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Intervista Hatesphere
Scritto da Girli   
Venerdì 01 Ottobre 2010 12:21

Intervista Hatesphere

Hatesphere

 

23 Febbraio 2008
Dopo un viaggio di quasi quattro ore (quasi sei per ritornare verso casa) in mezzo alla nebbia più fitta, percorrendo una A13 praticamente inesistente ai nostri occhi e scrutando davanti a noi in cerca delle luci di qualche camion da seguire, finalmente raggiungiamo la nostra Itaca, ovvero Pinarella di Cervia (RA). Il paesaggio è praticamente reso surreale dalla nebbia e l’umidità penetra nelle ossa.
Il luogo dell’appuntamento è il Rock Planet, dove questa sera si svolgerà una serata all’insegna del Metal estremo e nella quale faranno da padroni due grandi band Dismember ed Hatesphere, supportati dai più giovani Fallen Of Serenity e World Escape.
Ed è appunto con gli Hatesphere che questa sera ci troveremo a fare quattro chiacchiere riguardo al tour, riguardo all’ultimo album uscito ormai un anno fa ‘Serpent Smiles And Killer Eyes’ ma soprattutto riguardo al nuovo singer Johnathan “Joller” Albrechtsen, cui spetta il duro compito di non far rimpiangere il buon Jacob Bredahl.
Grazie al supporto di Pamela “Pamy” di KizMaiAz, a Debbie di Get Smart e a Darek, tour manager delle bands; incontriamo il gentilissimo Peter Lyse “Pepe” Hansen, chitarrista e membro fondatore della band, e il giovanissimo “Joller”.
Ci conducono nel loro Tour Bus, ci servono qualche birra e la nostra chiacchierata può avere inizio.

Girli : Prima di tutto grazie per la birra! Va sempre bene in queste serate fredde.

Pepe : Vero? Dobbiamo andarci piano però che poi dobbiamo salire on stage! (Risate … )

Joller: Hey! (guardando la mia felpa…) Slowmotion Apocalypse! Grandiosi! Li ho visti durante un loro show a Copenaghen. Sono grandiosi! Soprattutto mi è piaciuto molto il batterista. Very Cool!

Pepe: Sì è vero. Ci abbiamo anche suonato insieme un po’ di tempo fa.

Girli : Grandi! Saranno veramente felici di leggere queste righe allora. Ok. Come è solito per noi lascio dire qualcosa a voi tanto per rompere il ghiaccio e per salutare i nostri lettori.

Pepe : Ciao… Eh Eh…

Joller: Ciao a tutti voi che leggete!

Pepe : Siamo molto lieti di conoscervi e di fare quattro chiacchiere con voi … (quasi intimidito…)

Girli : Bene! Iniziamo parlando della nuova line up della band. Pepe dicci qualcosa dei tuoi nuovi compagni  e specialmente del nuovo arrivo Joller.

Pepe : (guardando Joller con fare inquisitorio… Risate… ) : Con questa line-up va tutto veramente bene. Fortunatamente quando gli altri della band hanno deciso di lasciare gli Hatesphere sono riuscito a trovare subito gli altri ragazzi e quindi abbiamo cominciato subito a suonare. Abbiamo fatto un tour di due settimane in Polonia ed è stato veramente grande. Ho trovato dei buoni compagni. Per quanto riguarda Joller devo dire che mi piace molto quello che sta facendo con noi e ce la sta mettendo davvero tutta. L’atmosfera è molto positiva.

Joller: Dal mio punto di vista posso dirvi che è la mia prima vera esperienza come cantante e la ritengo veramente eccitante. Siamo molto uniti e con il fatto che anche gli altri ragazzi sono nuovi non ho avuto molte difficoltà a ricoprire il ruolo di nuovo cantante degli Hatesphere. Da un certo punto di vista è come essere una nuova band e quindi sembra di essere partiti tutti insieme dallo stesso punto.

Girli : Siete quindi molto uniti tra di voi.

Pepe : Sicuramente sì. Credo sia la cosa importante per una band.

Girli : Cosa ci puoi dire a proposito della voce di Joller? In cosa credi che si differenzi il modo di cantare di Jacob e quello di Joller?

