live in italy

06.10.2022
Menu Principale
Risorse
Murderletter
Nome:
Email:

 

online poker

SWFobject

Contenuto alternativo flash

È necessario aggiornare il tuo Flash Player

Get Adobe Flash player

FacebookMySpaceTwitterGoogle BookmarksLinkedinRSS Feed
Recensione Black Sabbath - Black Sabbath
Scritto da Stefano   
Martedì 17 Agosto 2010 13:54

Black Sabbath - Black Sabbath (Vertigo 1970)

 

BlackSabbath

Parlando di questo disco si parla di com'è nato il metal. Non si sta discutendo di un qualcosa di generico, né di un disco qualsiasi. Dagli umori hard-blues, venati di malsana psichedelia, è nato un genere, uno stile.
La differenza rispetto a molte delle metal band che verranno è la qualità stilistica e musicale dei brani. In nessuno dei pezzi qui proposti si sta utilizzando il distorsore, si sta pestando sulla batteria, si rincorrono le note sul manico del basso, solo per un puro e semplice sfoggio di potenza, velocità, ormoni. Le canzoni sono strutturate (ricordiamoci che i Black Sabbath, non ancora quelli che i metal-head sono abituati a conoscere, sono alle prime armi, non conoscono i trucchi di registrazione né le droghe e stanno proponendo loro stessi in maniera cruda), i testi sono affascinanti, il cantato più che mai denuncia (nonostante i limiti oggettivi di Ozzy) un'efficacia rara e che completa in maniera stupefacente la ritmica (superbo Bill Ward) e le intricate linee sonore proposte dalla chitarra "doomeggiante" (ma non ancora doom) di Iommi.

Ma vorrei soffermarmi un attimo sui testi. Questi, al contrario di quanto si pensa comunemente, sono opera di Geezer Butler e Iommi, e parlano di argomenti ed esperienze varie. Il primo disco risente ancora fortemente delle curiosità "soprannaturali" di Butler e della volontà di Iommi di ricreare un suono "spaventoso", che incutesse paura quanto un film dell'orrore (si noti che il nome del gruppo e della prima traccia provengono da un film con Boris Karloff): si tratta di figure scure e spaventose, di maghi e di regni dei sogni, di morte e donne malvagie e, avvisaglia della denuncia del secondo album, del mondo circostante. Ogni testo è declamato da Ozzy in modo tale da donargli quel fascino malato e opprimente tanto caro ai fan dei Sabbath (grazie a questa sua relativa incapacità vocale e il conseguente risultato sarà sempre amato dalla gente ben più dei suoi successori).
Ma la parte migliore del cd è sempre e comunque l'ascolto. Perciò la smetto con il racconto sterile delle caratteristiche del disco e vi do una rapida panoramica del contenuto del suddetto.
Il suono del vento, della pioggia, dell'agonia, una campana. se ascolti bene senti i passi della Signora di nero vestita avanzare lentamente, strascicando il pesante passo e leggendo sul libro dei morti il tuo turno. Sei tu contro di lei. il tema portante della vita. Un'ombra di paura crescente definisce il primo pezzo: Black Sabbath, una lenta discesa all'inferno con vista sui fiumi dell'Ade. Ma già nella seconda traccia si fa largo un certo ottimismo, un mago, un viandante silenzioso che con la sua presenza rende le persone felici, scacciando demoni e paure ancestrali. Ma si risprofonda nel cupo già nella terza traccia, la speranza fa breccia solo nell'ultima parte della canzone, come la sicurezza di risvegliarci ci conforta durante il nostro peggiore incubo, ma siamo sicuri che risvegliarci risolva l'incubo? Ma la speranza ci porta in basso, rullando promesse. Siamo alla presenza di Lucifero innamorato. Come filo logico conduttore si arriva alla presenza di donne malvagie (è una cover dei Crow). L'ultimo trittico di canzoni è devastante. Lungo, jazzato, alterna fasi di tranquillità relativa a scosse emotive. Siamo quasi nel progressive senza mai toccarlo, soprattutto per la diversità degli umori (e abilità tecnica, non sterile) che derivano da quest'interessante miscuglio di generi e potenza: un primo pezzo tranquillo (The Village), un secondo pezzo intricato e melanconico ma sofferente, l'ultimo, intriso di rabbia contenuta, non urlata.
Come si può capire ascoltare il primo disco dei Sabbath non è un ascolto qualsiasi, non è consumare musica, è degustare-sorseggiare l'amaro pasto di una vita di periferia, di rabbia, disillusione, sogni superbi infranti.

Giudizio: un disco superbo. Non ci sono scale di voto da dare, da punti a qualsiasi (o quasi) dei dischi strettamente metal che sono usciti da lì in avanti ( Sabbath stessi esclusi).

--/10

Website: www.black-sabbath.com

Lineup:
Ozzy Osbourne: Vocals, Armonica
Tony Iommi: Chitarre solista e ritmica; Keyboards
Geezer Butler: Basso
Bill Ward: Batteria

Tracklist:
Lato A
1. "Black Sabbath" (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 6:20
2. "The Wizard" (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 4:22
3. "Behind the Wall of Sleep" (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 3:38
4. "N.I.B." (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 6:06

Lato B
1. "Evil Woman, Don't Play Your Games With Me" (Wiegland, Wiegland, Waggoner) - 3:25
2. "Sleeping Village" (Iommi, Ward, Butler, Osbourne) - 3:46
3. "Warning" (Dunbar, Moreshed, Dmochowski, Hickling) - 10:34