| Ospiti di riguardo questa sera al MetalParty (il concerto si è tenuto sabato 21): ScareCrown, Outcry e i Delirium X Tremens.
La serata inizia all’insegna dei veneziani ScareCrown. Il quartetto lagunare ci presenta un gothic-metal con cantante femminile (che si accolla tutto il peso della - buona - performance vocale, tranne qualche piccolo sostegno del chitarrista in versione growl). Il gruppo ci mette buona volontà, questo bisogna ammetterlo, ma lascia abbastanza freddino il pubblico (a più riprese richiamato dalla stessa cantante o dal chitarrista… atteggiamento che ha un po’ stufato gli ascoltatori). Non è che suonino male (anche se il suono che esce dalle casse è in qualche occasione troppo confuso), ma non riescono a costruire delle canzoni in grado di stamparsi nella memoria o di distanziarsi da dei canoni abusati del genere. La resa viene ulteriormente minata anche dallo scarso feedback del pubblico (che infastidisce il gruppo) e da un suono di batteria che è un cesso. Onore al fatto che tengono il palco con tutte composizioni di loro pugno, tranne una cover dei Disturbed.
Il gruppo successivo, gli Outcry, suonano in casa. Il gruppo trentino gioca fino in fondo le sue carte, proponendo un melodic-death di grande impatto ma, a mio parere, troppo derivativo dei superbi In Flames. Il gruppo ha un buon sostegno del pubblico, diversi headbanging, un buon front.man (che si esibisce sia in growl che in inserti clean) e alcune composizioni di spessore (gli Outcry presentanto persino un intermezzo strumentale, in tipico In Flames-style). A mio parere (per quanto vale), un maggiore coraggio di allontanarsi dai propri miti consentirebbe di fare un ulteriore salto di qualità. Se questo non è nei piani del gruppo non si può certamente rimproverarglielo, visto anche lo spessore dei paragoni. Le canzoni filano tutte lisce come l’olio, con potenza, melodia e aggressività che si mescolano senza soluzione di continuità ( e, a sentire il cantante, anche i temi dei brani toccano tematiche scottanti). Probabilmente il punto più alto di affluenza di pubblico locale.
Il terzo gruppo in cartellone sono i Delirium X Tremens da Belluno. L’entrata in scena fa alzare un sopracciglio al vostro reporter, musicisti in posa e colonna sonora molto manowariana. Ma tutto questo è solo un depistaggio. I DXT presentano un cyber death metal, con richiami anche ai Death dello scomparso Shuldiner. Il quintetto mostra subito i muscoli con composizioni veloci e potenti, intricate ma coinvolgenti e con un growler da paura che arringa la folla.
Mi risulta difficile trovare un neo nella loro performance: incredibili gli stacchi e la precisione della sezione ritmica (il tutto lanciati ad alta velocità), ottime le due asce (una con effetti veramente particolari come, ad esempio, una presa midi che fornisce effetti simil-tastiere) che tagliano il suono e incedono con gioiosa violenza e il front man che non cede un millimetro alle tentazioni del clean (manco nelle presentazioni dei brani!). A differenza degli Outcry, le influenze del gruppo risultano maggiormente metabolizzate e reinterpretate in modo da fornire un concetto personale di death-metal. Suono compatto, potenza, precisione sono le parole d’ordine di questo gruppo, peccato solo che parte del pubblico non abbia sopportato la furia del gruppo e abbia lasciato il locale (anche questa è la testimonianza della graniticità del quintetto bellunese).
La serata è riuscita nel migliore dei modi: i tre gruppi erano ben assemblati (a prescindere dalle prestazioni dei singoli) e hanno proposto delle ore di sano metal. Complimenti.
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By Stefano.
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