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Walls Of Jericho
Evergreen Terrace
Cataract

The Red Chord
Animosity
Stick To Your Guns


(Milano,Alcatraz 15-10-2008)
 

Arrivo all’alcatraz e per fortuna nessuno è ancora salito sul palco, l’affluenza, data l’ora, non è di certo tra le più memorabili.. Salgono sul palco gli apripista Stick to your Guns da Orange County, California, che con il loro hardcore new-school fanno divertire notevolmente il pubblico sottostante.

Nonostante la poca affluenza e il poco tempo a disposizione, i fratelli Barnett e soci vantano un’ottima presenza scenica ed estraggono una ad una le loro migliori perle privilegiando il nuovo arrivato COMES FROM THE HEART con pezzi come looking for the surface, Impact e il nuovo singolo enough’s enough come ho già detto però, nemmeno il tempo per apprezzarli che devono già abbandonare il palco per lasciarlo agli Animosity che direttamente da San Francisco ci regalano una performance a dir poco potentissima.

Il quintetto non si ferma un secondo e spara in faccia al pubblico una dopo l’altra Terrorstorm, Bombs over Rome e altre chicche estratte sia da ANIMAL sia da EMPIRES parentesi simpatica della loro performance, l’esibizione di tale Alessandro, che con un Game Boy, un amplificatore e un delay ci regala una performance di musica elettronica che in 5 minuti stupisce i presenti (band compresa). Fuori gli Animosity, dentro i The Red Chord che ahimè vengono un po penalizzati a livello di suoni, infatti, la loro performance è a dir poco perfetta ma allo stesso tempo penalizzata dai volumi gestiti non proprio nel migliore dei modi.

Il quintetto di Boston propone pezzi come Dread Prevailed e Black Santa estratte dall’ultimo (ottimo) PREY FOR EYES ma non si dimentica degli album precedenti, ci viene addirittura proposto un pezzo dal primissimo CLIENTS anche loro vantano di una buona presenza scenica, il pubblico apprezza ma non quanto dovrebbe a causa dei sopracitati problemi “al mixer”. è il momento dei “quasi nostrani” Cataract il quintetto di Zurigo si presenta sul palco con un Fedi particolarmente ispirato e “di rossonero vestito” (non manca come al solito la dedica alla Curva Sud Milano). La band parte a mille con War of Cultures e il pubblico direi che apprezza eccome, On this Graveyard segue senza pausa e lascia tutti in balìa dei fendenti di Fedi e compagni.

L’esibizione dei Cataract rimette in sesto i problemi del mixer sparando in faccia ai presenti una quantità di decibel non indifferente. Vanished in the Dark e Nothing’s Left fanno da chiusura a questo show veramente d’impatto che ha saputo conquistare notevolmente i presenti. I problemi purtroppo non ci abbandonano e decidono di perseguitare gli Evergreen Terrace che, nonostante siano sul palco da 15minuti circa, non possono cominciare per colpa (a quanto pare) della strumentazione di Craig (chitarrista).

Quando finalmente lo show ha inizio veniamo travolti dalla potenza di Andrew e soci che senza esclusione di colpi fanno esplodere letteralmente l’Alcatraz di Milano. Non c’è tempo per le pause, troppo tempo è stato perso all’inizio e loro non vogliono tagliare la scaletta, quindi ci arrivano in faccia come proiettili le varie Chaney can’t quite riff like Helmet's Page Hamilton, Wolfbiker, New Friend Request, High Tide or no Tide e molte altre, privilegiato in scaletta l’ultimo lavoro WOLFBIKER. Da sottolineare la presenza scenica di Andrew (voce) che non sta fermo un secondo e non si fa sfuggire un’occasione per gettarsi in mezzo al pubblico. Notevoli davvero, ma da rivedere in occasioni più fortunate. Senza nemmeno rendercene conto arriviamo all’appuntamento con Candace e i suoi Walls of Jericho che partono subito con The new Ministry opener del nuovo attesissimo THE AMERICAN DREAM.

La band di Detroit non ci lascia respirare un secondo e ci spara uno dopo l’altro pezzi estratti sia dall’ultimo album sia dai precedenti WITH DEVILS AMONGST US ALL e ALL HAIL THE DEAD. Purtroppo nessun estratto da THE BOUND FEED THE GAGGED ma direi che sono pienamente soddisfatto della performance regalataci dai WOJ che senza esclusione di colpi e senza scrupolo alcuno non ci degnano di un secondo di pausa per non danneggiare il devastante tiro della loro performance, da segnalare la partecipazione di Jesse Barnett degli Stick to your Guns.

Quindi il quintetto direi che non ha tradito le aspettative, per lo meno le mie, con una scaletta di tutto rispetto che ha saputo pescare le nuove The Prey, The American Dream, Feeding Frenzy ma anche “glorie passate” come A Trigger full of Promises, And Hope to Die, Plastic, Try.Fail.Repeat ma soprattutto A Little Piece of Me e la conclusiva Revival never goes out of style. Complimenti a tutte le bands che avrebbero meritato però una maggiore affluenza.

(Commenta nel Forum)

 

By Jay.

 

 
 

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