| Seratina tra pochi intimi al Rock Planet di Cervia, per la prima volta la presenza degli Hatesphere nel rock club romagnolo è passata quasi inosservata forse a causa della nuova line up che sta convincendo veramente molto poco.
Il tempo di contare i presenti al concerto (25 se non ricordo male) e alle ore 21:00 salgono sul palco i cesenati e ormai miei e nostri amici di TMI Figure Of Six che per una ventina di minuti tentano di animare un po’ il pubblico con il loro melodic death metal proponendo alcuni brani tratti dall’ultimo album AION e improvvisando qualche scenetta comica con un perizoma comparso all’improvviso sul palco, ma ormai la serata sembra aver preso la piega di una piccola festa tra amici o poco più e finisce tutto con qualche timida risata, rimane comunque da segnalare la buona prova di Giacomo & C. anche se forse a livello di suoni non è stato proprio il massimo della vita.

Dopo i Figure è la volta dei Neurasthenia, altra band italiana cresciuta a pane e thrash vestiti di pelle dalla testa ai piedi e completamente immersi nei loro capelli lunghi (insomma l’immagine del metal). Borchiata quanto basta la band si dimostra tecnicamente molto valida mostrando una certa affinità con bands come Testament, i primi Metallica o i più recenti 3 Inchees Of Blood, le loro canzoni sono molto godibili ed orecchiabili e soprattutto propongono qualcosa di diverso da quello che è stato e sarà il trend della serata, da segnalare le ottime “No Politic”, “Screaming Corpse” e “Assasination”.

A seguire arriva il turno del post thrash/death metal dei milanesi Methedras, autori di una prova sicuramente energica ma a livello di materiale proposto un po’ ripetitivi e alla lunga un po’ stancanti e monocorde il cui apice massimo dell’esibizione arriva con la cover “Davidian” dei Machine Head per il resto hanno attirato il mio interesse le discrete “Flag Of Lie”, “Civil War” e “Flash Over”. Dopo una mezz’ora abbondante di concerto la band lascia il palco tra i pochi e timidi applausi (alcuni avrebbero preferito sentire suonare qualche minuto in più i Figure e i Neurasthenia).

E finalmente ecco arrivare i danesi Hatesphere nella loro nuova formazione che vede Jonathan Joller alla voce. A dire la verità non è la prima volta di Joller al Rock Planet in quanto sei mesi prima era stato in terra di romagna sempre con gli Hatesphere e sempre al Rock Planet.Bisogna far notare che della band capitanata dall’ex Jacob Bredahl è rimasto ben poco sia a livello di componenti sia a livello di impatto live, per carità Joller è un gran urlatore ma lo spirito death’n roll che trasmetteva Jacob è andato completamente perso con la sua dipartita, in pratica gli Hatesphere di oggi sono un gruppo death/hard core come tanti altri e la ventina di persone accorse per vederli lo dimostra.

Comunque nella loro canonica oretta scarsa di concerto gli Hate hanno tentato di intrattenere al meglio il pubblico sfornando in rapida successione canzoni come “Disbeliever”, “Release The Pain”, “In The Trenches”, “Cloaked In Shit” fino ad arrivare al duetto con giacomo dei Figure Of Six in “The Sickness Within”. Il concerto finisce tra gli applausi, la band si è comunque impegnata nonostante l’atmosfera da concerto in cantina e per questo va elogiata ma per uno come mè che aveva visto all’opera i “veri” Hatesphere aumentano i rimpianti per una band che ha dato tanto al metal in passato.

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By Underdestroy .
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