|
La scena black metal è viva e vegeta, forse non sempre innovativa e focalizzata, ma sicuramente ribolle. Gli Horde of Hel fanno parte di una particolare branca del black metal, quello meno canonico (sia esso norvegese, svedese o finlandese) e più dedito a sperimentazioni e contaminazioni con altri generi musicali apparentemente non "affini" alle sonorità iconoclaste del black. La band svedese mischia influenze black svedesi (si sentano le ultime produzioni targate Marduk, più "atmosferiche" e meno spezza-vertebre) e un accentuato substrato di natura industrial. Il classico riffing svedese, veloce e velenoso, viene pesantemente rallentato e reso più marziale e down-tempo, impastando e deviando il suono verso liquide soluzioni industrial (sarà strano, ma qualche volte viene fuori quel disturbante senso di marciume a cui si dedicavano anche i White Zombie, ma senza lo schizoide senso della “colonna sonora”…) ma tenendo sempre sullo sfondo un background black metal corredato da screaming vocals opportunamente filtrate e qualche sprazzo di nera furia. L'oppressione e il senso claustrofobico dato dalle tracce riempe il disco, anche se la tensione viene rilasciata con intermezzi recitati: in questi momenti le sonorità black svedesi vengono eliminate, lasciando unicamente quel industrial-ambient apocalittico e ferale che infetta le tracce degli Horde of Hel.
Blodskam scorre, seppur non fornendo enormi spunti, anche se l'elevato numero di canzoni (ben 14) non gioca a favore della piene fruibilità.
|