Pepe : Dunque … Joller ha una voce molto più orientata sul growl mentre Jacob aveva una voce molto versatile in grado di andare dal growl allo screaming. Con questo non voglio dire che Joller non sia in grado di usare lo screaming, diciamo che al momento usa molto di più il growl. Bisogna anche tenere conto che è molto giovane e che quindi avrà tutto il tempo per affinare la sua tecnica vocale. Quello che importa è che la sua timbrica sta bene con gli Hatesphere e quindi è ok.

Girli : Giusto! Cambiando discorso, stasera dividerete il palco con una delle più importanti Death Metal band della scena europea. Come vi sentite a dividere il palco con dei mostri sacri del genere e che vantano una carriera ventennale?

Pepe : E’ veramente divertente! Loro sono svedesi e noi siamo danesi però possiamo dire che abbiamo la stessa attitudine e la pensiamo allo stesso modo. L’unica cosa che ci differenzia è la lingua e quindi dobbiamo parlare in inglese ma per il resto c’è un gran feeling tra noi. Ci divertiamo insieme, ci facciamo qualche birra dopo lo show e così via.

Girli : Venite entrambi dal Nord Europa e quindi sicuramente avete uno stile di vita molto simile.

Pepe : Sicuramente è per questo. Resta il fatto che sono gente alla mano, che non se ne sta per i fatti suoi e sicuramente questo è molto importante quando sei in tour assieme.

Girli : Bene. Parliamo ora di ‘Serpent Smiles And Killer Eyes’; possiamo dire che è passato un anno dall’uscita del vostro ultimo lavoro. Cosa ci puoi dire di questo album e come lo vedi in confronto alle vostre altre releases? Dal mio punto di vista l’ho trovato molto cupo rispetto a ‘The Sickness Within’ per fare un esempio, ma anche rispetto agli altri. Tu che dici?

Pepe : Hai detto bene! E’ molto più cupo rispetto agli altri nostri album ma allo stesso tempo non gli manca nulla di quello che è il tipico Hatesphere Style. E’ veloce ed allo stesso tempo brutale, presenta al suo interno influenze Death Metal ma anche Rock’n Roll. La caratteristica che mi piace di più è che lo trovo molto in your face, molto diretto e questo me lo ha detto molta gente. Mi ha fatto molto piacere vedere che i ragazzi che ci seguono da tempo non sono rimasti delusi da questo lavoro. In Danimarca abbiamo vinto un Grammy per questo album quindi vuol dire che è piaciuto.

Girli : Sul serio? Grandiosi! Qua in Italia è veramente difficile che una band italiana riceva un’onorificenza del genere. Puoi trovare nelle riviste che seguono il settore articoli su delle bands del passato che hanno fatto crescere la scena italiana, che sono seguite anche fuori dall’Italia; oppure che vengono omaggiate per il fatto che nel periodo in cui sono nate non avevano avuto il giusto seguito e  che ora sono di nuovo in attività perché i nuovi metal kids le supportano.
Tutto ciò è grandioso ma è difficile che una nuova band riceva un riconoscimento del genere qua in Italia. Abbiamo molte band che ricevono più supporto all’estero che qua in Italia.

Joller : La situazione in Danimarca è molto positiva. L’industria musicale è molto aperta allo        Heavy Metal e quindi non ci sono problemi di supporto per le nuove bands. Abbiamo pieno appoggio sia dalla stampa specializzata e non, anche per i concerti. Anche la gente è molto open mind. C’è anche molta collaborazione tra le band.

Girli : E’ una mentalità tipica del Nord Europa. Siete sicuramente molto più open mind rispetto all’Italia. Qui hai il supporto solo da parte di chi ascolta Heavy; il resto della gente è poco open mind. Quindi anche i posti dove suonare non sono molti a livello regionale. Per fortuna pochi ma buoni.

Pepe : Vi posso dire una cosa però. Non prendetela come una frase detta per l’occasione. Il pubblico che preferisco è quello italiano. Siete veramente pazzi. Non voglio dire che il resto degli europei è freddo però gli italiani hanno una marcia in più. Siete veramente cool. Ogni volta che suono in Italia vedere la gente che fa Stage diving o Body surfing mi da una carica che mi ci butterei anch’io. Grandiosi.

