/watch?v=xjAyJ5n-K9U
http://www.youtube.com/watch?v=9k77_wGTwW4
La band non ha eseguito nessun brano tratto dal nuovo album, Systematic Chaos ma ha annunciato che tornerà ad ottobre in Italia con ben cinque date:
25.10 Bologna, Land Rover Arena (Paladozza)
26.10 Roma, Palalottomatica
27.10 Andria (Ba), Palasport
29.10 Milano, DatchForum
30.10 Padova, Palasport
Come ospiti d’onore sono stati invitati I Symphony X + una band ancora da definire. Si profila quindi un ottobre 2007 di alto spessore tecnico con questa serie di date che andranno a toccare da nord a sud il vecchio stivale.
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HEAVEN & HELL (21.30 - 23.30)
Gia’ ai saluti dei Dream cominciava a Calare la luminosita’ sull’idroscalo di Milano e le luci del mega stage venivano posizionate in assetto Heaven & Hell. Dall’alto sono stati fatti scendere e posizionati tre finistre ad arco medievale dove si alternavano figure (angeli , diavoli ecc…) Una batteria piu’ alta che larga e’ stata posizionata su un palchetto rialzato e la stanchezza dell’intera giornata passata in piedi ormai e’ evidente! Con dispiacere posso cominciare a contare migliaia di fans che intraprendono la strada del ritorno verso le proprie case. Non si puo’ andare via quando sul palco stanno per arrivare certi personaggi storici di tale calibro. Il palco e’ stato allestito veramente benissimo e due cancellate nere che separano gli amplificatori rendono ancora più tenebrosa l’atmosfera. Finalmente il palco del gods ha una scenografia degna di una metal band!!! Ronnie e compagni fanno finalmente ingresso dopo l’ intro sulle note di The Mob Rules tra l’ovazione del pubblico decimato dalle fatiche di un’intera giornata passata a lottare contro il terreno traditore dell ‘Idroscalo Park. Dio appare subito in splendida forma regalando ai suoi fans acuti precisi e padronanza del palco indiscutibili.Tra le altre songs proposte vi segnaliamo i soli di I eseguiti da Tony Iommi magistralmente e sostenuti dall’ottima accoppiata Geezer Butler e Vinnie Appice. Il suono della chitarra di Iommi e’ stata equalizzata con suoni prettamente anni 70 con il risultato di immergere tutti i presenti in sonorita’ vecchie ma allo stesso tempo controllate da una tecnologia all’avanguardia! In mezzo allo show c’e’ stato anche il tempo per un solo di batteria del mitico drummer Vinnie Apice che incanta tutti con ottimi fill e rullate da brivido!! Arrivati poi verso la fine veramente esausto ho ancora la forza di cantare insieme alle migliaia di presenti la parte iniziale di Heaven And Hell e il ritornello di chiusura di Neon Knights altra grintosa songs di questi magnifici Heaven And Hell che sicuramente hanno regalato una bellissima pagina storica a questo GODS OF METAL 2007 che chiude i battenti della part 1 in attesa che si scateni la “pioggia nera” di OZZY & company!

Setlist :
Intro
The Mob Rules
Children of the Sea
I
The Sign of the Southern Cross
Voodoo
Drum solo
Computer God
Falling off the Edge of the World
Shadow Of The Wind
Die Young
Heaven And Hell
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Neon Knights
Video link
http://www.youtube.com/watch?v=fMLDSBJT_v4
http://www.youtube.com/watch?v=pmzUUyK_5qI
http://www.youtube.com/watch?v=mI7nQAH9ans
http://www.youtube.com/watch?v=Q7UoKRfmRNU
http://www.youtube.com/watch?v=vID8QrulVaw
http://www.youtube.com/watch?v=STmqgmZlsSw
http://www.youtube.com/watch?v=owr-cmYzsJQ
http://www.youtube.com/watch?v=tBnRnGPHc00
http://www.youtube.com/watch?v=q6cCsDcC81c
http://www.youtube.com/watch?v=VEXuKJ1ShBs
By Daniele
Verisione Due:
Se avessi guardato il cielo la sera prima, non sarei manco partito da casa mia.
Fortunatamente io me ne frego delle previsioni e del tempo in generale, perciò piglio macchina, The Crazy Jester (vecchio burlone da festival), svariata roba da vestire e via di buona lena verso il concertone estivo... Quest'anno nomi di lusso al Gods: solo un esempio, Heaven and Hell (in questo giorno). Ma vabbeh, partiamo
con ordine.
