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Baroness - atto secondo.
Dopo l'acclamato disco The Red Album, i Baroness ritornano sul luogo del misfatto e perseverano nel creare ottima musica. Sciagurati,
ma non potevano fare il compitino e rendere molto più semplice questa recensione? Dannato Baizley e soci.
Un inizio importante per un gruppo di difficilissima definizione. Innumerevoli ascolti e molteplici tentativi di catalogazione e comparazione hanno prodotto
unicamente una sterile definizione: i Baroness suonano come solo loro sanno... anche se i rimandi alle superstar del progressive-sludge Mastodon e dei
southern-rockers Lynyrd Skynyrd non sono totalmente campati in aria, anzi risuonano ed echeggiano sibillini e scottati dal sole.
Blue Record è un calderone caleidoscopico e multisfaccettato, la cover-art blu e dalla forte impronta picassiana (almeno per quanto riguarda il susseguirsi del periodo rosso e il periodo blu) mimetizzano un prodotto dall'intrinseca esplosività e da una forte vena attrattiva. Ai momenti delicati e minimali, chitarra acustica, leggero flavour psichedelico west-coast anni '60, si alternano tonanti espressioni di sludge raffinatamente modulato e progressivo. Il gioco della tensione/rilascio, il continuo cercare il climax per spezzarlo con l'inserto acustico crea dramma e, nello stesso momento, lo toglie, generando iponiticità e ascendente ritualismo sciamanico.
Senza nulla togliere a molte altre band attuali, ma l'elite del rock deve tener conto della venuta della Baronessa e porgerle incondizionato omaggio. Amen.
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Web: www.myspace.com/yourbaroness
Lineup:
John Dyer Baizley - vocals, guitar, piano, artwork
Allen Blickle - drums
Pete Adams - guitar, vocals
Summer Welch - bass
Tracklist:
01. Bullhead’s Psalm
02. The Sweetest Curse
03. Jake Leg
04. Steel That Sleeps The Eye
05. Swollen and Halo
06. Ogeechee Hymnal
07. A Horse Called Golgotha
08. O'er Hell And Hide
09. War, Wisdom and Rhyme
10 - Blackpowder Orchard
11 - The Gnashing
12 - Bullhead's Lament
By Stefano. |