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Intervista Eba Art
Scritto da Stefano   
Mercoledì 04 Aprile 2012 21:18





Ci sono momenti nell'attività di recensore e di scribacchino del metal, in cui bisogna fare un salto nel vuoto, andare a parlare con ragazzi/ragazze che emergono dalla massa (in cui vivono e sopravvivono tantissime persone, ma ben pochi artisti) e cercare di sondare aspetti di arti gemelle (fotografia, pittura e via dicendo) e provare a vedere come queste si intersecano con l'esperienza musicale.
TMI ha avuto il piacere di parlare con Diletta della EBA Art, il cui lavoro mischia fortissime sensazioni musicali alla tela digitale della fotomanipolazione e della creazione artistica. Ecco il resoconto dell'intervista.

1. Ciao Diletta. Prima di tutto, benvenuta su TheMurderInn e grazie per l'intervista. Come webzine dedicata alla musica estrema non siamo soliti dare spazio ad artisti di altri campi (foto etc) nelle interviste, ma facciamo un'eccezione. Per rompere il ghiaccio presentati ai nostri lettori.
Ciao e grazie a te per l'opportunità.
E' sempre difficile presentarsi e descriversi in poche righe: mi limiterò a dire che mi chiamo Diletta, sono nata 26 anni fa, e coltivo la passione per l'Arte, la Musica, il Cinema e la Letteratura.
Ho studiato Pittura e Grafica all'Accademia di Belle Arti de L'Aquila; adoro dipingere, disegnare, fotografare e creare fotomanipolazioni al computer.
Nel 2006 decido di mettere a servizio della scena metal underground i miei lavori artistici: nasce Ereshkigal Black Art, nome sostituito in seguito con l'acronimo EBA, più semplice e diretto.
Negli ultimi 6 anni ho collaborato con diverse band italiane per loghi, artwork, flyer, foto live ecc... se volete potete trovare i miei lavori su www.facebook.com/dilefa
2. Solitamente le interviste agli artisti nel campo dell'arte grafica/visuale partono con domande profondissime come "cos'è l'arte per te". A me non interessa, mi piacerebbe invece sapere: cos'è per te la realtà?
La realtà per me è una fonte continua e inesauribile di scoperte, insegnamenti, ispirazioni.
Una città, uno splendido paesaggio, il mare, gli amici, la musica, un buon libro, un film, sapori, odori, affetti, delusioni, amore, odio: tutto ciò che è tangibile e non, positivo o negativo, influenza tantissimo il mio modo di essere e di vivere.
Presto sempre molta attenzione a ciò che ho intorno: se non fosse così non riuscirei a creare, a crescere e ad evolvermi.
3. Prendendo spunto dalla domanda precedente, quanto influenza la realtà circostante il tuo approccio all'arte? In altri termini, in che modo l'esterno porta a modificare il tuo concetto di rappresentazione grafica.
Come già anticipato la realtà è fondamentale per il mio iter personale e artistico.
La vista di un tramonto sul mare, sentire determinati profumi, essere circondata da persone che mi vogliono bene mi porta a fotografare e/o creare determinate cose, personalmente piacevoli, “calme”, e a usare, ad esempio, colori caldi o poche texture nelle fotomanipolazioni.
Delusione, rabbia, degrado ambientale, fabbriche abbandonate, un certo tipo di musica, mi portano invece ad usare colori freddi, scuri, textures sovrapposte che creano un effetto “caotico”.
Credo sia inevitabile per chiunque: anche per chi compone musica.
Ad esempio un periodo negativo porta a creare melodie struggenti, sofferte, malinconiche.
Al contrario, un'esperienza positiva porta a comporre musica più allegra, tranquilla, rillasante.
4. Come artista dedita anche alla creazione/elaborazione/manipolazione di artwork per le band estreme, quanto pieghi la realtà ai comandi del commitente? O cerchi in ogni caso di mantenere un approccio libero e indipendente?
Quando lavoro per le band cerco di fare sempre un lavoro al 50%.
