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Stranamente in largo anticipo arriviamo al New Age di Roncade (TV), ormai una delle emte più battute sul territorio Triveneto dagli appassionati dell'estremismo sonoro!
L'invasione yankee, oltre alla massiccia presenza di americani provenienti dalle basi n.a.t.o., comincia già fuori dal locale quando Randy Blythe, cantante dei LOG, è uscito per farsi una piccola sauna Finlandese di gente, firmando anche un po' di autografi fecendo quasi svenire una tipa ingrifata a mille.
Dopo una buona mezzoretta d'attesa, facciamo anche un ora di gelo, finalmente si riesce ad entrare.
L'affluenza di metalheads è già buona e la serata si prospetta interessante. Prima dell'inizio del concerto incontro Carpe Mortem & The Boss....sempre un piacere ragazzi!
Salcono sul palco gli Agony Scene e le cose iniziano a rivelarsi per quello che realmente sono...
A parte i volumi e le regolazioni che probabilmente erano finite sul fondo di un boccalone di birra da 2l, gli Agony Scene hanno una scersissima presenza scenica sul palco oltre ad una esecuzione affatto impeccabile. A livello d'immagine poi c'era il cantante che incarnava quello che ci aspettavamo di vedere come il batterista, che oltre a sfiorare le pelli ed i piatti aveva una acconciatura molto delicata ed una camiciuola molto fri fri che decisamente non legava! Carino!!!
La loro performance è stata parecchio incentrata su "The Darkest Red", album da cui tra le altre hanno estratto "Scars Of Your Disease" e "Prey", a mio avviso buone.
Si cambia!!! Salgono sul palco i Devildriver, capitanati da Dez Fafara (ex-Coal Chamber) che teneva in mano un bel tricolore di dimenisioni anche significative!
I suoni piano piano si equilibriano e quindi la performance dei DD diventa già interessante. Il carismadi Dez è palpabile, e tien tutto il pubblico nelle sue mani, cattura i loro sguardi a pieno; la scenagli viene rubata solo in occasione degli auguri per un loro tecnico e saltuariamente dai capelli del bassista, che porebbe tranquillamente aprire una scuola di headbanging!! Eccezionale!!
Molte le canzoni tratte da "The Fury Of Our Maker's Hand". Di particolare impatto sono state leesecuzioni dell'opener "End Of The Line" e di "Hold Back The Day"... pubblico in pit per "Nothing's Wrong".
Dopo aver anche imbracciato una telecamera e ripreso un paio di immagini, verosimilmente per l'uscita di un loro DVD live, Dez e compagnia briscola ci lasciano.

E' il momento dei tanto acclamati Lamb Of God. I suoni nel primo brano, soprattutot per quanto riguarda la batteria sono rabbrividevoli... nell'accezione negativa del termine! Pecca che verrà presto risoltae quindi ci permette di goderci a pieno volume il resto dello show.
Devo dire che la grande attesa che avevamo nei loro confronti non è stata soddisfatta a pieno... anzi!Il riffing senza le megaproduzioni dei loro dischi risulta un po' moscio, e fa uscire tutti i limiti della band che riesce a farmi egitare e squotere la testa solo con i loro tipici mosh oppure quando"scimmiottano" gli Slayer.

Nota di demerito per il batterista, decisamente moscio e non all'altezza dei titoli e delle acclamazioniche la stampa mondiale gli riserva come "erede", se mai ce ne fosse bisogno, di Dave Lombardo.
Chi invece si dimostra anche al di sopra delle aspettative è Randy Blythe, che oltre alla presenza scenicaottima, salta di quà di là e si agita come un pazzo, sfoggia una prestazione da 10 e lode... anche meglio del disco. Growl e scream per lui sono il naturale modo di comunicare e passa dall'uno all'altro con unaestrema facilità! Incredibile!!
Di grande efficacia le versioni live di "Now You've Got Something To Die For", delle conclusive "What I've Become" e "Black Label". Ad ogni modo una degna conclusione di serata.

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By Webmurder.
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