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29.12.2014
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Intervista Amethista
Scritto da BloodyMarha   
Martedì 30 Novembre 2010 15:23

Intervista Amethista

amethista

 

Lei è è una delle metal queen italiane più estreme, vanta una voce da usignolo, ma grida come un'indemoniata. In veste di front-woman dei black-symphonic metallers Amethista, Aeretica, insieme al bassista della band, Frater Alchemoth Katharian, ci parlano della loro ultima fatica. Fra travagli, misteri ed una rassicurazione:"siamo vivi".


BloodyMarha: Ciao ragazzi, grazie per aver accettato di sottoporvi alle mie domande… inizierei subito chiedendovi di spiegare, a quelle persone che ancora non vi conoscono, chi sono gli AmethistA e cosa fanno.

AEretica: Il primo embrione degli Amethista è nato nel 2003 da un’idea mia e del nostro ex-tastierista. In realtà, verso la fine degli anni ’90 io e Frater Alchemoth Katharian avevamo già fondato un gruppo col medesimo stile Black Metal sinfonico, i “Rangda”, inciso un full album che all’epoca non aveva riscosso troppo successo (forse a causa di una mancata promozione!), ed una volta scioltasi la formazione, ci eravamo tenuti in contatto con l’intento sempre valido di “ricominciare”, prima o poi. Questa, per noi, è sempre stata una vera e propria passione, si può dire, nonostante i nostri trascorsi più gothic, mai dimenticata, e la riunione di una prima line-up ci ha portati nuovamente in scena sotto il nome di “Amethista”.

BloodyMarha: Sicuramente chi vi conosce avrà notato che c’è stato un notevole cambio di line-up, potete dirci come mai e soprattutto come vi state trovando con i nuovi membri?

Frater Alchemoth Katharian: Le motivazioni sono di varia natura, e, come spesso accade, non sempre riguardano la sfera musicale. Quella che, almeno all'inizio, sembrava una macchina ben rodata e perfettamente oliata, ha iniziato, col tempo, a perdere colpi: incompatibilità caratteriali, problemi personali, priorità diverse e scarso coinvolgimento hanno stravolto più volte l'assetto della formazione. Senza scendere nei particolari, che preferisco lasciare alla sfera personale del gruppo, non sono mancati attriti e momenti carichi di tensione che hanno inevitabilmente messo a repentaglio la stabilità della band. Ora, fortunatamente, la situazione sembra in via di normalizzazione. Mai nessuno, ci tengo a precisarlo, è stato allontanato dagli AmethistA: ogni musicista che ha deciso di lasciare il gruppo l'ha fatto di sua spontanea volontà o a seguito di una discussione comunitaria. Shen (batteria, nda), che si è unito alla band nell'estate di quest'anno, è, se ci passi il termine calcistico, il nostro ultimo acquisto. Conosce gli AmethistA da alcuni anni ed è sempre stato un nostro estimatore. Quando ci siamo separati da Kheme, il nostro precedente batterista, ci è sembrata, quella di Shen, una scelta obbligata. I presupposti lasciano ben sperare per il futuro. Per il  momento, teniamo le dita incrociate!

BloodyMarha: Ed ora iniziamo finalmente a parlare di “GrimOrion”, ovvero il vostro secondo full-lenght. Un disco che ha avuto un difficile travaglio, e nonostante sia targato 2009, sul mercato italiano arriva con un anno di ritardo. Come mai, cosa è successo?

Frater Alchemoth Katharian: Non posso negarlo: la gestazione  di GrimOrion è stata lunga e travagliata! Il motivo di tale ritardo è dipeso da diversi fattori: in primo luogo i tempi di registrazioni, ben più dilatati che in passato; Realitale, infatti, è stato inciso, missato e masterizzato tra il settembre e l'ottobre del 2005, mentre la registrazione di GrimOrion ha richiesto più sessioni diluite nell'arco di diversi mesi. E' stato necessario sia per dedicare più tempo alla cura dei particolari, sia per venire incontro alle esigenze del gruppo, i cui membri, a volte, non potevano essere costantemente presenti. A partire dall'estate del 2008, poi, abbiamo dovuto affrontare numerosi cambi di formazione che hanno inevitabilmente congelato i nostri progetti. Infine, le difficoltà incontrate sul versante discografico ci hanno tenuti bloccati per oltre un anno, obbligandoci a rimandare continuamente la pubblicazione. La disonestà e la scorrettezza di taluni personaggi (ogni riferimento ad un'etichetta transalpina è assolutamente voluto!) ha ritardato notevolmente  la pubblicazione dell'album, a cui ha dovuto provvedere il gruppo stesso (potrà sembrare un paradosso, ma è così). Non è nel mio stile fare certe affermazioni, ma mi auguro possano spendersi il nostro denaro in medicine.