Parcheggio a distanze siderali dal Gods, grazie alle indicazioni sagge dei parcheggiatori (5 euri di parcheggio per tutto il giorno... potevano anche sbattersi a dire che siamo a centinaia di metri dal posto) e mi ritrovo a sacramentare, con CJ, sotto il sole (si, il sole, dopo una giornata pessima come il 02/07) e con le gambe che cedono.
Prestazioni fisiche da detenuto medievale a parte, arriviamo ai cancelli che si stanno spegnendo le note (fastidiose, n.d.r.) di un gruppo power-prog. La velocità di esecuzione e la ripetizione della stessa scala pongono il suddetto gruppo al fondo delle mie personali preferenze e gusti in ambito musicale. Ma non siamo crudeli con gruppi neanche visti, concentriamoci su quelli che ho visto e sentito.
Partiamo dal primo gruppo... signori e signore... Anathema. Sinceramente, pur possedendo la loro discografia, non girano molto nel mio stereo, perciò è come ascoltare un gruppo nuovo (tranne per una canzone). E gli Anathema, bisogna dirlo, hanno fatto il loro mestiere perfettamente, suonando bene, per quello che gli è concesso dai suoni del Gods, e intrattenendo il pubblico con 30 minuti (poi diventati 40) di musica fragile ma possente (perdonate il gioco di parole). Il dark sound dei Nostri viene espresso bene anche nell'arena infangata dell'Idroscalo, supportato da un'esecuzione passionalee intelligente. La scelta cade sui pezzi più rockati, ma non così ingenui da dimenticare la svolta intimistica degli ultimi Cd.
Ottima la prova della cantante, apparsa per un solo pezzo (A Natural Disaster). Conclusione da lacrime agli occhi per i vecchi nostalgici (e qua, per vecchi, intendo CJ, io sono solo nostalgico... n.d.r.): Comfortably Numb dei Pink Floyd... proprio quando una nuvola benevola passa sul sole assassino.
Finiti gli inglesi si passa ad una delle mie personali delusioni della giornata: i Symphony X. Gruppo francamente noioso e poco intrigante. Le sonorità power-prog del gruppo non riescono a prendere, ma molti del pubblico sembrano spellarsi le mani di fronte all'esibizione Malmsteemniana del chitarrista del gruppo. Un insieme di note sparate a velocità sopra la media, ma con il brutto e insistente vizio di ripetere sempre la stessa scala... sempre la stessa architettura baroccheggiante.Una sola parola: noiosi. E le riviste fanno a gara a chi si spertica in lodi a questo gruppo, a i posteri l'ardua risposta: sono io che ci capisco poco o i giornali hanno preso una cantonata?! Sospetto la prima, ma non escludo a priori la seconda. Comunque sia il gruppo è un vero strazio e Cj e il sottoscritto ci prendiamo il tempo per tirare a sorte chi deve aprire la strada verso il pantano Woodstock-iano sotto il palco.

Passiamo oltre. Dopo i Symphony X lo stage viene preparato per far posto al primo dei due gruppi estremi della giornata: gli svedesi Dark Tranquillity. Qualche spallata assestata nel momento giusto, un pò di sano virtuosismo da provetto pattinatore (sul fango dell'Idroscalo erano necessarie anche queste abilità) e ci ritroviamo a poche file dal palco, in frementeattesa della prova del gruppo di Goteborg (come avete potuto intuire ho aperto io la strada, ndr).
Coinvolgenti come sempre i Dark traquillity che sebbene non avessero un ottimo suono (visibili i numerosi sbuffi di Henriksoon a
confermarci la presenza di qualche problema tecnico) non si sono certo fatti intimidire dimostrando le capacità e l’entusiasmo di sempre.
Fissi nella scaletta i mitici brani “Punish my Heaven” e “The wonders at your feet”, momenti attesissimi in cui il pubblico si è scatenato cantando a squarcia gola;
(data l’impossibilità di pogare per tutto il fango presente per terra). Gli altri brani scelti per i soli (purtroppo) 50 minuti di esibizione sono stati “pescati” principalmente dall’ultimo album, Fiction, ma anche da Character e Damage Done.
Gli svedesi si sono fatti valere ancora una volta, con uno Stanne che non stava fermo un momento, correndo su e giù per il palco sempre sorridente e divertito, capace di cogliere l’attenzione del pubblico.
