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Nick Cave

(Villa Fidelia, Spello (PG)- 31-05-2008)
 

31 maggio,  Spello – caratteristico paesino a venti minuti da Perugia – Villa Fidelia stasera ospita un artista (e la sua band) che ha scritto un pezzo di storia del rock: Nick Cave and the Bad Seeds. Non c’è molta folla fuori dai cancelli ed il pubblico è veramente variegato, si va dalla coppia gothic, proprietari di maglie di Tool, Nine Inch Nails e Clash, a gente con figli annessi…e io sono probabilmente la più giovane. Alle 20:00 salgono sul palco Ed Kuepper & Jeffrey Wegner, simpatico duo (chitarra e batteria) rock, che apre il concerto.

Dopo un paio di pezzi la nostra attenzione si concentra sul balcone della villa che alla destra del palco ci scruta imponente. Alcuni individui passeggiano, bevendo qualcosa…quando ad un tratto, una figura, di nero vestita, si affaccia e saluta! Si alza un grido generale: è Nick Cave, che si diverte a fare capolino, sembra incuriosito, ci scatta delle foto, mentre i Bad Seeds sembrano gradire la musica del duo. Finalmente alle 21:30 circa la band entra e inizia il delirio: Nick salta, balla, canta a squarciagola e suona la chitarra; sulla fronte ha qualche ruga, ma lo sguardo maligno è inconfondibile così come la sua voce e l’abbigliamento molto 70’s. Quando attacca “Dig, Lazarus, Dig!!!” – nuovo singolo che apre la nuova era dell’omonimo disco - è un’esplosione di cori e di energia che Cave stesso trasmette. Il pezzo finisce e Nick dice “We’re gonna have a good time” (Ci divertiremo) e si scatena con “Today’s lessson”.

Ellis intanto imbastisce uno show tutto suo, alternando il violino – suonato qualvolta come un violino e a mò di chitarra – a delle microchitarre elettriche e ovviamente ai vari tipi di percussioni. “Mercy seat” è uno dei momenti più belli della serata, e nonostante venga criticata nella sua versione live, il pathos e l’espressività sembrano non mancare, così come il piccolo momento di comicità, quando qualcuno dal pubblico urla: “Nicola sei grande! Spacca tutto!” e un Nick un po’ spaesato chiede “What? Is it something good?” (Cosa? È qualcosa di bello?) poi ci pensa e grida “Spacca tutto!” e dall’entusiasmo generale arrivano le note di “Deanna”.

Dopo un’ora la band ringrazia e se ne va; le grida sono fortissime e dopo pochi minuti e un cambio di maglia per Nick, sono tutti pronti a cantare “Get ready for love”. Dopo aver buttato all’aria, leggio, fogli e asta, impigliatisi nell’asta del microfono, Cave chiede cosa vogliamo sentire; dopo diverse richieste tra cui “Where the wild roses grow” declinata perché “Kylie isn’t here” (Kylie Minogue non è qui); dopo un lungo tira e molla con i Bad Seeds, sul pezzo da eseguire, Nick si siede alla tastiera e suona “Into my arms”. Altro momento eccellente “su richiesta” “I let love in”. Alle 23:30 la band saluta e torna a rifugiarsi nella villa. La performance è stata ottima anche se nell’ultima parte, durante le richieste dei fans, si è assistiti a qualche incertezza rispetto alla possibilità di suonare i pezzi, e a qualche dimenticanza circa accordi e parole; ma tutto è concesso a quest’uomo che con la sua musica ha tanto influenzato buona parte del panorama musicale degli ultimi decenni. Non è ancora tempo per Nick Cave e i Bad Seeds di scavare, lasciamolo fare ad altri: scava, Lazzaro, scava.

(Commenta nel Forum)

 

By Bloody Marha.

 

 
 

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