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Lamb Of God
Hatebreed

(Rimini, Velvet - 23-06-2009)

 

Grande serata al Velvet di Rimini, di scena le bordate groove dei Lamb Of God che solo 24 ore prima hanno suonato di spalla ai Metallica nella loro data milanese e quelle metal core degli Hatebreed capitananti dal carismatico frontman Jamey Jasta.

 

La pirotecnica serata viene aperta dagli Hatebreed che scatenano subito un forsennato moshpit sulle bordate hard core di "Doomsayer" che coinvolge tutta la platea di un Velvet che ha "quasi" il pubblico delle grandi occasioni. Il concerto vive su ritmi forsennati, Jamey Jasta è l'assoluto padrone del palco sferrando calci e pugni per aria nel classico stile hard core incitando il pubblico a far casino.La setlist degli Hatebreed ripesca soprattuto dagli album The Rise Of Brutality e Supremacy inanellando le storiche "Tear it down", "Defeatest" e "As Die Hard As They Come".

Tra il pubblico è il delirio, la pista del velvet è una vera bolgia, si vede un pò di tutto, dal mosh al pogo violento e la band sembra davvero sorpresa da cotanta energia e Jamey non perde mai occasione per dire cose come:Siete fantastici!Siete bellissimi!Siete i migliori!La band americana ha da poco dato alle stampe un album di cover "For the lions" di cui però in scaletta non si trova traccia, la vera chicca della serata e l'anteprima della nuova "Pollution Of The Soul" su cui Jasta invita tutti quanti a togliersi la maglietta e a sventolarla per aria come fosse una bandiera. Lo show continua proponendo a sopresa le vecchissime "Empty Promises" e "Before Dishonour" per poi arrivare ad un finale da paura con un trittico dalla potenza disarmante come "This Is Now", "I Will Be Heard" e "Destroy Everything" (queste ultime due cantate quasi in toto dai presenti nel locale).Dopo circa un'ora di concerto la band si congeda davanti ad una meritata standing ovation.

Tra il pubblico è il delirio, la pista del velvet è una vera bolgia, si vede un pò di tutto, dal mosh al pogo violento e la band sembra davvero sorpresa da cotanta energia e Jamey non perde mai occasione per dire cose come:Siete fantastici!Siete bellissimi!Siete i migliori!La band americana ha da poco dato alle stampe un album di cover "For the lions" di cui però in scaletta non si trova traccia, la vera chicca della serata e l'anteprima della nuova "Pollution Of The Soul" su cui Jasta invita tutti quanti a togliersi la maglietta e a sventolarla per aria come fosse una bandiera. Lo show continua proponendo a sopresa le vecchissime "Empty Promises" e "Before Dishonour" per poi arrivare ad un finale da paura con un trittico dalla potenza disarmante come "This Is Now", "I Will Be Heard" e "Destroy Everything" (queste ultime due cantate quasi in toto dai presenti nel locale).Dopo circa un'ora di concerto la band si congeda davanti ad una meritata standing ovation.


Setlist:

  • Doomsayer
  • Perseverance
  • Never let it die
  • Empty promises
  • A call for blood
  • As diehard as they come
  • Tear it down
  • Straight to your face
  • The most truth
  • Lasta breath
  • Defeatist
  • Before dishonor
  • Proven
  • Pollution of the soul
  • Divine judgement
  • To the threshold
  • Smash your enemies
  • Live for this
  • This is now
  • I will be heard
  • Destroy everything

 

La serata prosegue con l'esibizione degli headliner Lamb Of God reduci dalle fatiche milanesi del giorno precedente in supporto ai Metallica e promotori del nuovo album Wrath uscito da pochi mesi. Non è la prima volta che vedo un live della band di Richmond, mi era già capitato di vederli  in opera di spalla a mostri sacri come Slayer ed In Flames qualche anno prima quindi noto subito il cambiamento di look sfoggiato dal cantante Randy Blythe passato dal testino rasato ad una lunga chioma capelluta da true metal. I LOG hanno l'arduo compito di non sfigurare nei confronti di chi li ha proceduti e cosi anche loro senza tanti fronzoli cominciano a mille con la nuova "In Your Words" seguita a breve distanza dal classico "Walk With Me In The Hell" e da "Again We Rise".

 

I Lamb Of God non sono un gruppo metal core e quindi qualche ragazzino del pubblico accorso per gli Hatebreed impiega qualche canzone per capire come muoversi, se fare del pogo oppure del mosh...alla fine avrà la meglio la prima opzione. Dopo un periodo di ambientamento sulle note della arci famosa "Redneck" tutto il Velvet si scatena e mentre la temperatura è ormai arrivata a livelli da sbarco su marte arrivano anche "Pathetic", "Descending" e "Beating On Death's Door". Randy Blythe si conferma nuovamente come uno dei migliori frontman in circolazione e la sua voce anche se a volte pare avere influenze un pò panteriane è sicuramente una delle più riconoscibili e caratteristiche del mondo metal degli ultimi anni. Quando il concerto è ormai giunto alle ultime cartucce Blythe invita il pubblico a dividersi in due schieramenti per il wall of death da fare sulle note di una cupissima e devastante "Black Label" tratta se non sbaglio dal primissimo album della band. Dopo un' ora e un quarto di groove, hard core e rasoiate thrash la band giunge alla fine della propria esibizione e che esibizione, l'unica pecca forse è stata l'acustica del locale  non sempre all'altezza per il resto grazie tante a Hatebreed e Lamb Of God per la bellissima serata.
Setlist:

  • The passing (intro)
  • In your words
  • Walk with me in the hell
  • Again we rise
  • Redneck
  • Descending
  • Beating on death’s door
  • Now you’ve got something to die for
  • Set to fall
  • Contractor
  • Black label
  • Hourglass
  • Break you
  • Grace
  • Reclamation

(Commenta nel Forum)

By Underdestroy

 

 

 

 
 

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