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Siamo sinceri: voi cosa pensereste di un gruppo black metal giapponese di sole donne, che esordiscono su Peaceville con un disco in confezione lussuosa, composto da: cd con registrazioni varie sparse qua e là (2 pezzi nuovi in versione demo, registrazioni da sala prove e demo varie) e dvd con ben 24 pezzi dal vivo, registrati in diverse occasioni? Esatto: che sono fuffa, l’ennesimo gruppo montato e spinto più per la sua “originalità” che per effettivi meriti. E il pacchetto succulento sta lì per invogliare l’acquisto. Insomma, lo ammetto, ero pieno di pregiudizi al momento di schiaffare il cd nel lettore. E, indovinate un po’?, me li sono rimangiati tutti.
Il trio in questione propone musica realmente estrema, lo fa in maniera determinata e in alcuni casi azzecca dei pezzi davvero notevoli. Si parte con Speed Of Blood, estratto demo dal full lenght prossimamente in uscita su Peaceville, che a me personalmente ha ricordato molto il primissimo Burzum piuttosto che l’incrocio Hellhammer/Amebix citato nella bio; e già qua il sorriso si riaccende sul volto. Le due voci delle Gallhammer sono marcissime, a volte più profonde e growl, altre volte sfiorando lo screaming, e la musica è quanto di meno compromissorio si possa trovare in giro: pezzi in maggioranza lenti e cadenzati (a differenza del già citato opener, su tempi blastbeat sparati, negli altri pezzi si sente effettivamente molto di più l’influenza Celtic Frost/Hellhammer, come anche quella di certo crust oscuro alla Amebix, in particolare per quanto riguarda l’approccio, diretto e decisamente ignaro di fronzoli e tecnicismi – vedi “Crucifixion”), lamentazioni infernali, atmosfera soffocante e plumbea, squarciata raramente da qualche fraseggio vagamente melodico (“Beyond The Hate Red”). Non sconvolgono per inventiva o abilità tecnica, ma ovviamente a loro non gliene può fregare di meno, e alla fine neanche a noi, no? Data la natura del materiale, di varia provenienza, io aspetterei l’uscita dell’album vero e proprio per un giudizio definitivo, ma intanto questo “The Dawn Of…” resta un acquisto tentatore per via della presenza del dvd, in cui possiamo vedere le tre streghe giapponesi all’opera in diversi concerti (ad onore del vero, tutti i clip si assomigliano molto!) e in cui è inclusa anche una fotogallery che, vabbè, nell’era di Myspace è un po’fine a sé stessa, ma tant’è… I pezzi inoltre sono presumibilmente piuttosto rari a rintracciarsi, almeno in questa forma, quindi il mio consiglio è di farci un pensierino, in attesa dell’album che, sono sicuro, ci riserverà belle sorprese!
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