live in italy

02.10.2022
Menu Principale
Risorse
Murderletter
Nome:
Email:

 

online poker

SWFobject

Contenuto alternativo flash

È necessario aggiornare il tuo Flash Player

Get Adobe Flash player

FacebookMySpaceTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed
Intervista Cadaveria (2012)
Scritto da BloodyMarha   
Martedì 14 Febbraio 2012 08:24

Ancora una volta tra le pagine di TMI, accogliamo una delle metal queen più controverse ed affascinanti del panorama musicale italiano e non solo. Cadaveria ci parla della sua nuova fatica, di come nel tempo si cambia idea e di come si fa un disco perfetto.


BloodyMarha:  Ciao Cadaveria, bentornata sulle pagine di TMI. Comincio facendoti i complimenti per l’ottima prova di “Horror Metal” e chiedendoti come sta andando la promozione, l’accoglienza del vostro quarto lavoro, lo stress… ;-P

Cadaveria: Lo stress è tanto. Ammetto anche che le cose sono un po’ cambiate rispetto all’uscita del precedente album. Il grosso se lo “smazza” sempre la casa discografica, ma con il consolidarsi dei social network e il conseguente approccio diretto ai fans, diventa un lavoro in più dover star dietro in prima persona alla promozione. Ogni nota, ogni movimento va riportato per tener aggiornati tutti coloro che seguono la band. In più c’è da considerare anche l’aspetto live. Nonostante le agenzie di booking il tutto viene sempre girato a noi e questo comporta altro lavoro. Certo, ce lo siamo cercati e fa parte del gioco, quindi siamo ben contenti di essere stressati.

BloodyMarha: Assumo dal titolo del disco che alla fine vi siete fatti contagiare dalla mania di noi improvvisati giornalisti di etichettare tutta la musica che ascoltiamo, o c’è qualche altro motivo che vi ha spinto a scegliere quel nome?

Cadaveria:  Effettivamente questa definizione è arrivata da voi giornalisti. Quando dieci anni fa siamo usciti con The Shadow’s Madame, non sapevamo neanche cosa fosse l’Horror Metal. Noi abbiamo sempre e solo creato quello che ci veniva meglio in quel periodo, senza star li a far troppe congetture sul genere o sul modo di suonare. Quando abbiamo visto arrivare da più fronti questa etichettatura, l’abbiamo accolta con favore, perché non ci vincolava in nessun genere specifico. Ecco perché abbiamo voluto sigillare l’album con questo titolo… continuando a fare ciò che ci pare.

BloodyMarha: "HM" è senza ombra di dubbio un lavoro estremamente complesso, ad occhio e croce forse la prova più difficile dall'inizio dei Cadaveria: i continui cambi di stile, gli accorgimenti inaspettati, la cura al dettaglio della produzione...come siete riusciti a tenere d'occhio tutti questi aspetti senza impazzire???

Cadaveria: Con minuzia e spirito critico elevati all’ennesima potenza. Mai accontentarsi e rifare finché non era perfetto. Ecco il lavoro dietro a Horror Metal. Questo però ha portato via un sacco di tempo e l’album ha richiesto più di un anno di lavorazione. Ma noi non abbiamo mai avuto pressioni su date o scadenze, per questo facciamo uscire un album solo quando siamo pronti e consapevoli di aver fatto la cosa giusta.

BloodyMarha:  Parliamo di "The Days of the After and Behind", traccia scelta come singolo e forse il modo più elegante per commentare la nuova era di "Horror Metal", sia in termini musicali, - c’è una forte componente doom in molti brani - che di songwriting, mi riferisco ai versi "notes of a new pentagram, white pages ready to shelter obscure mysteries". Quanto dice questo brano dei nuovi CADAVERIA?

Cadaveria: Il testo di “The Days…”è molto personale. In certi versi fotografa i paesaggi della mia zona, all’inizio dell’inverno, quando al crepuscolo la nebbia è bassa e i campi sono pieni di corvi che ronzano su alberi spogli. Quei momenti mi ispirano alla scrittura… quei paesaggi hanno influenzato la persona che sono. Musicalmente questo è forse il brano più sfacciatamente Black Metal dell’album. Ha una sapore vagamente Satyricon , una struttura semplice, con riff schietti e una forte vena oscura. Ci sembrava un pezzo adatto ad un singolo. Tuttavia non posso dire che rappresenti appieno l’album; come hai detto tu Horror Metal è ricco di sfaccettature e ogni canzone ha una sua forte identità. Nell’album non esistono canzoni messe lì tanto per fare scorrere il tempo.

BloodyMarha:  Restiamo sempre sulla dimensione dei testi, sono rimasta affascinata da "Requiem". Credo sia la prima volta che leggendo un testo dei CADAVERIA mi viene da sorridere! C'è una vena ironica e dissacrante sulla visione della morte da manuale...pensi che Mozart avrebbe condiviso?

