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Novembre

"Verne"

Verne

Sarah, we once faltered
as you froze that
morning omen
and you told them
and you warned them
that the sky turned red
above them
Sarah it’s said, same rain
doesn’t fall down twice.
Days, gone by,
come back as the morning light
A colourless demise rises
and the only shelter I used to know
is gone lost out of sight
Sarah of the wonders
of the wonders
made of wonders
Venivi dall’atrio del cuore
portando le chiavi del sole
domani faremo l’amore
e niente potrà mai cambiare
Di questo rimase il rumore
d’un sogno che come nel mare
si infrange su nere scogliere
d’un nero che può cancellare
Si dice che il sogno dell’uomo
è far sì che il proprio domani
sia senza calar del Sole
ma dimmi com’è senz’amare?
Ma i sogni son figli del cuore
creati in quanto dolore
spogliati della lor ragione
per questo mandati a morire

Verne*

Sarah, una volta siamo inciampati
Mentre tu gelavi quel
Mattino di presagio
E tu dissi loro
E tu li avvertisti
Che il cielo sarebbe diventato rosso
Sopra di loro

Sarah è predetto, la stessa pioggia
Non cade giù due volte.
I giorni, passati
Torna indietro da quella luce del mattino

Una fine senza colore si innalza
E l’unico rifugio che conoscevo
È andato perduto allo sguardo

Sarah delle meraviglie
Delle meraviglie
Fatta di meraviglie
Venivi dall’atrio del cuore
portando le chiavi del sole
domani faremo l’amore
e niente potrà mai cambiare
Di questo rimase il rumore
d’un sogno che come nel mare
si infrange su nere scogliere
d’un nero che può cancellare
Si dice che il sogno dell’uomo
è far sì che il proprio domani
sia senza calar del Sole
ma dimmi com’è senz’amare?
Ma i sogni son figli del cuore
creati in quanto dolore
spogliati della lor ragione
per questo mandati a morire

*Verne, si riferisce allo scrittore visionario del secolo scorso (Jules Verne)

 

 

Traduzioni a cura di Bloody Marha.

 


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