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Altra serata importante per dare un forte supporto alla scena Metal italiana è sicuramente quella di stasera al Rock Club di Ronchi dei Legionari (GO).
Questa notte si fronteggeranno tre superbands ossia, in ordine di apparizione, i Dying, i Dystopya e ci daranno il colpo di grazia i portabandiera del Mediolani Thrash Metal, ovvero i grandiosi Node.
Noi di The Murder Inn abbiamo colto la palla al balzo per tre motivi:
1) Non perdere questa Metal Night perché dove c’è Metal The Murder Inn è sempre presente
2) Supportare queste bands e spingere i Node ancora più in alto nel Metal Rama
3) Raccontare a voi cari web-aficionados questa fantastica serata e fare un po’ di pubblicità al Rock Club che in questo periodo ci sta regalando importanti serate. Grandi!
Lo stage è già pronto ad ospitare le tre bands e la gente comincia pian piano a posizionarsi nel fronte palco. L’affluenza non è molta, forse non tutti conoscono bene il locale, ma sicuramente bisogna ricordare di accorrervi numerosi in quanto ultimamente vi stanno suonando nomi importanti all’interno della scena Metal, ed in Friuli-Venezia Giulia sono pochi i posti dove avere serate di questo genere.
Ad aprire le danze ci pensano i giovanissimi Dying. Il trio sin dalle prime note regala un bel po’ di violenza ai presenti. Lo stile proposto non è facile da classificare perché racchiude al suo interno influenze che vanno dal Thrash al Death fino al Grind (Mi spiace non poter dare informazioni più precise ma era la prima volta che li ascoltavo e quindi mi baso sull’impressione al primo ascolto). Il trio comunque tiene bene il palco e sicuramente merita la nostra attenzione.
Unica pecca la mancanza del basso. Anche se il muro sonoro non è male io sono dell’idea che il basso abbia la sua buona dose di importanza al fianco della batteria, e che quindi non possa mancare. Tutto sommato i presenti reagiscono bene alla loro proposta e quindi sicuramente i Dying sono stati supportati nella giusta maniera. Peccato che nessuno dei presenti headbangheggiasse ma si sa che in questi casi si tengono le energie per gli headliner

Secondo gruppo in scaletta sono i milanesi Dystopya. Qui siamo davanti ad un gruppo che mostra una buona capacità tecnica e che cattura molto di più l’attenzione da parte del pubblico. Il singer dialoga con la folla, la scatena e appare molto maligno con gli occhi cerchiati di rosso. Il genere proposto è un Thrash Metal che si fonde con sonorità moderne e che quindi non risulta essere per nulla scontato (Come per i Dying anche qui non mi sbilancio a dare informazioni false e tendenziose perché anche qui mi trovavo per la prima volta al cospetto di questa promettente band. Sono molto professionale vero? Scusatemi!...). Da segnalare la precisione del batterista e soprattutto il carisma del singer. Momento commuovente quando il gruppo ci regala la cover di ‘Domination’ dei Pantera con relativa dedica a Dimebag Darrel (R.I.P.): l’headbanging a questo punto regna sovrano. Anche i Dystopya meritano di essere supportati e sicuramente cercherò di sapere di più su di loro.

Ed ecco quindi il momento tanto atteso. Arrivano sullo stage i Node.
Accolti dalla intro di ‘Hello Vietnam’ (da FullMetalJacket…) ecco i quattro salire sul palco pronti a regalarci pezzi dall’ultimo lavoro ‘As God Kills’ ed a donarci perle di tecnica e di violenza.
Si inizia con ‘Redrum’ seguita a ruota da ‘Old Nick’ e non si può restare per nulla indifferenti a quanto sta accadendo sullo stage. Daniel Botti è preciso nel suo ruolo di cantante/chitarrista e la sua voce mi riporta alla memoria il grande Chuck Schuldiner (R.I.P) dei grandiosi Death. Il buon Gary D’Eramo lo aiuta nelle vocals e nell’aizzare il pubblico a fare casino ma non va certo sottovalutato nel suo ruolo di chitarrista, in quanto mostra indiscutibili capacità tecniche e soprattutto originalità nei riff, cosa da non trascurare al giorno d’oggi. La sezione ritmica gestita da Klaus Mariani e Marco Di Salvia è impeccabile, diretta negli stacchi e nelle rifiniture ed è proprio Mr Di Salvia a catturare la mia attenzione. Nei suoi giochi dietro le pelli si percepisce un batterista completo e che mi riporta alla mente Richard Christy dei Death e Franz Di Cioccio della PFM per finezze tecniche e giochi coi piatti, ma sicuramente è limitante fare solo questi due nomi perché si nota la padronanza di molti generi musicali nel lavoro di questo batterista.

Tornando allo show la prima parte è dedicata ad ‘As God Kills’ quindi pezzi come ‘Cancer’, ‘Hellywood’, la grande ‘Shotgun Blast Propaganda’ e la stessa titletrack fanno da padroni ed il pubblico partecipa attivamente supportando i quattro guys (anche loro accennano ‘Domination’ dei Pantera e il pubblico innalza le corna). La seconda parte va ad omaggiare gli altri lavori e quindi ‘History Seeds’ da ‘Sweatshop’, ‘Outpost’ da ‘Das Kapital’, ‘Children’ da ‘Technical Crime’ per concludere con la devastante e ‘Das Kapital’.
Eccezionale anche il discorso di Gary sulla crescente scena italiana che sta regalando sempre più bei prodotti, per far capire ai presenti che siamo noi e solo noi che dobbiamo supportarla aiutando queste bands che si stanno facendo il culo per emergere.

Uno show veramente straight in your face e tutti i presenti hanno fatto in modo che lo fosse aiutando con il loro supporto. Ho visto i Node due volte ma questa sicuramente è stata la migliore in quanto ero preparato e sapevo che non sarei rimasto deluso.
Supportiamo i Node e la scena italiana perché effettivamente quello di stasera è l’esempio che anche noi siamo in grado di ambire ad un posto di prestigio all’interno del Metal Rama Mondiale.
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By Girli .
Foto by Neni
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