Voce impeccabile quella del frontman che si dimostra in ottima forma, ma di certo gli altri non sono da meno, con riff sparati a mille e un Anders sempre in forma.
Il concerto si chiude con “My Negation” e con Stanne che ci saluta contento sventolando la bandiera Italiana appena regalatagli dal pubblico: “Dark Tranquillity welcome to Italy”…e aggiungerei…ormai è la vostra seconda casa!
Non ci resta che aspettare di rivederli quest’autunno per il tour di Fiction.

Dopo gli svedesi, ecco il secondo e ultimo gruppo estremo del lotto: i norvegesi Dimmu Borgir. La Fortezza Nera (traduzione in italiano di Dimmu Borgir, per chi non lo sapesse) si presenta con la formazione di "In Sorte Diaboli", perciò completa di Hellhammer alla batteria. Ammetto di essermi avvicinato ai suoni dei Dimmu da relativamente poco tempo, ma li aspettavo con impazienza. Album come Stormblast, Enthrone Darkness Triumphant, Death Cult Armageddon... sono stabili nel lettore e perciò volevo sentire come riuscivano a trasportare le atmosfere orchestrali
dal vivo.
Il concerto inzia potente, il sound è un pò pastoso ad essere sinceri, ma almeno non si sentono dei suoni completamente orribili. I pezzi vanno alla grande, prendendo spunto da quasi tutta la discografia; Shagrath e soci inanellano un insieme di classici e novità che fanno scattare più di qualche vertebra nel collo del pubblico. Dal nuovo album "In Sorte Diaboli" vengono prese due canzoni ("The Serpentine Offering" e "The Chosen Legacy") e il pubblico reagisce tutto sommato bene, pur, visibilmente, non conoscendo ancora appieno le canzoni. Il ritornello "In Sorte Diaboli", però, riesce a scaldare il manipolo di coraggiosi sotto il palco.
Il finale è un vero tripudio... lanciata da una veloce e maligna "Spellbound (by the Devil)", i Nostri della Fortezza Nera fanno partire le ormai classiche note di tastiera... e le porte del Mourning Palace si aprono. Il finale è esente da giudizio, in quanto il vostro brutale e sudato come un caprone recensore, stava dando il suo meglio scartavetrandosi l'ugola e puntando le corna al cielo.
Esibizione maiuscola del gruppo norvegese, che ha fugato alcuni mie dubbi sulla loro effettiva resa live. Invece, anche grazie alle ritmiche precisissime (ma un pò fredde) di Hellhammer, i Dimmu Borgir pestano come fabbri delle fucine dell'inferno.

Pausa più che necessaria dopo due esibizioni incandescenti... ne fanno le spese, in primis, i Blind Guardian. Il buon Hansi, però, sembra avere, a quanto sento da dietro uno stand che fornisce velenose salamelle (ma nutrienti, nota da dietologo di TMI, ndr), un pò di catrame in gola e arranca spesso e volentieri dietro la musica. Continuo a dire che questi gruppi power (seppur della miglior progenie, come i Blind Guardian) trovano il peggior recensore al mondo, proprio uno che il power e similia mal li digerisce. Perciò evitiamo cadute di stile e passiamo oltre... anche perchè la salamella incominciava a fare i suoi allucinogeni effetti e mi sembrava di vedere ICS Vortex nel cielo...
Finiti i Blind Guardian, a più voci definiti deludenti, è il turno dei co-headliner (se fossero rimasti headliner, sarebbe stato da prendere Petrucci&Co per la collottola e dargli tante sberle finchè non capivano l'importanza dell'altro gruppo): i Dream Theater.
