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Intervista Epica 2012
Scritto da Somberlain   
Martedì 28 Febbraio 2012 18:09

Inutile negarlo, gli Epica ormai sono uno dei punti di riferimento nell'intero panorama metal sinfonico (e forse non solo quello) mondiale. In occasione dell'uscita del nuovo disco Requiem for The Indifferent, atteso per il 9 marzo, abbiamo avuto il piacere di scambiare quattro chiacchere con Isaac Delahaye, chitarrista solista del gruppo.

Somberlain: puoi presentarci il nuovo album? Quali sono le maggiori differenze rispetto al precedente?

Isaac: il nuovo disco si chiama Requiem for the indifferent. Solitamente dico che è il fratello maggiore di Design Your Universe perché è superiore, più bilanciato, più equilibrato. Le parti aggressive e quelle melodiche sono più amalgamate tra di loro. Ci sono meno growls, ma non è necessariamente più leggero del precedente. Questa volta abbiamo lavorato più tempo sulle canzoni, le chitarre hanno maggiore spazio.

 

S: Trovi una grande differenza nel comporre e registrare un album degli Epica rispetto a uno dei God Dethroned (il suo gruppo precedente, nda)?

Isaac: c’è una grossa differenza nel modo di registrare un album rispetto ai God Dethroned. Coi God Dethroned tutto era più semplice, ci trovavamo per un po’ di tempo in sala prove, componevamo e poi andavamo in studio a registrare. Con gli Epica i tempi sono più lunghi, c'è più attenzione, e anche gli strumenti e gli arrangiamenti da inserire sono maggiori, quindi sì, c’è una grossa differenza (ride)

S: si tratta di un concept album?

I: Non è un vero e proprio concept ma c’è un filo che collega tutte le canzoni, e che riguarda quello che sta accadendo oggi nel mondo. Oggi ci sono continui disastri naturali (terremoti, tsunami, alluvioni), dittature, in Nordafrica così come in Cina, guerre per fini religiosi. Molte cose stanno accadendo.

 

S: cosa puoi dirci del tour imminente?

I: è confermato il tour europeo, e suoneremo a qualche festival, ma non so ancora a quale. Suoneremo ad aprile a Milano e anche a Roma.

 

S: Cosa faresti  nella vita se non suonassi negli Epica?

I: Ho studiato al conservatorio, ma prima di farlo ero indeciso con psicologia, quindi penso che se non fossi un musicista farei lo psicologo!

 

S: In campo musicale, quali sono le tue influenze?

I: tutto mi influenza. Fin da giovane ascoltavo molto death metal svedese, ma anche quello che ascoltavano i miei genitori: Billy Joel, per esempio. E ho due fratelli, a cui piacciono la musica techno e l’hip hop underground. Ogni cosa, dal brano pop con la melodia facile, a musica molto più complessa, può essere un’influenza. Molta gente non riesce a capire come io possa suonare oggi negli Epica e ieri nei God Dethroned, ma non si accorgono che molti riff degli Epica sarebbero adatti anche ai God Dethroned, per esempio, solo che con l’aggiunta di tastiere e altri elementi. Non sono mondi così distanti, è una questione di arrangiamento. Pensa a come si trasforma un brano suonato prima con chitarre distorte, e poi in acustico.

 

S: Bene, l’intervista è quasi terminata. Cosa si aspettano gli Epica dall’immediato futuro?

I: speriamo che il nostro disco piaccia a più persone possibili, e di continuare a fare tour e a crescere di album in album

S: bene, l'intervista è finita. Grazie mille!

I: grazie a te per il tempo!

Ultimo aggiornamento Martedì 28 Febbraio 2012 18:10