Mi spiego meglio: ciò che creo deve rispecchiare il cliente, la musica e, eventualmente, anche il concept che c'è dietro un album.
Dev'essere un'immagine che rappresenti bene il gruppo; allo stesso tempo deve rappresentare anche me, il mio “stile” e il mio modo di concepire la loro proposta musicale.
Entrambe le cose vanno a braccetto, l'una non esclude l'altra.
Poi ovviamente ci sono eccezioni: mi è capitato di lavorare con band che mi lasciavano carta bianca, o con altri che avevano già in mente tutto il lavoro e le idee ben chiare su cosa volevano.
Diciamo che in generale preferisco l'incontro a metà strada: discutere con il gruppo, buttare insieme delle idee e poi trovare un compromesso che soddisfi pienamente entrambi.
5. Tutti i grafici hanno dei punti di riferimento nel proprio lavoro, i tuoi dove si possono riscontrare? Quanto sottilmente rientrano all'interno dei tratti grafici delle tue opere o pensi di esserti affrancata abbastanza dai tuoi modelli originari?
Dalì, Man Ray, Burri, Pollock, Witkin, Giger o i più contemporanei Seth Siro Anton, Alessandro Bavari, Travis Smith, David Ho, sono i miei punti di riferimento, giusto per citarne alcuni.
Tutti loro hanno influito, in un modo o nell'altro, nella creazione del mio stile personale, anche se quest'ultimo è un parolone visto che sto ancora lavorando nella realizzazione di qualcosa che sia veramente personale e distinguibile.
Ci sono tanti artisti “minori”, poco conosciuti, nel web che quotidianemente mi ispirano e, indirettamente, influenzano ciò che faccio. Sono continuamente e perennemente assetata d'Arte e di nuovi stimoli.
6. Le discipline grafiche hanno possibilità di sviluppo enorme. Tu in quale ambito stai cercando consacrazione e cosa intendi raggiungere? Inoltre, cosa importante, come ogni musicista/scrittore... c'è sempre un traguardo che si cerca di raggiungere, un limite da superare, qual'è la tua Balena Bianca?
Avendo studiato Grafica e Progettazione Multimediale ho avuto modo di avvicinarmi a varie discipline : dal 3D all'animazione in flash, dal video editing all'incisione calcografica, dalla fotografia digitale all'illustrazione.
Personalmente preferisco la fotomanipolazione: fotografare soggetti differenti e assemblarli tra loro creando un'unica immagine, spesso estranea a ciò che è comunemente definito Reale. Ma non disdegno tutto il resto, anzi, sperimento sempre varie forme d'espressione perchè trovo limitativo soffermarsi e affossarsi solo su un'unica “tecnica”. Poi ovviamente questo è un parere del tutto soggettivo: ognuno trova la sua strada.
Per quanto riguarda il traguardo e la “balena bianca”: il mio scopo è cercare di migliorarmi sempre di più tecnicamente e fare dei lavori che possano soddisfarmi al 100%. E anche nel momento in cui penserò di aver raggiunto quella che – attualmente – è la mia concezione di “perfezione”, mi troverò davanti altri stimoli e altre mete da raggiungere.
Mai fermarsi o pensare di essere “arrivati”.
7. Torniamo a parlare di rapporto fra arte grafica e musica. Come mai hai scelto di avventurarti nel complesso mondo della grafica del metal estremo? Cosa ha scatenato questa passione?
Qualche anno fa dei miei amici mi avevano chiesto di utilizzare delle mie foto per un loro progetto musicale. Da là si è accesa la lampadina: perchè non unire la mia passione per l'Arte con quella per la Musica? Così ho iniziato a creare fotomanipolazioni per cover di album, loghi e locandine per eventi.
Ovviamente, avendo iniziato da autodidatta, ammetto che i miei primi lavori erano poco più che discreti... e tutt'ora, per i miei gusti, non sono ancora il massimo.
Ma sto lavorando per migliorarmi e, perchè no, cercare di emergere dall'underground.
