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Italian Gods Of Metal 2008

(Alcatraz, Milano 02-03-2008)
 

Anche quest’anno torna la consueta giornata del Gods Of Metal dedicata alle bands italiane; questa volta la location scelta è stata l’Alcatraz di Milano, locale che è stato prontamente riempito da orde di metallari provenienti da tutta Italia.
Che dire del festival? Dopo la rapida performance dei primi due gruppi (che ovviamente il sottoscritto si è perso per colpa dei treni…) ecco salire sul palco i Macbeth. Il loro è un concerto riuscito, ma assolutamente nella norma, supportato soprattutto dagli amanti del gothic (ma non solo). Unica pecca i suoni non eccelsi, ma questo è un rischio ricorrente nei festival.
A seguire sul palco piccolo salgono i Node, che con il loro show grezzo e potente coinvolgono e scatenano il pubblico dell’Alcatraz; ciliegina sulla torta la presenza di Trevor dei Sadist a duettare coi Node sulle note della conclusiva Das Kapital.
Dopo questa brillante esibizione è la volta dei tanto attesi Necrodeath. Peccato che il loro concerto, benché supportato comunque da molta gente, abbia deluso le aspettative, sia perché penalizzato da suoni pessimi (fra tutti chitarra e batteria), sia  perché i musicisti (forse proprio a causa dei suoni che avevano) sembrano poco determinati. Tra le canzoni proposte fa capolino anche qualche traccia dal nuovo Draculea, che con altri suoni avrebbero potuto risultare molto più convincenti. Nota positiva però per Flegias, che tenta di risollevare le sorti di un concerto partito male.
Dopo pochi minuti dalla fine del concerto dei Necrodeath inizia lo show dei Graveworm. Che dire, i ragazzi intrattengono i presenti con uno show adrenalinico e potente (fra tutte le canzoni proposte citiamo l’ormai classica Legions Unleashed) all’insegna del black metal sinfonico. Peccato che anche qui i suoni non siano stati brillantissimi, ma questo fatto non ha intaccato più di tanto la performance del gruppo di Brunico.
Arriva finalmente il turno dei Vision Divine, molto attesi dal pubblico power; il loro show è molto intenso, mischiando tecnica, adrenalina, feeling e melodie riuscite e orecchiabili, il tutto supportato dalla grandiosa voce di Luppi e dalla sua brillante simpatia. Tra le canzoni proposte citiamo The Secret Of Life, con cui i nostri aprono le danze, ma anche l’intramontabile The Perfect Machine e God Is Dead. Il gruppo è in splendida forma e si dimostra anche quest’anno uno dei migliori gruppi del Gods Of Metal italiano.
Si prosegue con un altro gruppo già presente anche alla scorsa edizione del Gods Of Metal, i Domine. Il quintetto toscano introduce lo show con The Hurricane Master e prosegue soprattutto con le canzoni dei vecchi album (dall’ultimo suonano solo The Messenger, ndS), compresa la lunga The Aquilonia Suite. I fans del metallo epico mostrano di apprezzare e si lasciano coinvolgere facilmente, cantando e supportando Morby e compagni. Il loro concerto termina sulle note di Defenders, lasciando spazio ad un’altra formidabile band: gli Extrema.
Che dire del concerto degli Extrema? Uno dei punti più alti di tutto il festival sicuramente è la loro esibizione, aperta come di consueto da New World Disorder, e molto energica e possente. Non c’è bisogno di aggiungere altro: se c’eravate potete capire, se eravate assenti vi siete persi un concerto memorabile.
Esattamente come l’esibizione degli Extrema, quella dei genovesi Sadist non delude certo le aspettative: Trevor, Tommy e compagni si danno da fare con la loro miscela di death metal tecnico, progressive metal e tastiere goticheggianti, e si candidano ad essere uno dei gruppi più esaltanti della giornata, come la mitica (nel senso letterale del termine) Strana Officina, che fa una grande performance all’insegna dell’heavy metal anni ’80.
Non si può dire altrettanto dell’esibizione dei Fire Trails, gestita abilmente dal solito Pino Scotto, abile cabarettista, ma che alla fine stanca ed annoia. Un posto così alto in scaletta sarebbe potuto spettare a qualcuna delle bands precedenti, che hanno sicuramente fatto un concerto molto più “arrosto” rispetto al “fumo” di questa performance.
E come headliner di questa edizione del Gods Of Metal italiano salgono infine sul palco gli acclamatissimi Death SS, tra croci, candelabri e tutta l’atmosfera a cui ci hanno già abituati. Molto buono il concerto, teatrale, evocativo, quasi magico, con una band in gran forma davvero. Peccato però che, dopo aver sforato nettamente il tempo a loro concesso, i gestori del locale decidano di staccare l’impianto.
Per concludere, quella del 2 marzo è stata complessivamente una buona giornata all’insegna del metallo italiano, con gruppi più in forma e altri meno, ma tutti uniti da una grande passione comune e anche da una grande voglia di divertirsi. Se a questo aggiungiamo anche un prezzo veramente conveniente dei biglietti, dobbiamo solo essere contenti di avere occasioni come queste.

 

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By Somberlain .

 

 
 

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