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Interessante il debutto discografico dei Panic Room, sestetto parmigiano dedito ad un metal spiccatamente moderno, dal contenuto artistico non indifferente. Giunti al primo episodio discografico dopo il contratto con la label inglese Ukdivision (in realtà la biografia del gruppo parla di un precedente contratto firmato nel 2004, sotto il nome di Redrum), i nostri portano alla luce un disco che, per gli appassionati di nu metal e generi affini, rappresenterà quasi sicuramente un’ottimo acquisto. Nelle undici tracce di questo Equilibrium i nostri mettono in mostra un songwriting che punta sempre ad essere orecchiabile, dinamico, mai cervellotico ma dritto al punto, e lo fanno con bravura e cognizione di causa.
Durante l’ascolto tornano alla mente gruppi quali Linkin Park e Korn, ma anche i Lacuna Coil di Karmacode, nonostante qui il cantato sia unicamente maschile; questo non vuol dire che la proposta dei Panic Room sia totalmente derivativa: certo, il gruppo è fortemente debitore dei maestri del genere, ma questo non impedisce di far brillare il disco di luce propria, soprattutto perché le sonorità proposte in questo Equilibrium appaiono sempre uniformi ed omogenee, rivelando anche la tendenza del gruppo di Parma a cercare di avere, se non un proprio stile, sicuramente una propria identità ben definita.
Non rimane altro da aggiungere, quindi. Se vi piacciono le sonorità moderne ma tremendamente cachy, fatelo vostro.
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