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Heineken Jamming Festival 2002
Scritto da Ezio   
Sabato 21 Settembre 2002 12:33

Heineken Jamming Festival 2002

Imola

15-16 giugno 2002

 

Sveglia ore 6.15, colazione, raccatto borse panini e una 20 di litri in beveraggi vari, ok si parte!
Destinazione Imola, Heineken Jammin Festival, il che quest´ anno significava una cosa sola: Iron Maiden!! Era dalla tenera età di 10 anni (da quando cioè feci il mio primo acquisto musicale, "Killers" in formato audiocassetta, acquisto che mi segnò per la vita) che aspettavo questo momento, essendo riuscito a vederli un´unica volta con quel disgraziato di Blaze Bailey al microfono. Districandoci tra code di gitanti balenari arriviamo in quel di Imola per le 9 circa, per scoprire che già una folta massa di persone si stava radunando e i cancelli - che in teoria dovevano essere aperti alle 11 - erano stati sfondati già alle 8... cade così ogni nostra speranza di conquistare l agognato braccialetto che consente l´ingresso nella fascia davanti al palco... e vabbè, troviamo un posto più che decente davanti al mixer e là ci sistemiamo sopra il telo gentilmente fornito dall´organizzazione - oggetto che acquisterà uno status di culto col passare delle ore e il conseguente raggiungimento di una temperatura ridicola del suolo, dato che non c´era erba per terra, ma solo minaccioso asfalto pronto a trasformare l´intero
circuito in una graticola umana - preparandoci ad affrontare le lunghe ore di attesa prima della comparsa dei nostri beniamini.
Il via alle danze lo danno i Domine, alfieri del power metal made in Italy: già sapete, cori epici, voci bianche, assoli tamarri, noia e ripetitività oltre ogni dire. Puah!
Secondi i Vision Divine, idem come sopra con fastidiose aggiunte tecnico-prog, un´agonia infinita. Il pubblico pare apprezzare comunque, mah. Intanto gli idranti e l´instabile baracchino che qualcuno chiama "doccia" contribuiscono a renderci l´esistenza più facile e per qualche breve istante non sembra più di stare nella savana.

Ora sul palco il primo gruppo della giornata degno di questo nome, i Lacuna Coil: che dire, belle canzoni, grande grinta, un po´ di incitazioni tamarre che ci stanno sempre e headbanging nei momenti giusti. Questo è metal, altro che cavalieridraghispadonimaghiassoliintappingacutistrizzapalle.
Poi... poi... ah, sì, Murderdolls. Arrivano, cominciano, cominciano a volare bottiglie, continuano, il lancio di bottiglie si intensifica, finiscono (tagliando 6 o 7 canzoni, pare), i defenders sono contenti. Anche oggi l´onore del Vero Metal è salvo. Loro suonavano come un incrocio tra Motley Crue e Misfits con un´estetica alla Marylin Manson - questa sì censurabile - non erano affatto male ma i guerrieri della Purezza hanno deciso di tacitarli. Forse perché ci suona il batterista degli Slipknot, che fanno schifo d´accordo, ma sono tutta un'altra cosa. Boh.
Lo spazio sotto il palco comincia a essere sempre meno, manca ormai poco agli attesi headliner della serata e anche il sole cala dando finalmente tregua ai nostri assolati corpicini, benché il caldo rimanga a livelli decisamente fastidiosi.
Cradle of filth! Partivo prevenuto, lo ammetto: su disco mi annoiano dopo un paio di pezzi e mi era stato riferito che dal vivo non fossero poi questo granchè. Diciamo subito che a loro sfavore giocava la luce (molti degli effetti scenici, come il fumo, sono stati vanificati in questo modo, e inoltre il buio mi pare più appropriato alla loro estetica) e la grandezza del
posto, che faceva perdere di intensità allo show in generale; tuttavia mi sono piaciuti abbastanza, hanno suonato bene - contrariamente a quanto mi era stato detto da molti - e si sono pure sopportati il continuo lancio di bottiglie
(molto meno che coi Murderdolls, per la verità) e i cori "Maiden, Maiden!" alla fine di ogni pezzo, il che mi ha subito fatto parteggiare per loro; purtroppo, molta gente pare sia arrivata al concerto con la scatola cranica vuota, che volete, faceva caldo, i pesi eccessivi meglio lasciarli a casa. Ultimo pezzo "The forest whispers my name", che ha sempre il suo fascino - anche se il black metal è un´altra cosa, val la pena di ricordarlo a tutti quelli che erano lì per i Cradle e si atteggiavano a cattivissimi coi pantaloni in pelle aderenti e si liquefacevano in silenzio in un angolo, se aveste un´attitudine veramente
black ve ne sareste stati a casa in un bosco ad ascoltare i Darkthrone, altro
che in mezzo a 40.000 persone.

E ora... il miglior gruppo di tutti i tempi. Iron Maiden, siori e siore.
La scaletta andatevela a cercare su Internet, tanto è uguale in tutte le date, dico solo che hanno aperto con "The number of the beast" e ci hanno fatto piangere con "Revelations" (quanti anni??!), poi solita sfilza di classici, del periodo Blaze solo "The Clansman" che comunque rende benone dal vivo; sul palco, Bruce forsennato come non mai, gli altri un po´ più calmi ma comunque prestazione ineccepibile, peccato solo che il sig. Dickinson si sia dilungato un po´ troppo nei discorsi tra un pezzo e l´altro: ok, siamo felici di sapere che potremo bootlegare questo concerto e scaricarlo da Internet ecc. ecc., però saremmo stati ancora più contenti se aveste suonato "2 minutes ti midnight", inspiegabilmente tagliata via, pare per limiti di tempo... Beh comunque gran concerto, come ci si poteva aspettare d´altronde. Se solo i defenders capissero la distanza ABISSALE che separa gruppi come questo (che hanno fatto la storia del metal e che possono permettersi di non suonare più tanto "moderni") dagli inutili replicanti tronfi e pacchiani di cui la scena italiana è piena, staremmo tutti meglio.