Mi piacerebbe, un domani, che questa passione diventi un vero e proprio lavoro: la gavetta e la strada da fare è lunga! :)


8. Con che artisti hai collaborato? Quali sono i progetti attualmente in atto e quelli che svilupperai nel futuro prossimo?
Come già detto in apertura ho collaborato con varie band dell'underground italiano.
Per quanto riguarda la maggior parte delle locandine e delle foto live collaboro da tempo con Skeptic Agency e Frantic Factory: “creature” nate dalle menti di alcuni ragazzi di Pescara che si occupano dell'organizzazione di eventi live rock e metal in zona (e devo dire che fanno un ottimo lavoro!).
Mi sono occupata della realizzazione di artwork per gli album di Infernal Angels, SBS, Vitales Exsequiae, Over Dead in Over, Dead Summer Society, Azrath 11, Negatron, Interceptor e sto ultimando le grafiche per i Neka e Perpetual Degradation.
Più altri nomi per i loghi, locandine, foto e fotomanipolazioni.
Invece per le collaborazioni prettamente artistiche: ho fatto delle esposizioni collettive con artisti del mio paese, una collettiva a Torino con Irene Gittarelli e Gloria Soverini (vi consiglio di tenere d'occhio queste due artiste) e c'è in progetto di farne una anche con Valentina GELSO Mangieri e Giorgia Napolitano, conosciuta come Blekotakra nel web; anche loro sono delle ragazze veramente talentuose!
9. Quanto è difficile emergere in un ambiente sovraffollato come quello in cui ti muovi? Quali sono i pregi e le critiche che puoi muovere in base alla tua esperienza? Secondo me ci sono tantissimi che cercano di spacciarsi per artisti, ma il massimo che riescono a fare è cambiare qualche minuzia e non forniscono niente di personale e, perciò, rischioso per loro.
Oggi viviamo nell'era del “tutti hanno una reflex” e del photoshop. Tanti si spacciano per artisti, fotografi, grafici, e poi non hanno neanche una minima base tecnica ed estetica: tonalità/saturazione, luminosità/contrasto, effetto seppia, bagliore diffuso a iosa e pensano di aver creato delle opere d'arte. A me sinceramente poco importa,sono perfettamente consapevole di essere nella mediocrità: ho fatto passi da gigante rispetto a qualche anno fa, ma sono conscia di doverne fare ancora tanti altri.
Emergere o meno: il pubblico non è stupido.
Se crei delle cose originali, personali e “geniali” emergi subito, perchè il tuo prodotto è ad alti livelli e questo la gente lo nota; se non sai creare nulla di particolare resterai sempre nell'anonimato. E questo è nell'arte, nella musica, ovunque.
Io cerco, nel mio piccolo, di emergere in questo mare dove tutti si credono artisti.
Se non dovessi riuscirci, mi sono comunque divertita a creare... e questo è l'importante.

10. Cosa rispondi se ti dico: ma possiamo realmente considerare arte la fotomanipolazione e tutte le grafiche create su computer? Come puoi capire è una domanda provocatoria, in quanto i tempi moderni necessariamente portano ad uno sviluppo delle tecniche artistiche facendo si che il supporto digitale diventi la proverbiale tela dove "dipingere" la propria opera. Cosa ne pensi? A te la parola.
Non sono d'accordo sulla frase “ i tempi moderni necessariamente portano”. E' vero che ognuno è figlio del suo tempo e che ogni cosa creata in un determinato periodo ne rispecchia tutte le carattersitiche, però io credo che ogni nuova scoperta più che NECESSARIA debba essere MEZZO per potersi esprimere.
Io stessa, pur usando in dosi massicce il digitale, continuo ancora a dipingere su tela e a disegnare su carta. Come detto in precedenza, ognuno trova la sua strada.
Non bisogna PER FORZA avvalersi del digitale per fare Arte; anche se è innegabile che l'arte digitale abbia aperto le porte a nuove e innumerevoli forme di espressione che io adoro.
