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Jadish

(Torino, Spazio 211 22-02-2007)
 

10 secondi di pazienza. Ecco tutto ciò che dovete essere sicuri di avere quando inserite “Shame” nel vostro lettore CD e schiacciate il tasto play. Perché quei primi 10 secondi, con un’intro in perfetto “stile Madonna”, mettono seriamente in pericolo la continuazione dell’ascolto di quello che invece è un buonissimo disco, considerando che le 4 “scostumate” (perché questa è la miglior traduzione che si possa rendere in italiano del nome Jadish), nonostante abbiano tutte militato in diverse formazioni in periodi passati, sono alla loro prima prova discografica ufficiale.

Sotto il nome Jadish si presentano quattro ragazze torinesi: Lea Moreschi alle chitarre, Antonella Morrone al basso, Valentina Moreschi alla batteria e Marie Bassou alla voce.
Tanto per cominciare sgombriamo subito il campo da un possibile equivoco: un gruppo “all women” corre sempre il rischio di essere visto in modo quasi esclusivamente folcloristico, soprattutto nel genere heavy. Di sicuro non le quattro Jadish. Lea, Antonella e Valentina se la cavano egregiamente con i loro strumenti e Marie possiede una voce notevole, con tonalità veramente particolari; inoltre con il loro primo lavoro dimostrano di saper anche scrivere della buona musica.

“Shame” è un disco inconfutabilmente heavy con diverse sfumature che risentono di mille influenze, tutte riconoscibilissime ma nessuna predominante. 6 canzoni tra le quali si fa notare in modo particolare l’ottima title track, un pezzo piuttosto catchy che avrebbe tutte le carte in regola per affermarsi alle orecchie di un pubblico più vasto di quello a cui, per necessità o virtù, si rivolgono le quattro torinesi.
Allo Spazio 211 di Torino si svolgono questa sera le selezioni per Arezzo Wave 2007. Sono in lizza 6 gruppi, che propongono generi diversi: 20-minuti-20 per dimostrare di valere il passaggio alla selezione successiva (ndr. chi scrive inorridisce al solo pensiero di mettere la musica in gara!). L’affluenza di pubblico è piuttosto scarsa, ma dopo aver sentito un paio dei gruppi in scaletta in realtà non ce ne stupiamo più: alcuni di loro sono di una pochezza sconfortante!

Verso le 23 salgono sul palco le Jadish. E credo che tutta l’organizzazione della serata tiri un sospiro di sollievo… Le “scostumate” occupano militarmente il palco e sparano uno dietro l’altro tutti e 6 i pezzi che compongono l’album. La risposta del poco pubblico è pari all’energia che il gruppo sprigiona dai diffusori. Marie conferma dal vivo l’ottima impressione avuta ascoltando il lavoro in studio, dimostrando di avere una gran voce e di saperla usare piuttosto bene, mentre Lea, Antonella e Valentina supportano la vocalist con un muro sonoro imponente.

Alla fine dell’esibizione, che si chiude con la folle “Punx Hang Over”, un pezzo indiavolato, con cambi di ritmo repentini, che scatena le prime file con il suo ritmo travolgente (non per niente anche sull’album è presente una registrazione dal vivo), ci sarebbe molta voglia di ricominciare daccapo e risentire tutto il repertorio Jadish, ma “dura lex sed lex” anche le nostre quattro devono lasciare il palco con nostro grande rimpianto (acuito dallo scarso valore dell’esibizione del gruppo successivo…).

 

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By Universal.

 

 
 

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