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Recensione Allheluja - Pain Is The Game
Scritto da Stefano   
Giovedì 12 Agosto 2010 16:40

Allheluja - Pain Is The Game (Scarlet Records 2006)

 

Allheluja-PainIsTheGame

Gli italo-danesi Allhelluja ritornano, è il caso di dirlo, sul luogo del misfatto, uscendo, a distanza di pochissimo tempo dalla loro prima release, con un nuovissimo album chiamato "Pain is the game".
La copertina è di spessore, inutile negarlo. Il contenuto, invece, riprende le coordinate del primo disco (quell'Inferno Museum che aveva suscitato già discreto scalpore), pulendo però il suono, lisciandolo quanto basta. La mistura Entombed-Unida perde molto della componente Unida e acquisisce diversi nuovi elementi (si vedano, per la precisione, Motorhead, Unsane e altri).
Lo stile vocale di Jacob cambia rispetto alla prima uscita, limitando a poche volte l'incursione nel growl e puntando decisamente verso uno stile urlato (ma con un linea melodica) con tracce nette di "scream". Questo uniforma leggermente tutte le tracce, facendo venire meno quel sottile elemento di pericolosità ma aumentando la colata di cemento nelle orecchie dell'ascoltatore.
Menzione a tutto il gruppo, che crea un substrato alla voce di Jacob che è veramente interessante, con passaggi intensi (con ottime rasoiate della chitarra di Gajer e una sezione ritmica presente e pesante, nonchè protagonista in certi episodi).
Questo disco è un grido, non ci sono dubbi. Scritto dal batterista in seguito ad un fatto luttuoso (di cui non si hanno notizie, ma che si può intuire dalla canzone "Demons town"), l'album ne riflette perfettamente l'animo inquieto e sconvolto; tutte le canzoni pompano al massimo, rullando e schiacciando fino alla fine, compatte e monolitiche. La canzone più "tranquilla" è l'heavy-blues (un pò alla Unsane/Down) di Soul Man, in cui un rimando a Joe Cocker e un impianto massiccio convivono perfettamente. Bisogna affermare, con un leggero rammarico, che certi brani zoppicano leggermente (pur mantenendo caratura ed espressività) ma gli highlight del disco ci sono e sono più che soddisfacenti (la stessa Soul Man, Hey J, Superhero Motherfucker Superman, Are You Ready? (Ready for your massacre) e alcune altre).
I testi sono spesso basati su ripetizioni, sputando veleno, anche se l'impressione che si ha è più di una domanda che un insulto, contro Dio. Il tema dell'omicidio e del serial killer è comunque un tema ripreso anche in questo disco.
Ottimo lavoro al momento del missaggio da parte dello stesso Jacob Bredhal.

GIUDIZIO:
La seconda prova degli Allhelluja ha sancito due cose: la prima che la collaborazione italo-danese ha creato un nuovo disco intenso e molto godibile, la seconda è che il terzo disco dovrà riprendere le fila del discorso di questi due dischi, ma ampliando il tutto e donandogli maggiore profondità (rischio di altri 40 minuti di puro urlo e nient'altro).

7-/10

Website: www.allhelluja.com

Lineup:
Jacob Bredhal - vocals
Massimo Gajer - guitars
Roberto Gelli - bass
Stefano Longhi - drums

Tracklist:
1.
Are you ready? (Ready for your massacre)
2.
Superhero Motherfucker Superman
3.
Hey J
4.
I'm not the one
5.
Demons Town
6.
Soul Man
7.
Big Money, Sweet Money
8.
The Devil, Me, Myself and I
9.
Hell on heart
10.
The King of Pain
11.
Amen