Cadaveria: Penso spesso alla morte, in parte ne ho paura ma d’altra parte mi piace dissacrarla e scherzarci un po’ su. Tanto lei è sempre lì, in agguato, e noi non possiamo farci nulla. Lo spettro della morte accompagna tutta la nostra vita. E’ davvero un controsenso, ironico. Il brano sfiora anche il pensiero del suicidio, e del momento del dopo. Chi non ha mai pensato a cosa vorrebbe fosse scritto sulla propria tomba? Tutti speriamo che i nostri cari si raccolgano attorno ad essa e piangano la nostra scomparsa. Una vera mania di protagonismo post mortem.

BloodyMarha: “Flowers In Fire” è in qualche maniera diventata la traccia simbolo di “HM”, nonché una delle più ostiche e complesse. Esiste secondo te il rischio che possa essere rovinata dalla logica mainstream dell’easy-listening?

Cadaveria: Quella logica non ci è mai appartenuta. Chi ascolta la radio per sentire un brano veloce e di facile assimilazione non ascolta i CADAVERIA. Abbiamo sempre creato musica per far godere le orecchie e il cuore e questo piacere va assimilato lentamente e ripetutamente. Con Flowes in Fire abbiamo voluto osare, mettendolo come brano d’apertura. Ne è già stata scritta una sceneggiatura per un ipotetico videoclip. Come vedi andiamo sempre contro corrente, ma non per partito preso… Siamo convinti che la fuori è pieno di gente che la pensa come noi e fa della buona musica un ramo della propria religione.

BloodyMarha:  Ogni disco dei CADAVERIA è caratterizzato da un leit motiv: quello di "In Your Blood" era la contaminazione, che poi è la base su cui lo avete costruito. Come è nato invece "Horror Metal"?

Cadaveria: E’ nato dall’istinto più puro. Questo album è stato scritto di getto dal nostro nuovo chitarrista Dick Laurent. Ci siamo trovati insieme per definire le linee guida e in poco l’album era pronto. Tutto il resto invece ha richiesto molto tempo… gli arrangiamenti, lo studio, il mix e il mastering. Questa è la strada che intendiamo percorrere anche per il prossimo lavoro.

BloodyMarha:  Le foto promozionali mi ricordano, per il look e le pose, l'epoca di "The Shadow's Madame", salvo poi essere smentite dalle illustrazioni davvero interessanti all'interno del booklet, ce ne vuoi parlare?

Cadaveria: In effetti le foto possono ricordare quei tempi. Non fosse altro che per l’utilizzo di un fondo neutro e del vestiario nero. Per il resto abbiamo voluto dare un’impronta più orrorifica ai nostri personaggi (nel senso cinematografico del termine, ergo lo zombie come personaggio horror per antonomasia), per rendere più inquietante il tutto e catturare l’attenzione, rappresentando il nostro stile musicale tramite le immagini. Noterai che amiamo molto “giocare” con il look, lo riteniamo una parte fondamentale della scena rock a 360 gradi. Non volevamo inoltre scegliere l’ennesima copertina anonima che puoi confondere in mezzo a mille altre in uno scaffale di cd. Per questo ci siamo messi nuovamente in ballo e di una cosa siamo sicuri: ti può far schifo o ti può piacere… ma di certo non ti lascia indifferente.

BloodyMarha: Cadaveria, quest'anno si festeggiano i tuoi vent'anni in musica (1992-2012), dieci dei quali spesi dietro al tuo onomimo progetto. Che cosa ti porti dietro della Cadaveria degli esordi e cosa invece è cambiato?

Cadaveria: Della serie vent’anni e non sentirli! Mi sembra ieri che abbiamo iniziato e l’entusiasmo è sempre quello degli esordi. L’eccitazione all’uscita di un nuovo album è immutata e l’adrenalina sul palco è sempre la stessa. Quello che è cambiato è l’aspetto professionale. Non sopportiamo più l’inefficienza, il pressapochismo e l’inutilità di chi non sa fare il proprio mestiere attorno alla musica.

BloodyMarha: Nel periodo di stallo tra “In Your Blood” e “Horror Metal”, sei stata impegnata sia sul fronte DyNAbyte, ma ti sei concessa anche a partecipazioni tra cui l’esperienza con i Theatres Des Vampires. Hai mai considerato l’ipotesi di invitare un guest in un disco dei CADAVERIA e se si chi? (ma dato che io sono previdente ti aggiungo l’opzione, se dovessi scegliere Keenan, in quale versione? Tool, A Perfect Circle o Puscifer?)

Cadaveria: Già sapevi che avrei detto M J Keenan.:) Senza dubbio in versione Tool!

BloodyMarha: Siamo giunte alla fine di questa chiacchierata, mi aspetto la prossima tra 4 o 5 anni?

Cadaveria: Speriamo prima. Con l’ingresso di Dick Laurent abbiamo nuova linfa vitale e tanta carne al fuoco. Si tratta solo di concretizzarla nel miglior modo possibile e per questo ci prenderemo il tempo che serve.