BloodyMarha: Parlando sempre di “GrimOrion”, cosa c’è dietro? O meglio, è un concept? O forse nasconde interessanti segreti legati proprio alla vostra Augusta Taurinorum?

AEretica: In realtà GrimOrion vuol solo essere la naturale prosecuzione di Realitale e degli argomenti illustrati in generale dagli Amethista, con la sola differenza che su GrimOrion vengono trattati temi più impegnativi. Solo nel trittico denominato “Teogonia” mi sono voluta cimentare nella somma descrizione (che comunque, essendo materia ineffabile, risulta sempre vaga) della nascita dell’Essere dall’inerte e delle vicende che ne susseguono, collegando inscindibilmente in un unico scritto ciò che sull’album risulta ripartito in tre brani differenti, tuttavia, considero troppo restrittivo l’essere legati ad un concept e credo che non lo proporrò mai.

BloodyMarha: A proposito di “Augusta Taurinorum”, come mai avete deciso di aggiungere un guest star nella versione editata?

AEretica: Difficile rispondere poiché in realtà si è trattato di un fatto del tutto spontaneo! Molto semplicemente Flegias era a casa mia per una cena quando, tra un bicchiere e l’altro, (e dopo molti!), l’ho reso parte di un’anteprima di “Augusta Taurinorum.”. Gli è subito piaciuta, ed abbiamo deciso al momento d’intraprendere insieme questa piccola avventura musicale. Tutto qua!

BloodyMarha: La trilogia (o almeno anche nella recensione l’ho indicata con questi termini perciò, correggetemi se sbaglio) di “Teogonia”, è un esempio lampante, di come la musica degli AmethistA, riesca a passare da momenti di pura armonia (sfiorando anche la ballata) a brutali ritmi più convenzionali al vostro genere. Avere la possibilità di suonare/ cantare esprimendo un reale stato d’animo attraverso un suono è mera fantascienza nell’odierno metal che sembra proiettato verso la logica del rumore cazzuto?

Frater Alchemoth Katharian: Mera fantascienza? E' pura realtà, direi! Non è facile, tuttavia, toccare l'animo della gente: comunicare attraverso la musica è, credo, una dote quasi innata. Alcuni, forse, riescono ad apprenderla e ad affinarla col tempo, per altri, invece, rimane un miraggio lontano. Naturalmente, molto dipende dalle persone che ti affiancano durante la composizione e dall'affiatamento che ti unisce a loro: ogni musicista, sia egli un compositore o un semplice esecutore, dà un tocco particolare alla musica che interpreta, e in questo processo è condizionato non solo dallo stato d'animo che sta attraversando in quel preciso momento ma anche dal legame, artistico ed umano, che lo unisce al resto del gruppo. Il nostro stile è il risultato di sonorità ed influenze differenti, e, quindi, può offrire qualche possibilità in più sul piano emozionale. Ho ragione di credere, tuttavia, che anche i suoni più grezzi e poco arrangiati, oppure la brutalità tout-court, possano trasmettere emozioni vere, esprimere stati d'animo genuini e sinceri se eseguiti con convinzione e reale coinvolgimento emotivo. Dei i miei gruppi preferiti, ad esempio, alcuni rientrano proprio nelle categorie di cui sopra. L'emozionalità, quindi, trascende lo stile e l'impostazione musicale.

BloodyMarha: Aeretica tu sei una delle donne del panorama underground italiano (e probabilmente potrei ampliare anche il raggio) a poter vantare una voce straordinaria. Passi con facilità dal cantato lirico allo screaming più violento. Hai avuto un background teorico o sei soltanto estremamente fortunata??? E soprattutto a quelle ragazze metallare che si cimentano nelle difficili arti del cantato lirico e dello screaming/growl, cosa consigli?

AEretica: Beh, innanzitutto ti ringrazio molto per i complimenti, magari tutti la pensassero cosi!, ma data la domanda mi tocca confessare che in realtà lezioni di canto non ne ho mai prese. So che molte persone spendono larga parte del proprio tempo a cercare d’impostare la propria voce nel miglior modo possibile, ma quando si trovano di  fronte ad un microfono esitano: magari non sanno a che distanza tenerlo o come si crea un effetto di “sfumatura” in uscita, quanto e come debbano essere pronunciate vocali e consonanti di una parola, e così via..
Questo perché la sola teoria non dà il giusto risultato in un prodotto finito.
Tuttavia, negli ultimi anni, ben conscia di questa mia mancanza, ho voluto compattare la mia esperienza prendendo alcune lezioni di teoria e solfeggio.
Difficile riuscire a consigliare qualcosa alle “colleghe”.. tutto quello che posso dirvi è: mirate a fare molta pratica, sia in sede live che in studio!