Accolti da una folla ben nutrita, il Teatro del Sogno inizia con LaBrie un pò sottotono (la voce da carburare...) ma poi incontra il favore del pubblico quando, dopo la seconda canzone, annuncia che eseguiranno interamente "Images and Words". Il pubblico fa venir giù le chiome degli alberi, tira fuori lo sguardo sognante d'occasione e l'accendino dei momenti topici. Ma questo è il pubblico, noi di TheMurderInn siamo più vigili del pubblico e siamo ai concerti per fornire a chi non c'era la possibilità di sognare con chi c'era (potessi essere la con voi a leggervi questa recensione, vi farei rivivere anche l'alito birra+salamella che fa molto concerto). E TheMurderInn, nella mia persona, ha seguito un altro concerto dei Dream Theater: ha visto un gruppo professionale, estremamente preparato e tecnicamente eccellente, ma di una freddezza oscena. Non c'era calore nella musica, solo bravura e ostentazione della bravura. Petrucci sa suonare la chitarra, nessuno sognerebbe mai di metterlo in dubbio (men che meno io, ndr.), ma gli assoli che ha fatto sono sinceramente un pò scialbi e LaBrie è rimasto un pò sottotono per tutto il concerto. Per carità, le canzoni le hanno suonate benissimo, ma non hanno entusiasmato. Menzione a parte per Portnoy,
batterista con il complesso del chitarrista (parole del buon TheCrazyJester e, carissimo, adesso le critiche sono tue, ndr), che ha cercato di dare un pò di spettacolo con una batteria composita (ma, sorge il dubbio, un pò inutile). Ma il resto!? Domanda che lascio in sospeso.
Finito il Teatro del Sogno, non si sono ancora spenti gli ultimi applausi, che i nostri eroi della giornata si gettano nelle prime file per accogliere e riverire i veri vincitori della serata: gli Heaven and Hell.
I padri dell'heavy metal, i veri e unici sovrani del genere che tutti voi che leggete questo sito amate, si presentano al pubblico nella formazione che ha dato alla luce Mob Rules, perciò Dio alla voce, Iommi alla chitarra, Butler al basso e Appice alla batteria. I 4 musicisti, per rispetto ad un passato ingombrante, hanno deciso di omaggiare una sola stagione della lunghissima storia dei Black Sabbath, quella con Dio alla voce e perciò hanno scelto il nome Heaven and Hell.
Stage gotico ma funzionale e non pacchiano, tanto basta la musica a parlare da sè. E, permettetemi, che musica. Basta poco tempo per capire che lo show sarà una pietra miliare, uno di quegli aventi che ti fanno dire "io c'ero". Iommi ha ancora un tocco alla chitarra che è fenomenale (supportato, bisogna dirlo, da suoni ottimali) e non c'è nessun dubbio che LUI sia la mano mancina di Dio. Geezer supporta le linee di Iommi con il pulsare del suo basso, sempre presente, sempre estremamente ficcante e lucido (e, permettetemi, dotato di ritmiche groovy e avvincenti, molti hanno imparato da lui e si capisce appieno il perchè). Appice ci regala una prestazione solida e quadrata, con
spazio persino per un suo solo (unico appunto, ha impreziosito la parte pestata di "Falling of The Edge of The World" con un piccolo lavoro di cassa, cosa che ha tolto alla canzone quell'ignoranza grezza che le è propria in quella parte, n.d.r); last but not least Ronnie James Dio... la prova vivente di come avere più di 60 primavere e cantare ancora perfettamente (qualche acuto l'ha ciccato anche lui, ma sono dettagli).
La musica, beh, prendete i pezzi migliori di Heaven and Hell, Mob Rules e Dehumanizer (vengono tratte solo due tracce), aggiungete una canzone nuova (Shadow of the Wind) e avete uno show divino. Children of the See, Heaven and Hell, Sign of The Southern Cross, The Mob Rules... sono classici dei classici... brani che hanno fatto storia (chiedete, per esempio, ai Manowar dove hanno tirato fuori il loro suono...).
Apro una parentesi per Shadow of the Wind, canzone registrata nell'anno di grazia 2006 e pur non aggiungendo niente di nuovo alla storia del gruppo, ha un buon piglio e dimostra che Iommi, anche quando non è ispirato al 100% (come nel 1970) o quando ha una mano legata dietro alla schiena e l'altra inchiodata ad un tavolo, sa creare dei riff che mettono in riga il 95% dei gruppi odierni.
Riff rocciosissimo, di quelli che piacciono perchè ti fanno muovere la capoccia. Complimenti ai Sabbath, ancora capaci di tener fede alla loro storia.
Il concerto si chiude alla grande, ovazioni da stadio, afonia da giorno dopo in agguato per moltissima gente. Ma la storia va osannata e quando la storia si chiama Black Sabbath, l'inchino è un gesto dovuto (e piacevole).
Persino una giornata sotto un sole cocente, una fanghiglia che sembrava Woodstock, la sete, le salamelle radioattive, le zanzare scompaiono di fronte ai Sabbath, lasciando andare il pubblico carico e conscio di aver visto un Signor Spettacolo.
Il Sabba Nero è finito, andate in pace.
By Stefano & BleakGhost
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