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Recensione Scour - s/t (2016)
Scritto da Stefano   
Domenica 27 Novembre 2016 10:46

Scour - Scour (2016)


L’ennesimo progetto di Phil Anselmo è, forse, uno dei migliori partoriti dal singer di New Orleans. Avevamo lasciato il buon Filippone a giostrarsi fra le sculacciate mediatiche a causa dei risaputi saluti al “white wine” (ahaha) e la messa in freezer dei Down, perciò fa anche piacere vederlo alla ribalta con un prodotto che parla, prima di tutto, di musica.
Il suo precedente disco solista con la sua band di supporto, gli Illegals, non è stato un grande affare (come molti dei progetti fuffa in cui Anselmo si getta anima e cuore – cosa che gli fa acquistare credito per la tenacia con cui ci si butta), ma gli si da credito incondizionato e si ascolta anche questo Scour.
Carburato da membri di Cattle Decapitation, Animosity, Pig Destroyer e Strong Intention, Scour plana nelle casse trascinandosi dietro elementi black metal, death-grind e thrash old school. Nelle interviste, Anselmo aveva anticipato che per suonare black un disco non deve avere le vocals dei Gorgoroth e, bisogna ammetterlo, ha ragione. La voce rasenta spesso il growl (pur concedendosi alcune puntate nello scream) e nei cinque brani (che non superano i 3 minuti), la parte ritmica è precisa, pulita e senza pietà. Questa connotazione di pulizia, rimanda la band verso territori sonori black metal svedesi piuttosto che norvegesi.
Spacca il cazzo che su sei tracce (è un EP), ce ne sia addirittura una solo strumentale – per quanto ben concepito nell’EP.
Ma non voglio essere troppo scassacazzo: siamo già contenti che Phil Anselmo abbia trovato qualche sparring-partner degno di questo nome e che il risultato, cioè l’EP Scour, sia degno di essere acquistato.