Girli : Grazie mille Pepe! Bellissime parole!
Torniamo a noi. Parlando dei vostri album, qual è il tuo preferito?

Pepe : Mmmh… Bella domanda…

Girli : So che non è una domanda semplice perché ogni nuovo album è una nuova creatura e quindi si cerca di fare ogni volta il meglio.

Pepe : E’ proprio così. Comunque se devo darti una risposta così al primo acchito credo ‘Ballet Of The Brute’, è un album molto brutale, le canzoni viaggiano velocissime e sono scariche di pura adrenalina.

Girli : Parlando ora del vostro modo di comporre. Possiamo dire che tu sei il songwriter della band. Credi che cambierà il tuo modo di lavorare con i nuovi elementi o sarà simile al passato?

Pepe : Credo che lavoreremo come sempre. Premetto che abbiamo tutti quanti voglia di spaccare il culo con la nostra musica e che quindi non vediamo l’ora di portare qualcosa di nuovo ai nostri fans. Abbiamo tutti quanti voglia di fare un nuovo album.
Comunque ti posso dire che solitamente io butto giù le linee di chitarra, qualche volta assieme a Jacob (Nyholm …) , poi proviamo insieme chitarra e batteria ed alla fine ci aggiungiamo il resto. Solitamente la prima parte della canzone nasce da chitarra e batteria.

Girli : Da quanto tempo suoni?

Pepe : Avevo undici anni quando ho incominciato a suonare. Ho preso delle lezioni ma non ho mai amato studiare. Ho preferito specializzarmi da solo suonando per i fatti miei .

Girli : Parlando di quello che ascolti quali sono i tuoi gruppi preferiti tra le nuove cose?

Pepe : Mmmmh… Io ascolto molto metal ma anche altro. Ultimamente sono molto preso dai Muse. Sono grandiosi. Hanno delle belle chitarre, dei bei arrangiamenti. Il loro ultimo album è eccezionale.

Joller: Io amo molto il metal di stampo americano. Hanno gruppi molto potenti sia in ambito Death Metal, Thrash Metal ed anche Hard Core.

Girli : E parlando dei gruppi italiani?

Pepe : Oltre ai già citati Slowmotion Apocalypse ci piacciono molto gli Stigma, con i quali siamo anche molto amici, ed a me personalmente piacciono moltissimo i Sadist, il loro album ‘Tribe’ all’epoca era veramente innovativo e devastante allo stesso tempo, mi aveva lasciato a bocca aperta.

Girli : Parlando di te come musicista qual è il chitarrista che ti ha spinto ad imbracciare la chitarra?

Pepe : Sicuramente Steve Clark dei Def Leppard. Pace all’anima sua. Sapeva essere pesante e melodico allo stesso tempo. Non era supertecnico ma aveva un feeling eccezionale. Quando l’ho ascoltato per la prima volta ho pensato subito di iniziare a suonare. Poi ti cito anche Dave Mustaine, Joe Satriani, Steve Vai ed altri ma sicuramente nel mio cuore resterà Steve Clark.

Girli : Ultima domanda e poi siete liberi. Caro Joller, e per te qualche cantane?

Joller: Per il mio modo di cantare ti posso dire che mi sono ispirato a Jacob ma mai avrei pensato di prendere il suo posto.

Girli : Credi di avere una grossa responsabilità?

Joller: Sicuramente all’inizio ero un po’ timoroso ma quello che faccio è essere me stesso e non cercare di essere Jacob 2 ma Joller. Pensa che mi hanno fatto fare il primo show con loro dopo due settimane che ero entrato nella band. Ero quasi terrorizzato.

Girli : Ok. Ora vi lasciamo andare che dovrete andare a prepararvi. Grazie di averci concesso il vostro tempo ed in bocca al lupo per tutto.

Pepe: Grazie a voi e ci vediamo dopo. Vi voglio vedere fare casino.    

Girli : Grazie mille. A presto.

E detto questo ci buttiamo in sala e per qualche ora ci permettiamo di dimenticare la nebbia. Nostra compagna nel viaggio di ritorno.