| Data da non perdere quella di stasera al Mostovna di Nova Goriča in Slovenia, soprattutto per i cultori del Black-Thrash e gli amanti della scena Black underground italiana.
Questa sera è appunto un gruppo cult dell’underground Black Metal italiano a tenere alimentata la nera fiamma ovvero i Mortuary Drape, supportati dai più giovani ma non per questo meno esperti Abhor.
La serata risulta essere molto interessante perché si ha la possibilità di conoscere un nome storico della scena che sicuramente non può essere etichettato come privo di originalità in quanto può essere tranquillamente definito il padre di questo genere in Italia e che può vantare un seguito (insieme ai Death SS e ai Necrodeath) anche all’estero da quasi vent’anni.
Ad aprire le danze sono gli Abhor da Padova. Il gruppo esiste dal 1998, anno in cui esce il primo lavoro In Tuo Honori Preparatum, ed ha all’attivo una vasta esperienza in studio. Dopo questo primo lavoro escono infatti Nox Isecuta Est e Nequaquam Vacuum rispettivamente del 1999 e 2000, Vocat Spiritum Morti del 2004, arrivando quindi all’ultimo lavoro Vehementia del 2005. Il gruppo partecipa anche ad altri progetti e va quindi citata l’apparizione in un tributo agli Immortal uscito per Townsend Avalanche Music-Athens a fianco di gruppi quali Beyond Dawn e Blood Tsunami (con Bard Faust) ma soprattutto vanta una forte esperienza live avendo anche aperto per alcuni show dei Mayhem.
La line up comprende Ulfhedhnir alla voce, Domine Saevum Gravem alla chitarra, Kvasir al basso e Ahrjin alla batteria.
Sin dalle prime note che avvolgono la sala capiamo che ci troviamo di fronte ad un gruppo di matrice True Black Metal nel quale si percepisce forte l’influenza esoterico-occulta (visitate il sito www.legioneocculta.com). Nella voce si sente molto forte l’influenza di Abbath degli Immortal ma musicalmente il gruppo presenta rifiniture che non fanno cadere nello scontato e nel già sentito. Il pubblico al primo momento non reagisce come deve ma al quarto pezzo comincia a partecipare. Io non conoscevo il gruppo però pezzi come River Of Incense, Fabled Cerimony e Evocative Player Of Lilith ci fanno capire che siamo davanti a quattro persone che non vivono il loro progetto come un trend ma che credono veramente in ciò che propongono.
Coloro che non sono aperti alle sonorità True Black si saranno annoiati ma è anche vero che sul palco c’erano quattro persone che sanno utilizzare i loro strumenti. Belli i riff granitici di Domine Saevum Gravem e precisa la doppia cassa di Ahrjin, dovrebbe essere un po’ meno fredda la parte delle bacchette ma tutto sommato siamo davanti ad un gruppo che va supportato, soprattutto da chi è votato a certe sonorità e va per forza a cercarle nel Nord Europa. In bocca al lupo agli Abhor.
Lo show degli Abhor termina, qualche minuto ed è il momento dei Mortuary Drape.
Il combo di Alessandria non ha bisogno di presentazioni vista la ventennale esperienza ma è bene fare comunque un po’ di luce sul quintetto.ù
I Mortuary Drape nascono nel 1986 e sono fautori di un Black-Thrash che viste le tematiche trattate è più corretto definire “Black Occult Metal”. Il primo lavoro è un demo del 1987 dal titolo Necromancy e fino ad oggi tra VHS, Mini CD e Demo hanno prodotto un bel po’ di cose ma meritano di essere citati gli album principali: Into The Drape (1992), All The Witches Dance (1994), Secret Sudaria (1996), Tolling 13 Knell (1999) e Buried In Time (2004) ristampato l’anno scorso in una nuova versione. La line up ha subito numerosi cambi durante tutti questi anni ed infatti l’unico membro originale è rimasto il singer, ovvero Wildness Perversion, ma ha trovato la sua stabilità e forza in Seeker Of The Unknown alla chitarra, Arcane Of Veiled Light al basso, Cruel Abbot alla chitarra e W.M.Helgast alle pelli.
Appena i cinque salgono sul palco decorato con una gigantografia della copertina di Buried In Time preceduti da un intro si vede davanti a chi ci troviamo. Non un’imperfezione, tecnici al punto giusto, precisi nelle ritmiche e negli stacchi i cinque ci regalano perle del passato unite a pezzi degli ultimi lavori. Il pubblico reagisce benissimo alla proposta ed infatti sotto il palco c’è un headbanging scatenatissimo. Pezzi come Ectoplasm e la stessa Mortuary Drape vengono cantate a squarciagola dal pubblico ed il sottoscritto, accompagnato dall’euforia che la birra slovena mette in corpo (mi son trovato ubriaco senza capire come) non tiene la testa ferma un istante. Tra un pezzo e l’altro la gente innalza le dovute corna e acclama a gran voce il gruppo. Wildness è contento dell’accoglienza calorosa, ringrazia e scherza con la gente e la sua voce screaming è veramente devastante. È proprio vero che la vecchia scuola insegna. I nuovi elementi (presenti dai primi del duemila) hanno un’alchimia perfetta tra loro e sembrano far parte da sempre del combo piemontese; si sentono gli anni ’80 arrichiti dalla potenza dei suoni attuali.
Lo show scorre velocemente e non stanca per nulla i presenti che chiedono il bis e vengono accontentati.
Alla fine dello show tutti soddisfatti si ritorna a bere e si capisce che è ora di tornare a casa ( anche se a fatica e biascicando di non essere ubriachi) nella vecchia Italia.
La scena italiana ha regalato veramente dei nomi eccezzionali ed è dovere nostro supportarli.
STAY METAL!
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By Girli .
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