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Recensione Black Label Society - Catacombs Of The Black Vatican
Scritto da Stefano   
Domenica 22 Giugno 2014 17:12

Black Label Society - Catacombs Of The Black Vatican (E1 Entertainment - 2014)


Padre Zakk, con il nuovo Catacombs Of The Black Vatican, è ritornato a far ululare la sua chitarra a quattro anni di distanza da Order of the Black (non tengo conto di The Song Remains Not The Same in quanto, a nuove canzoni registrate per l'occasione, vedeva nuovi arrangiamenti acustici di brani già editi). 
Se ad un primo ascolto può lasciare insoddisfatti, non si trovano le scudisciate elettriche possenti e veloci che soggiornavano in OFTB, un ascolto più accurato fa uscire un Zakk Wylde ispirato e più propenso ad indulgere nella componente melodica del suo repertorio. Cosa significa? Ci troviamo di fronte ad un nuovo Hangover Music Vol. VI? No, ma la strada intrappresa dal barbuto chitarrista è quella di sfruttare la sua chitarra per canzoni meno veloci e "metalliche" e speziare le partiture con maggiori infusioni di quella componente blues-southern che tutti gli riconoscono come propria. Queste parole non significano assolutamente che vi ritroverete ad ascoltare un disco dei Lynyrd Skynyrd in salsa metal, ma nel metal (e negli assoli funambolici - che, mio malgrado, per il 70% del tempo non mi esaltano...) della BLS c'è maggiore varietà. Arrangiamenti più briosi e struggenti.
Dove in OFTB la tensione elettrica veniva allentata in poche certificate occasioni, in questo COTBV ci sono più momenti da cappello da cowboy, spiga fra i denti, sole sulla faccia e portico bianco.
Zakk sembra aver capito che non è necessario far squittire la sua chitarra come un criceto incastrato nella ruota ogni 2x3 per ottenere un brano metal con i controcoglioni (vedasi Mafia, dove era quasi stressante il continuo uso dei pinch armonici), per fare una buona canzone ci vogliono le idee chiare e qua ce ne sono e vengono sparate sia con cartucce a punta cava (brani massicci, groovy e con l'afflato metal ben in evidenza) sia con colpi di fioretto (canzoni melodiche dove Wylde modula la voce e sembra di risentirlo ai tempi di Book of Shadows o i vecchissimi Pride & Glory). 
Nonostante questo, però, l'album non è sempre convincente. Non si riesce a trovare il piglio del fuoriclasse, ma (fortunatamente!!!) non si trova neanche il Zakk svogliato di Shot To Hell. Sembra un qualcosa di interlocutorio fra un buon disco possente come Order Of The Black ed il prossimo. 
Vorrei finire con una nota: con Catacombs of the Black Vatican stiamo parlando, comunque, di un artista che ha trovato una vena creativa rinnovata dopo alcuni tentennamenti artistici. Lo dico adesso, a mesi di distanza dall'uscita, e spero di non pentirmene rileggendo questa recensione fra un paio di settimane/mesi: è un buon disco, ma Zakk ci ha abituato a molto meglio.

 

Web: blacklabelsociety.com/home

Tracklist
1. Fields of Unforgiveness
2. My Dying Time
3. Believe
4. Angel of Mercy
5. Heart of Darkness
6. Beyond the Down
7. Scars
8. Damn the Flood
9. I’ve Gone Away
10. Empty Promises
11. Shades of Grey

Line Up
Zakk Wylde (Voce, Chitarra, Piano)
John “JD” DeServio (Basso, Cori)
Chad Szeliga (Batteria)

Ultimo aggiornamento Giovedì 03 Luglio 2014 12:29