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« The Painkiller rises again »: espressione non potrebbe essere più azzeccata per descrivere la sensazione provata dal sottoscritto e, a giudicare dalle recensioni in giro per la rete, da molti dei fortunati testimoni dell'evento che il 10 aprile ha sfasciato il Mazda Palace a Milano: la calata degli dei del metallo, i Judas Priest! Dopo il concerto del Gods of Metal dell'estate scorsa, a cui non ho potuto partecipare ma che non pare aver infiammato i cuori dei tanti fedeli accorsi, i Priest ci riprovano e questa volta fanno centro: vuoi perché hanno avuto più tempo per ristabilire la sintonia con il grande Rob, vuoi perché le condizioni meteorologiche avverse del Gods li avevano penalizzati, resta il fatto che il concerto è stato convincente e appassionante.
Ma andiamo con ordine: la serata inizia alle 8 spaccate, quando salgono sul palco i Domine chiamati, ahimè, a sostituire i previsti Paradise Lost, costretti ad annullare il tour per colpa della peritonite del chitarrista. Non credo di essere la persona più indicata per dare un giudizio sui Domine, dato che il power metal non riesco proprio a farmelo piacere. Tuttavia devo ammettere che i cinque toscani sanno muoversi su un palco e pare che i true metallers abbiano molto apprezzato. Bisogna dire che dalla loro hanno forse il cantante più potente che abbia mai sentito, Morby, "l'uomo da una palla sola", che ci ha cavato le orecchie emettendo degli ultrasuoni che sicuramente hanno infastidito molti cani nella zona.
Dopo aver eseguito il loro repertorio alla velocità della luce, i Domine spariscono e si alza il tasso di adrenalina. Alle 9 appare finalmente il palco dei Priest, con la batteria posta su una pedana sorretta ai lati da due croci-simbolo della band. Poi appare "l'occhio elettrico" sullo sfondo, e tutti hanno già capito: partono le note di "The Hellion", e poi esplode il riff di "Electric Eye", che introduce la band. Quando Halford inizia a cantare non mi rendo subito conto di dove si trovi: ma ecco che lo vedo, in piedi dietro la batteria, che esegue il pezzo immobile, conscio che la sua sola presenza è sufficiente a far scaldare le masse. Segue "Metal Gods", e il Dio del metallo muove i primi passi robotici, avvolto in una lunga giacca luccicante, prima di una serie di giacche stravaganti che cambierà nell'arco della serata, e che gli donano l'aspetto di un santone del metal, saggio e antico. Già qui si è capito che, per potenza precisione e spettacolo, la serata sarà un successo: seguono una sfilza di classici, "Riding on the Wind", "The Ripper" e "A Touch of Evil", che confermano la prima impressione, regalandoci anche un Rob Halford in stato di grazia. A questo punto iniziano i pezzi nuovi, e vengono eseguite "Judas Rising" e "Revolution", che dal vivo assumono tutto un altro spessore rispetto alla versione in studio. Qui gli effetti scenici aumentano, e vengono azionati degli ascensori che fanno sparire e riapparire Rob Halford in punti diversi del palco. Del nuovo album verranno eseguite, nel corso della serata, solo altri due pezzi, "Deal with the Devil" e "Hellrider", mentre non vengono risparmiati i classici come "Breaking the Law", di cui incredibilmente sbagliano l'attacco (si sa: anche gli dei fanno degli errori), "Diamonds and Rust", storica cover di Joan Baez in versione acustica, "Beyond the Realms of Death", e una devastante "Painkiller", suonata alla perfezione. A questo punto i Priest escono, ma rientrano subito per i bis, guidati di Rob su una Harley!! Vengono eseguite "Hell Bent for Leather", "Living After Midnight" e "You've got another Thing Comin'". La serata si conclude così, dopo due ore di concerto, una performance praticamente perfetta di tutti, da Scott Travis, batterista eccezionale, a Glenn e K.K., a Ian Hill. Alle 11 spaccate lasciamo il palazzetto col sorriso sulle labbra: the Priest is back!!!
Set list:
DOMINE:
Overture Mortale
Battle Gods
The Hurricane Master
The Aquilonia Suite
Thunderstorm
Dragonlord
JUDAS PRIEST:
The Hellion
Electric Eye
Metal Gods
Riding on the Wind
The Ripper
A Touch of Evil
Judas Rising
Revolution
Hot Rockin'
Breaking the Law
I'm a Rocker
Diamonds and Rust
Deal with the Devil
Beyond the Realms of Death
Turbo Lover
Hellrider
Victim of Changes
The Green Manalishi (with the Two Pronged Crown)
Painkiller
Hell Bent for Leather
Living After Midnight
You've got another Thing Comin'
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By Martrix.
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