BloodyMarha: E’ ormai una vita che sto bramando di farvi questa domanda e, molto banalmente, con le cuffie che sparano a palla la vostra versione di “Maniac”, vi chiedo, come vi è venuta in mente? Voglia di ironizzare (comunque ridendo e scherzando ha un bel groove…) o semplicemente una canzone come un’altra?

Frater Alchemoth Katharian: Misurarsi con un brano storico, peraltro agli antipodi, si è rivelata un'autentica sfida. All'inizio, non lo nego, ero un po' scettico, ma alla fine mi sono dovuto ricredere. Un nostro conoscente, tempo fa, ci suggerì di rivisitare un classico, un evergreen insomma, che decidemmo poi di includere nel singolo Augusta Taurinorum. La scelta ricadde sulla nota hit di Micheal Sembello, una decisione che, per quanto audace e rischiosa, si è rivelata vincente. Sarebbe stato più facile, che so, registrare un cavallo di battaglia dei Cradle Of Filth, dei Dimmu Borgir o, più in generale, di qualche heavy metal band famosa, ma sarebbe stato meno stimolante, non credi? Siamo riusciti a interpretare con la giusta dose di personalità un pezzo lontano dal nostro stile, ma senza stravolgerlo eccessivamente. Nonostante alcune palesi differenze rispetto alla versione originaria, rintracciabili soprattutto nel tessuto ritmico e nella scelta degli arrangiamenti, le melodie portanti sono riconoscibili sin dalle prime battute.

BloodyMarha: In questi anni, Aeretica sei stata voce (come nel caso del tributo ai Mortuary Drape) e penna (per il progetto di M The Bard, Skoll). Come hai vissuto queste collaborazioni? In futuro ce ne saranno altre?

AEretica: Guarda, ti faccio presente che nel primo caso si è trattata di una semplice cover registrata durante il mese di Gennaio 2009 allo scopo di partecipare ad una compilation tributo ai Mortuary Drape contenente 13 brani di questi ultimi reinterpretati da13 gruppi dell’underground italiano.. e purtroppo non ancora uscita!, mentre per Skoll, invece, si è trattata di una collaborazione a tutti gli effetti. Con M.the Bard ci siamo conosciuti sul palco del Black Celtic Summit, edizione 2005, ci siamo tenuti in contatto e pochi mesi dopo mi ha proposto la partecipazione al suo progetto (tuttavia sappi che non sono stata l’unica artista “esterna” a contribuire alla sua realizzazione!).
All’inizio mi ha consegnato un promo con le tracce base che avrebbero fatto parte dell’album “Misty Woods” chiedendomi di sceglierne una e di costruirne il testo e le linee vocali, così, dal momento che avevo sempre desiderato toccare l’ambiente delle leggende nordiche e l’impostazione di Amethista non mi aveva mai permesso di farlo, ho deciso finalmente di ricreare in “Mermaid’s Song” la visione della sirena, guida eterea ma presenza costante, e del suo marinaio umano: due figure legate dall’amore per l’oceano che è parte della Natura, ma destinate proprio da quest’ultima a non unirsi mai.
Abbiamo registrato tutto, armonizzazioni comprese, in un paio d’ore, e devo dire d’essere rimasta davvero soddisfatta del risultato.
Per rispondere all’ultima parte della tua domanda: sì, ci saranno altre collaborazioni, anzi, non vedo l’ora di entrare in studio ma al momento non posso ancora rivelare nulla. Sappi solo che sono in impaziente attesa!!

BloodyMarha: Cosa c’è nel futuro immediato degli AmethistA riguardo progetti, live dates etc.?

Frater Alchemoth Katharian: In questo periodo ci stiamo dedicando anima e corpo alla promozione  di GrimOrion, per il momento limitata al solo mercato italiano. Recensioni, interviste e concerti sono i nostri progetti più immediati. Dopo la mancata partecipazione al festival Augusta Taurinorum Assault, tenutosi a Torino lo scorso 12 novembre, contiamo di rifarci con nuove esibizioni nei primi mesi del 2011. Per il momento non è stato deciso ancora nulla, ma qualcosa bolle in pentola. Seguiranno, più avanti, nuove photo-sessions, un restyling del sito ufficiale, e, soprattutto, la preparazione di nuovi brani, alcuni dei quali già abbozzati.

BloodyMarha: Per la centesima volta vi ringrazio per la vostra disponibilità, e lascio ovviamente le ultime parole a voi…

AEretica: Grazie a te e a The Murder Inn per lo spazio concesso agli Amethista: non smetterò
mai di assicurare tutti coloro che ci hanno sempre seguiti che, nonostante i periodi
di assenza dalla scena metal, gli AMETHISTA sono una realtà sempre viva ed attiva, e vi renderanno parte della loro magia ancora per molto, molto tempo.
State a vedere!

Ultimo aggiornamento Martedì 21 Dicembre 2010 12:42
 

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