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Arriviamo al Bloom leggermente in ritardo, il gruppo di apertura sta già suonando e il cielo minaccia pioggie bibliche (e manterrà la promessa, ve l'assicuro...). Poca gente, per essere l'unica data degli Zao in Italia e soprattutto per essere la prima volta in Europa... strano Paese, questo.
Dicevamo, sul palco sta già suonando il primo gruppo, The Miracle: copia delle copie dei soliti gruppi New York '88, Youth of Today, Gorilla Biscuits ecc. ecc; avendoli già visti poco tempo prima, e constatato che i suoni facevano pure piuttosto schifo questa volta, me ne torno fuori. Senza offesa, ma, che noia.
Secondi a suonare i Disgrazia Legend da Milano, che propongono un suono piuttosto originale dove trovano posto mille influenze, hc new school, parti più classiche e tirate, emo, indie rock... insomma, un po' di tutto. Forse un po' troppo, visto che a volte non si capisce bene dove vogliono andare a parare; dal punto di vista scenico, poi, li ho trovati piuttosto statici... forse devono solo raccapezzarsi un po'.
Quando gli Zao si presentano sul palco noto che alla fine c'è abbastanza gente, un bel colpo d'occhio, e l'attesa è alta.
Gli americani non si fanno pregare e fanno un gran concerto, molti pezzi classici da "Where blood and fire..." e "Liberate te ex inferis" (su tutte citerei "Autopsy", per quanto mi riguarda vertice del concerto!) e anche i pezzi nuovi si fanno apprezzare assai; i suoni spaccano, il cantante - molto più motaro style di quanto ci aspettassimo, capello lungo barba, panza, veramente un uomo brutto - ha una gran voce e presenza scenica, occhi bianchi rovesciati durante un growl finale, heavy metal in piena insomma.
Forse non l'evento che alcuni si aspettavano, ma decisamente un signor concerto.
All' uscita ci aspettano valanghe di acqua fino a Padova, quasi un bel viaggio insomma. Comunque grazie ai ragazzi del Bloom per la gentilezza e la disponibilità, speriamo a presto!
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By Ezio.
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