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Recensione Valhall - Red Planet
Scritto da Stefano   
Domenica 25 Settembre 2011 22:07

Valhall - Red Planet (Housecore Records - 2009)

La prima volta che mi è arrivato in mano questo dischetto, l'ho guardato e mi sono messo a sorridere: ma dai, un progetto di Fenriz (si, quello dei Darkthrone!, anche se sotto pseudonimo Lee Bress) dal vago sapore seventies?! Che strano eh? Come se non avesse dichiarato ai quattro venti il suo amore per una certa stagione musicale.

L'ho messo nello stereo e mi sono cresciuti capelli, i jeans sono diventati a zampa d'elefante e ho incominciato a fumarmi il bong dell'amicizia. Questo solo per descrivervi il mood che si respira in questo concentrato fumante di seventies, psichedelia, stoner, hard-rock fumoso (Dead End - e vai di Hammond amico!) e liquido come solo gli anni 70 sapevano produrre. 
La voce sembra provenire da un'altra galassia (ma sa anche graffiare come Made in Iron, con acuti halfordiani pacchianamente vecchio stile), leggermente in secondo piano rispetto alla granulosità possente delle chitarre, i cui riff ipnotici e grassamente potenti si contorcono per lasciarci senza fiato e poi proseguono su quelle scale che tutti riconosciamo come Black Sabbath al 100% (StoneheadSuicidal Hippie). 
Questo Red Planet non è un disco prodotto nel nostro tempo con un vago sentore seventies, questo è realmente un disco profondamente anni 70 con produzione odierna (bella, carnosa, sporca, calda, avvincente). 
Quello che piace è la capacità di fare un disco aperto a svaghi completamente fuori dal senso compiuto di un classico LP "stoner": si senta per delucidazioni la stravagante divagazione jazzy dallo "spassoso" titolo Rohypnol, l'hard rock leggermente "sbarazzino" ma piacevolmente caldo e corposo di Mister Know-How; senza contare, ovviamente, quelle stranianti vibrazioni pseudo-funkeggianti che fuoriescono dalla cavalcata Phobia.
I Valhall sparano cartucce pesanti e rivestite di creatività e fra loro, i Witchcraft e la nuova "sensazione" Ghost, l'hard rock fumoso targato anni '70 sta riprendendo piede nella sua forma più spudorata.
Ma ridateci questa musica e tenetevi tutti quei pseudo-gruppi che pensano che tingersi i capelli sia "figo" e "cattivo". Io ne faccio a cambio, non so voi. 

VOTO: 8,5/10

WEBSITE: www.myspace.com/valhall1

LINEUP: 
Kennet Sorkness - basso
Lee Brass - batteria
K Robin Olsen - chitarre
Frank Wanberg - chitarre, tastiere
Ronnie Sorkness - voce

TRACKLIST:
Stonehead
Liberation
Suicidal Hippie
Easy Rider
Rohypnol
Mister Know-How
Dead End
Made in Iron
Gravedance
Phobia

Ultimo aggiornamento Domenica 25 Settembre 2011 22:11