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Megadeth
Evile

(Pordenone,
Palasport - 05-03-2008)
 

Quando li ascoltai la prima volta nel 1988 con ‘So Far, So Good…So What?’ speravo che un giorno arrivassero. In questi ultimi anni non ci pensavo nemmeno più in quanto sembrava improbabile una cosa del genere a Pordenone. Correva l’anno 1996 l’ultima volta che misi piede al Palasport per assistere ad un concerto, ovvero i Sepultura all’epoca di ‘Roots’, e mai avrei pensato di avere un’altra occasione simile.
Il 2008 ha invece portato l’evento inaspettato e fatto uno stupendo regalo a noi metallari friulani!



Grazie all’organizzazione della Live, e alla programmazione di Azalea, i grandissimi Megadeth questa sera saranno qui con noi (Milano e Pordenone uniche due date italiane) per qualche ora a farci scuotere le lunghe chiome (parla proprio quello con la chioma più lunga…) e a farci alzare le nostre mani cornute in loro onore!
I cancelli aprono alle ore 19 e i Metalkids cominciano ad affluire all’interno del Palasport puntando verso lo Stage. Il pubblico si divide tra le nuove Metal Generations, sempre più numerose in Friuli, e i fans della prima ora, che sicuramente non potevano mancare ad un evento di tale portata.



Alle 20 precise sale sul palco il gruppo spalla ovvero i giovanissimi Evile. Il gruppo inglese regala ai presenti frustate di Thrash Metal che onorano le vecchie sonorità ma allo stesso tempo non mancano di accenni moderni. Nei trenta minuti a disposizione i quattro si fanno volere bene ed il pubblico, non ancora molto numeroso, dà loro il giusto supporto. Il singer incita tutti e nonostante la giovane età sa muoversi sul palco con disinvoltura e sa come scatenare headbanging tra i presenti. Sicuramente ci sono ancora delle cose da migliorare ma, pena la non meravigliosa acustica del Palasport, possiamo tranquillamente dare scarsa considerazione ad eventuali difetti sonori ed appoggiare pienamente questa giovane band, cui spetta l’arduo compito di scaldare gli animi in attesa dell’arrivo della band di Mega Dave.



Giusto il tempo di fare il cambio-palco e di sistemare la scenografia ed arriva il momento dei Megadeth.
Alle 21 precise parte l’intro di ‘Sleepwalker’, pezzo d’apertura dell’ultima fatica targata 2007 intitolata ‘United Abominations’. Dave Mustaine fa il suo ingresso sul palco accolto dalle urla dei duemila presenti, accorsi anche dalla Slovenia e dall’Ungheria per celebrare l’evento. Si uniscono immediatamente James Lo Menzo, al basso, ed il nuovo arrivo Chris Broderick (ex Nevermore), alla chitarra, ed una potente ‘Sleepwalker’, dal riffing old style ed agressivo, è il biglietto da visita per iniziare la serata. Si va quindi indietro di qualche anno, ovvero al 1986, per una incisiva ‘Wake Up Dead’, tratta dal notevole ‘Peace Sells … But Who’s Buying?’, per collegarsi immediatamente ad una ipertecnica ‘Take No Prisoners’ dal capolavoro targato 1991 ‘Rust In Peace’ e ritornare quindi al 2007 per una potente quanto melodica ‘Washington Is Next!’.



Dave appare veramente in forma; le sue dita scorrono veloci e precise nelle sue chitarre Dean, con signature personalizzata, ed i gravi problemi al braccio che rischiavano di compromettere la sua carriera musicale sembrano solo un lontano ricordo. I suoi compagni non sono da meno in quanto a preparazione tecnica e la new entry Chris sembra essere tecnicamente in feeling con Mr. Mustaine. Anche Shawn, seduto dietro le pelli, regala dei passaggi di batteria che non fanno sicuramente rimpiangere Nick Menza.
Il pezzo ‘The System Has Failed’, dall’omonimo album del 2004, in questo punto dello show fa quasi da ponte tra i pezzi targati 2007 ed i classici del passato; segue infatti una atmosferica ‘In My Darkest Hours‘ che fa inumidire gli occhi al sottoscritto per poi rispedirlo con picchiata adrenalinica in mezzo ad una ‘Hangar 18’ con strepitoso duello di solos ipertecnici tra Chris e Dave, da non far rimpiangere l’accoppiata Mustaine-Friedman.



Si ritorna quindi al presente con il sinistro intro che fa da preludio e parte una ‘Gears Of War’accompagnata da un headbanging cadenzato e da corna alzate ogni volta che Dave sussurra il titolo durante il ritornello, per poi dedicare ai presenti una soave ‘A Tout Le Monde’ purtroppo senza la stupenda voce della nostra Cristina Scabbia ad accompagnare Dave.
Viene quindi sparata una potente ‘Tornado Of Souls’ seguita a ruota da una ‘Ashes In Your Mouth’ che scatena il pubblico ancora di più.
Il boato viene però raggiunto quando partono le note di ‘Symphony Of Destruction, a mio avviso il momento più bello della serata.



I classici cinque minuti di uscita di scena e arrivano altri due pezzi a concludere la serata, ovvero ‘Peace Sells … But Who’s Buying?’ e ‘Holy Wars … The Punishment Due’, con tanto di arpeggio eseguito perfettamente e che fa tornare alla mente il preciso Marty Friedman.
La serata purtroppo volge al termine e Dave e compagni, vistosamente soddisfatti dall’accoglienza del pubblico pordenonese, salutano e abbandonano lo stage.
Il sottoscritto lascia il Palasport e si dirige verso casa galvanizzato dalla serata, sperando di ripetere un’esperienza simile entro breve tempo; possibilmente qui a Pordenone senza dover percorrere trecento chilometri per vivere momenti indimenticabili.

 

 

(Commenta nel Forum)

By Girli .

 

 
 

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