Molti sono scettici sul valore artistico della grafica: per me è Arte pura! Basti vedere tanti disegni digitali, fotomanipolazioni, creazioni in 3d, animazioni, per rendersi conto di quante cose meravigliose si possano creare con il computer.
11. Una domanda che esula dalla grafica. Cosa ascolti? Qual'è il tuo background musicale?
Ascolto prevalentemente metal, sopratutto estremo, ma anche stoner, sludge, doom, neo folk, industrial, martial ambient, tribale, post-rock, new wave-dark, elettronica, synth pop, hard rock-glam... la lista sarebbe kilometrica perchè, a parte qualche genere che proprio non sopporto, non ho nessun tipo di paraocchi.
12. In base alla risposta precedente: quanto questo background ha influenzato il tuo modo di concepire la grafica? Ne è strettamente connesso o riesci a scindere questi aspetti rendendo sterile da influenze il tuo lavoro?
Non riuscirei mai a scindere le due cose.
La musica è una costante della mia vita; scandisce ogni secondo della mia giornata.
Spesso è proprio una melodia, un testo di una canzone, che ispirano i miei lavori.
Ovviamente, come per il discorso della Realtà, ogni genere musicale mi ispira visioni diverse in base alle sensazioni  che mi provoca.
Ho un rapporto viscerale con la Musica: ciò che ascolto diventa emozione e quella emozione si traduce nelle fotomanipolazioni che creo.
13. Siamo quasi alla fine dell'intervista, sperando di non averti annoiata troppo. Dove è diretta l'arte? Alla fine ci siamo arrivati, ma, come  vedi, prima siamo passati ad analizzare altri aspetti, fornendo una background più profondo alla presente domanda.
Bella domanda. Non saprei dov'è diretta: fino ad un paio di secoli fa nessuno avrebbe mai immaginato che persone come Daguerre o Nadar avrebbero dato il via alla Fotografia; o che la pittura potesse andare oltre la semplice tela e colori ad olio; idem per il cinema o la musica moderna.
L'Arte è in continua evoluzione come il genere umano e va di pari passo con le sue scoperte.
E mai come in quest'Era Essa è più viva e vibrante che mai.
Sicuramente non cesserà di esistere. E' Fondamentale per l'essere umano perchè è rappresentazione, sogno, sfogo e liberazione.

14. L'intervista è finita Diletta. Grazie mille per la gentilezza e la disponibilità. Hai uno spazio tutto tuo dove poter esprimere un pensiero sull'arte, musica o qualsiasi cosa (a parte il Grande Fratello o L'Isola dei Famosi, nel qual caso la risposta verrà censurata eheh).
Sarò magnanima: dopo tutto sto papiro meglio che non dica più nulla ahahahhaha
Scherzi a parte, innanzitutto ringrazio te/voi per lo spazio concessomi e per la piacevole intervista, poi, posso solo dire che l'arte e la musica sono creazioni personali e soggettive.
Condivisibili o meno da persone che possono avere o no lo stesso “sentire” di chi crea una determinata opera artistica, che sia essa musica, foto, disegno, quadro, racconto, film...
Non concepisco assolutamente il discorso della “concorrenza” e del voler primeggiare l'uno sull'altro o, peggio, non capisco perchè bisogna per forza parlare male di un “avversario”, come se l'arte sia una gara a chi arriva prima.
Vi piace ciò che fa una persona o un gruppo musicale? Bene, supportatelo.
Non vi piace? Fatevi i fatti vostri: sicuramente a qualcun'altro piacerà e voi non siete nessuno per poter dire “siamo i migliori”.
Purtroppo questo comportamento è molto diffuso in Italia, sopratutto tra i gruppi musicali o gli artisti “emergenti”. Con questo atteggiamento non si va da nessuna parte: pensate a fare il vostro, a creare ciò che vi piace e ciò che vi fa stare bene. Se avete talento non tarderete ad emergere, ma buttare fango sugli altri non vi aiuterà di certo a rendervi migliori.
Ultimo aggiornamento Giovedì 05 Aprile 2012 07:32